Archivio mensile:gennaio 2012

IL SILENZIO….DI PREMA DEVI

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OGGI AMATI VORREI PARLARVI DEL ”SILENZIO”.

 

C’E’ UN GRANDE POTERE NEL SILENZIO, AVETE MAI PROVATO A STARE NEL SILENZIO?

IL SILENZIO NON E’ SOLO NON PARLARE ( COSA MOLTO BUONA DA FARE OGNI VOLTA CHE SIA POSSIBILE) C’E’ UN SILENZIO MOLTO PIU’ IMPORTANTE DOVE L’ESSERE SI FONDE CON LA PROPRIA ANIMA, E’ MOLTO DIFFICILE DA RAGGIUNGERE PERCHE’ AFFINCHE QUESTO SILENZIO AVVENGA BISOGNA FAR TACERE LA MENTE SCIMIA.

LA MENTE E SEMPRE IN UN COSTANTE MOVIMENTO , UN CONTINUO CHIACCHIERARE CHE NON DA TREGUA,SEMPRE CENTRATA NEL PASSATO O NEL FUTURO, SENZA AVER INTRAPRESO UNA DISCIPLINA PER EDUCARLA NON SI PUO VERAMENTE ZITTIRLA.

 

EPPURE CREDETEMI QUANDO ATTRAVERSO UNA VERA SERIA SADHANA( DISCIPLINA SPIRTUALE) SI ARRIVA A FAR RIMANERE SILENZIOSA LA PROPRIA MENTE SI REALIZZA UNA GRANDE LBERTA INTERIORE.

DENTRO AL SILENZIO SI SCOPRE UNA GRANDE PACE E PIANO, PIANO SI ARRIVA AD AVERE UNA GIOIA TRANQUILLA CHE NON PUO’ ESSERE DISTURBATA DA NULLA DA CIO’ CHE ACCADE ALL’ESTERNO.

 

NEL SILENZIO SI PERCEPISCE IL PROPRIO SE’ DIVINO, NEL SILENZIO SI MANIFESTA LA NOSTRA VERA NATURA, NEL SILENZIO SI SCOPRE L’INFINITA UNITA’ D’AMORE CHE SIAMO.

 

CERTO CI VUOLE MOLTA PAZIENZA, MOLTA DISCIPLINA E SERIETA’ E TANTA MA TANTA UMILTA’.

 

VEDETE QUANTO PIU’ MEDITIAMO TANTO PIU’ RICEVIAMO LUCE, ORA PER POTER RICEVERE SEMPRE PIU’ LUCE IL CORPO, LA MENTE I NERVI DEVONO ESSERE PURIFICATI ALTRIEMENTI NON POSSONO ”SOPPORTARE ” LA LUCE SPIRITUALE CHE SCENDE DENTRO, E COME VOLER FAR PASSARE UN VOLTAGGIO DI ELETTRICITA’ DI 1000 VOLT IN UN TUBO CHE PROGRAMMATO PER FAR PASSARE SOLO CENTO VOLT, PRATICAMENTE LO FAREMMO ANDARE IN TILT, PROTREMMO COME DIRE FAR BRUCIARE TUTTO L’IMPIANTO.

ECCO PERCHE’ E’ MOLTO IMPORTANTE QUANDO SI INZIA A MEDITARE DI NON ESSERE TROPPO IMPAZIENTI DI AVERE ESPERIENZE SPIRTUALI DI UN CERTO LIVELLO, MAI ”TIRARE” MA SEMPRE ABBANDONARSI CON UMILTA’ AL DIVINO.

 

UN’ALTRA COSA IMPORTANTE E NON CHIEDERE, MA ASPIRARE, QUESTO PERCHE’  LA MAGGIOR DELLE PERSONE NON HANNO VERAMENTE COSCIENZA DI QUANTO CHIEDONO , TANTI MA TANTI ASPIRANTI ”DISCEPOLI, DEVOTI, QUANDO INIZIANO A LEGGERE E A SAPERE QUALCOSA DELLA SPIRITUALITA’ VORREBBERO SUBITO AVERE ESPERIENZE SPIRTUALI, IL PROBLEMA E CHE NON SI RENDONO CONTO CHE CI VA UNA PREPARAZIONE SERIA E POSSIBILMENTE ESSERE GUDATI DA UN VERO MAESTRO CHE LI AIUTI  AFFINCHE NON SI FACCIANO MALE.

VEDETE MOLTI HANNO CHIESTO , TIRANDO, IMPLORANDO DI AVERE ESPERIENZE SPIRITUALI ( SI AMATO SONO TUO, MI DO A TE , MI ARRENDO A TE, DONAMI L’ILLUMINAZIONE, NON FAMMI PIU’ RINASCERE..ECC..ECC…MA APPENA SONO TOCCATI DALL’ESPERIENZA SPIRITUALE IL LORO CORPO NON REGGE LA ”PRESSIONE DEL VOLTAGGIO DI LUCE E COSI’ VANNO IN PANICO, OPPURE DICONO NON CE LA FACCIO, EPPURE SOLO POCO TEMPO PRIMA AVEVANO PREGATO INTENSAMENTE PER AVERE QUELL’ESPERIENZA, DOPO DI CHE’ LA LORO MENTE PRENDE IL SOPRAVVENTO E INIZIANO A DUBITARE DELL’ESPERENZA AVUTA.

 

AMATI, NELLA DISCIPLINA DELLO YOGA CI VUOLE TANTA UMILTA’ E SEMPRE AVERE NEL CUORE QUELLA DEVOZIONE CHE NON CHIEDE MA DICE; SIGNORE, MADRE DIVINA A TE MI ARRENDO, NON CHIEDO NULLA, DONAMI TU COSA E’ BENE PER ME,OFFRIRSI AL DIVINO CON SINCERITA , SENZA PRETENDERE MA AVENDO PIENA FEDE CHE IL DIVINO CI DONA ESATTAMENTE CIO CHE E’ BENE PER NOI.

 

INOLTRE QUANDO SI HANNO DELLE ESPERIENZE SPIRITUALI E BENE NON PARLARNE CON CHI NON PUO COMPRENDERE DI COSA STATE PARLANDO MA MEGLIO SOLO PARLARNE CON IL VOSTRO MAESTRO O CON QUALCUNO CHE HA GIA FATTO TALI ESPERIENZE PRIMA DI VOI.

 

UN’ALTRO CONSIGLIO CHE VI DO E QUESTO; QUANDO AVETE UN’ESPERIENZA SPIRITUALE E BENE FERMARSI, FAR RMANERE IL CORPO PIU’ TRANQUILLO POSSIBILE IN MODO CHE L’ENERGIA CHE SI E’ APPENA RICEVUTA POSSA STABILIZZARSI, PENETRARE NEL CORPO DANDOGLI COSI’ IL TEMPO PER ASSIMILARLA E STABILIZZARSI DOLCEMENTE.

 

FATE ATTENZIONE AMATI ALL’AVIDITA DELLA MENTE, SEMPRE ESSA VUOLE , PRETENDE PROVE ECC…SOLO UNA MENTE SILENZIOSA PUO PERCEPIRE IL DIVINO…MENO DESIDERI, ATTACCAMENTI, CONDIZIONAMENTI, IDENTIFICAZIONI SI HANNO E NATURALMENTE, SPONTANEAMENTE L’ESPERIENZE SPIRITUALI VERRANO A VOI.

 

PRIMA DI ARRIVARE A MEDITARE VERAMENTE C’E’ PRIMA UN LUNGO PROCESSO DI PURIFICAZIONE DA ACCOMPIERE, NON SI PUO ANDARE ALL’UNIVERSITA’ SE PRIMA NON SI SONO FATTE  LE SCUOLE ELEMENTARI.

 

PER PRIMA COSA BISOGNA CALMARE LA MENTE, INIZARE A DIMINUIRE DESIDERI,ATTACCAMENTI, CONDIZIONAMENTI, BISOGNI, ASPETTATIVE, LAVORARE PER PRENDERE COSCENZA DI COME SI E’ , DELLE PROPRIE PAURE, INIZIARE A OSSERVARSI E FAR CADERE OGNI GIUDIZIO, PRENDENDO SEMPRE PIU’ COSCENZA DEI MOVIMENTI DELLA MENTE, DELLE EMOZONI E DEI SENTIMENTI , RIPULIRE L’INCONSCIO DI TUTTO CIO CHE PROFONDAMENTE SEPOLTO , PORTANDO CON UMILTA ALLA LUCE CIO’ CHE CI IMPEDISCE DI ESSERE AMORE,PER POI IMPARARE AD AMARSI VERAMENTE , SOLO ALLORA  PIANO, PIANO POTREMO INIZIARE INIZIARE LA SADHANA SPIRITUALE .

 

SIATE UMILI E COLTIVATE LA DEVOZIONE CON SEMPLICITA’ E PASSIONE PER IL DIVINO, NON ABBIATE FRETTA,MA SIATE COSTANTI NELLA VOSTRA PRATICA SPIRITUALE E I FRUTTI MATURERANNO MAGNFICAMENTE DENTRO DI VOI.

 

NAMASTE AMATI MIEI SE’.

 

OM NAMAH SHIVAYA!

COLTIVATE LA FEDE E L’UMILTA’ CON TENACIA E SINCERITA, E IL DIVINO SI MANIFESTERA NEL VOSTRO CUORE NUTRENDOVI D’AMORE D’ANANDA. OM NAMAH SHIVAYA!

SATSANG DI SAI BABA SULLA MENTE

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PUBBLICATO DA -Maria Dal Moro

 

‎( prima parte)Il Divino Maestro ti parla

 

In conversazione col Bhagavan

 

Mai come nelle conversazioni dirette e personali Sai Baba rivela, con stupefacenti particolari, i problemi che un cercatore incontra durante il suo percorso. Nel leggere queste interviste, tratte qua e là da quelle raccolte e redatte da Hislop, ognuno di noi può cogliere la risposta alla domanda che avrebbe voluto fare a Swami. Il Divino Maestro non economizza le Sue esortazioni e al fortunato lettore parrà di avere continuamente al suo fianco il guru che ha sempre sospirato d’avere.

 

Hislop: Che medicina mi consiglia il Medico Supremo dello spirito?

 

Sai: La meditazione. La prima cosa che acquisirai nella meditazione è il controllo dei sensi. Lo yoga sarà di sostegno al tuo corpo. Quando la mente è stabile, giunge automaticamente la concentrazione e, in questa concentrazione, la tua mente sarà in pace.

 

Esiste l’Atma, non la mente.

 

Hislop: L’automobile su cui ci troviamo ha delle caratteristiche naturali, che oltrepassano le connotazioni di bene e di male. Se si muove, acquista velocità e moto. Analogamente, quali sono i poteri naturali della mente?

 

Sai: La mente non ha alcun potere. L’unico potere che ha è l’Atma Shakti, ossia il potere dell’Atma o Essenza Divina. In realtà, la mente non ha esistenza. Non c’è. La luna riceve luce dal sole. Ciò che noi vediamo è il riflesso del sole. Quanto viene scambiato per mente è la luce riflessa dell’Atma, il Supremo Sé che risplende nel cuore. In verità, c’è solo il cuore. Si considera mente la luce riflessa, ma non è che un concetto, un modo di vedere. Esistono solo il sole e la luna. (Un riflesso non è un terzo oggetto). In altri termini, la mente non può essere paragonata ad un’auto. Una macchina ha una forma, mentre la mente non ha forma, in quanto non ha una sua propria esistenza. Si può dire che la mente sia un tessuto di desideri. L’Atma, la Divina Essenza irradia la Sua Luce sul cuore, sia esso puro o impuro. Un cuore purificato e il desiderio focalizzato unicamente su Dio è ciò che di meglio possa esserci.

 

Hislop: La mia mente e la mia intelligenza, in questo momento, sono in azione, indipendentemente dalle sue qualità fini o rozze. Baba dice che l’unico potere è quello dell’Atma. Ma allora, perché non vedo l’Atma, quello stesso Atma che in questo preciso momento è all’opera servendosi del complesso mente-intelligenza?

 

 

Sai: Si potrà vedere l’Atma in tutta la Sua purezza quando, per mezzo della pratica spirituale (Sadhana), saranno rimossi gli ostacoli che impediscono una chiara visione. La vera disciplina non consiste solamente nel sedersi in meditazione. La meditazione è una costante indagine interiore: Chi sono io? Che c’è di amabile in me? Che c’è di aspro? La meditazione consiste nel riflettere sui principi spirituali e nel cercare di mettere in pratica gli insegnamenti di Baba.

 

OM SAI RAM.

LA PRATICA SPIRITUALE DI SWAMI PREMANANDA

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Prema Sadhana Seva, la Pratica Spirituale di Fare Servizio Disinteressato

 

Generalmente la mente è sempre coinvolta nel mondo materiale. Come una scimmia che salta da un ramo all’altro, la mente salta da un pensiero all’altro. Ora avete raggiunto lo stadio di voler conoscere la verità e realizzare  la saggezza, ma molti problemi vi disturbano. La mente non può stabilire ciò che è vero e ciò che è falso. Allo stesso modo, oscilla tra idee diverse. Per esempio, da un lato ci dice che è nostro dovere sposarsi e vivere una vita familiare, ma dall’altro ci dice come sia del tutto illusorio pensare in termini di: “Mia moglie, i miei figli, mio fratello… “. Inizialmente pensate in questo modo a causa dell’attaccamento a queste persone, e ciò si protrae da così tanto tempo, ma quando si matura spiritualmente, ci si rende conto che tutti quelli che sono nati in questo mondo sono veramente i nostri fratelli e sorelle. E’ difficile raggiungere questo livello superiore di pensiero ma arriverà il tempo, quando crescerà sempre più la consapevolezza spirituale. Arriva il momento in cui si vuole fare seva: servizio ai nostri simili. Ma che cosa è il seva? Il seva inizia con voi. Dovreste prima servire il vostro corpo con l’igiene, curandolo quando si ammala e così via. Ci sono diversi tipi di seva e diversi modi di farlo. L’Ashram offre un buon ambiente per fare seva spirituale; molte persone ci vivono, ma solo alcuni hanno tanta pazienza e pochi: devozione. Alcuni sono pettegoli, altri sono litigiosi e le persone a volte non si capiscono. In realtà questo non dovrebbe accadere perché può rovinare l’ambiente dell’Ashram. L’Ashram è un luogo spirituale ed è essenziale mantenerlo così: divino. Per fare un buon servizio ciascuno deve, lentamente con amore e gentilezza, trovare il modo giusto di vivere insieme e comunicare. Il cambiamento e la trasformazione sono indispensabili altrimenti non ci sarà maturazione. Se sentite che le vostre cattive abitudini non cambiano, pregate il Divino per aiutarvi ad avere buoni pensieri e parole gentili. Sarà sicuramente di aiuto. Dovete chiedere: “Caro Dio, sono venuto da lontano per vivere una vita spirituale ma, a mia insaputa, alcuni difetti emergono in me. Ti prego, aiutami a correggere e trasformare me stesso.” Se pensate in questo modo, la volontà Divina vi darà il sostegno e l’aiuto per procedere nella giusta direzione. La mente è sempre a chiacchierare, instabile fra esitazioni e pensieri indesiderati. Con questo disturbo continuo, com’è possibile fare servizio? Credo che prima di tutto dobbiate servire voi stessi. Come si fa a servire gli altri senza aver prima servito se stessi? Ci si deve prendere prima cura del corpo e poi della mente. Non parlare inutilmente. Spiegare a se stessi, al cuore ed alla mente, come procedere sulla giusta strada e dopo si può servire gli altri. Ora, come si può servire gli altri? Che tipo di servizio si può offrire? Guardate me. Faccio diversi tipi di servizio. Spiego il Sanatana Dharma alla gente, tengo  satsang, mi occupo dell’alloggio e dell’istruzione dei bambini poveri, realizzo splendidi giardini fioriti per tutti e cucino e do da mangiare a tutti. Che tipo di servizio volete offrire all’umanità? Ovunque andiate, decidete quale tipo di servizio sia necessario fare in quel posto. Ricordate, il servizio fatto non è mai “vostro”. Se fate servizio per l’Ashram, non sentitevi possessivi al riguardo pensando che sia “il mio servizio”. Siate umili e semplici. Scendete di qualche livello e poi prestate servizio. Questo è il vero servizio. Coloro che si mettono in mostra, non stanno veramente facendo servizio. Alcuni non sono pronti a lavare i propri abiti e impiegano dei lavoranti per fare il loro personale lavoro. Certi si aspettano una lavatrice. Altri vogliono una calcolatrice per fare i conti. Il mondo ci offre sempre più comfort e così la gente comincia a pensare: “Perché perdere tempo a scrivere a mano se si può fare con il computer?” Questo modo di pensare è molto egoista. D’altra parte, questi aiuti moderni possono essere utilizzati anche in modo disinteressato. Per esempio, se qualcuno pensa che sarebbe utile avere una lavatrice per lavare i vestiti dei bambini, avrebbe la mia approvazione perché le ragioni sono disinteressate e il lavoro per i bambini sarebbe reso più semplice. Riuscite a vedere la differenza? Voglio che facciate servizio in modo disinteressato. Può essere qualsiasi tipo di servizio e aiuterà il vostro sviluppo spirituale.

 

Swamiji Risponde  alle Vostre Domande Domanda:

 

Si dice che solo con la grazia del Guru sia possibile realizzare il Sé. Quindi, c’è qualcosa che possiamo fare per ricevere la grazia del Guru, come: fare servizio, essere devoti, pregare?

 

Dipende dal nostro karma o si riceve solo grazie alla benevolenza del Guru? Swamiji: Non pensate troppo a questo. È molto facile: la grazia del Guru è la grazia di Dio. I Veda dicono che senza la grazia del Guru non sia possibile ricevere la grazia di Dio. Quello che voglio dire è che sono qui per voi, così non dovreste affatto avere questo interrogativo. Definitivamente riceverete la grazia divina. Dovete solo lavare la vostra mente con del disinfettante o del sapone e pulirla! Non potete farlo, potete? Pertanto, si dovrebbe meditare e mantenere la mente pura. Questo è sufficiente. Sicuramente otterrete la grazia di Dio!  Domanda: Com’è possibile mantenere la mente stabile? Swamiji: Praticate uno po’ di austerità. Astenetevi dal parlare una volta a settimana. Non mangiare troppo ai tre pasti, una quantità limitata è sufficiente. Sarebbe meglio non cenare, ma se proprio non potete, diminuitene almeno la quantità. Riducete le ore di sonno. I bambini possono dormire otto ore ma da adulti sono sufficienti meno ore. Vi sentirete pigri se diminuisce la vostra forza d’animo e la fiducia in voi stessi. Poi vi sentirete vigliacchi e non vorrete più far nulla. La spiritualità non è una cosa banale. C’è bisogno di: valore, coraggio e fiducia in se stessi, una mente forte e costante fede. Pensateci e fatelo. Domanda: Swamiji, come possiamo giungere a Dio attraverso il servizio sociale? E’ bello fare il servizio per gli altri, ma come può condurci alla meta? Sento che il servizio sociale e la pratica spirituale sono due cose diverse. Che ne pensi? Swamiji: Penso che attraverso il servizio sociale si possa raggiungere il Divino. Fare servizio porta certamente a vedere Dio. Swami Vivekananda ha detto che il servizio all’umanità è una pooja a Lord Shiva. Attraverso il servizio si ottiene più pace mentale, ma a volte il corpo si stanca e si stufa. Quando la mente è sempre coinvolta con il servizio sociale, si può dimenticare più facilmente se stessi. Il servizio riduce l’ego, la gelosia e altre impurità della mente e aiuta a diventare umili. Fare del bene, servizio onesto e sincero, sosterrà il vostro sviluppo spirituale; ma bisogna capire che il vero servizio deve essere fatto senza ego.

 

Jai Prema Shanti!

 

SWAMI PREMANANDA

Ovunque andiate, decidete quale tipo di servizio sia necessario fare in quel posto. Per fare un buon servizio ciascuno deve lentamente, con amore e gentilezza, trovare il modo giusto di vivere uno accanto all’altro e comunicare. JAI PREMA SHANTI!

SATSANG DI SWAMI PREMANANDA -COMUNICARE CON IL MAESTRO TELEPATICAMENTE

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Satsang con Swamiji

COMUNICARE CON IL MAESTRO TELEPATICAMENTE Giovedì 13 marzo 1997

 

Vi ho già spiegato le basi di come potete mettervi in contatto con me attraverso la telepatia. Ho già detto che prima si deve purificare il corpo e la mente e poi praticare tutti i giorni.  Non si dovrebbe essere troppo interessati allo sviluppo di questo tipo di potere. Progredendo, la telepatia diventa naturale: come s’inizia a seguire gli insegnamenti del maestro. Solo con una pratica continua sarete in grado di parlare interiormente con il guru. È necessario praticare a lungo, non ci sono scorciatoie. Molti devoti mi hanno chiesto della telepatia. Così voglio darvi un paio di consigli a proposito. Per ricevere i pensieri, consigli, insegnamenti e istruzioni del maestro attraverso la telepatia, è prima necessario praticare: seguendo le normali istruzioni verbali o scritte in merito alle vostre pratiche spirituali. Fate questo esattamente, con precisione, senza desideri propri ed attaccamenti, senza cambiare ciò che ha detto il maestro. Per far questo è necessario: impegno, pazienza, precisione, premura, dedizione, attenzione e consapevolezza.   Il contatto telepatico con me è una questione molto personale. Ciò che succede durante questo contatto deve rimanere un segreto tra il guru e il discepolo o il devoto. Ognuno di voi è un individuo unico. Così insegno ognuno secondo la propria particolare mentalità, modelli comportamentali, interessi, tendenze ed educazione. Esiste quindi una ragione per cui i messaggi ed i consigli che vi do personalmente non sono appropriati per nessun altro. Quando avete conosciuto il vostro guru o accettato qualcuno come tale, lui provoca il risveglio delle vecchie emozioni, sentimenti e impressioni che sono impresse nel profondo della vostra psiche. Tali emozioni, agitando la superficie della mente, possono suscitare reazioni molto forti.  Alcune persone, che normalmente non mostrano mai i loro sentimenti, piangono pubblicamente come bambini la prima volta che m’incontrano. Altri improvvisamente realizzano i propri difetti e tendenze negative e si sentono piccoli e indegni. Rimangono stupiti di poter provare inaspettatamente sentimenti così forti che li riguardano. Vedete, per essere pronti ad incontrare il maestro, la vostra coscienza viene risvegliata. Quando incontrate il maestro, la grazia che attraverso di lui fluisce a voi, favorisce l’effetto del vostro risveglio spirituale e la natura del vostro sé interiore comincia a rivelarsi. Tutte le negatività e impurità interne dal basso vengono in superfice e provocano dolore. Si soffre mentalmente, quando si deve affrontare i molteplici vecchi diavoli nascosti dentro. Il maestro vi aiuta a rimuoverli molto più rapidamente di quanto sia possibile fare da soli. Se non si è in sua presenza, egli vi guiderà attraverso la telepatia. Quindi, questa è una questione molto personale e privata. E’ come lavare dei vestiti molto macchiati. Il maestro è la lavandaia che viene a farli tornare bianchi candidi. Volete dare i vostri panni sporchi ad altri? No, li terrete per voi.    Le vecchie tendenze fanno male, feriscono; le emozioni e le abitudini dentro di voi possono essere paragonate al centro di un mucchio d’immondizia. Se si lascia l’immondizia per lungo tempo, la superficie si asciuga e non emana cattivo odore. Tuttavia, se qualcuno arriva con un bastone e lo conficca all’interno del mucchio di spazzatura, ne esce un odore orribile. Similmente, il guru viene e pungola dentro in profondità con il “bastone” della conoscenza interiore che ha di voi. Attraverso la telepatia e la visione spirituale, comprende tutto sulla vostra immondizia interna. Tramite questa straordinaria energia, lui vi rende consapevoli e vi guida per rimuoverla. Non importa dove vi troviate. Una volta che esiste il collegamento interno con il guru, lui ha il potere di purificarvi. Solo quando sarete completamente puri, potrete cominciare  a pensare all’unione con lo spirito del guru ed all’obiettivo della spiritualità: la libertà da nascita e morte e la felicità permanente. Considero la telepatia: una materia molto seria, di grande aiuto per progredire sul percorso spirituale. So che molti di voi non saranno mai in grado di venire a conoscermi di persona e, quindi, la telepatia è un importante modo per comunicare. Non ho mai chiesto a nessuno di venerarmi o di guardare sempre la mia foto in adorazione. Vi chiedo di considerare la mia foto come un promemoria che vi ricordi che sono sempre pronto ad aiutarvi, in qualsiasi momento. Vedendo la mia immagine è possibile collegare facilmente la vostra mente con il mio spirito. Se mentalmente mi chiamate, a qualsiasi ora del giorno o della notte, in qualsiasi momento, ovunque e in qualsiasi circostanza, io ne sarò a conoscenza. Pensate profondamente alla vostra domanda spirituale o alla vostra confusione mentale. Pensate a me con forza per qualche tempo. Chiamate: “Swamiji! Aiutami!” Pensate che non vi senta? Come la madre corre affannata verso il figlio, correrò mentalmente da voi per aiutarvi. Ecco perché vi chiedo di pulire la mente e  di renderla pura, luminosa e più vuota. Allora sarà molto più facile per voi  accedere alla mia energia divina, utilizzarla per risolvere i problemi e per spingervi velocemente verso la vostra meta divina.

 

DIVINI MESSAGGI DI COMPLEANNO

 Questo è un estratto di un Satsang che Swamiji ha dato il  17 novembre 2002 in occasione del Suo 51° compleanno

 

sono rimasto in prigione per otto interi anni; ma non mi sono mai preoccupato di questo, nemmeno una volta. Sono felice. Anche le persone in prigione mi chiedono: “Come fai ad essere così felice?” Qual è la ragione?   Se si controlla e si matura la propria mente  saremo sempre contenti, indipendentemente dalle circostanze.  Perché siete preoccupati? Per i bambini, il marito, la moglie, il ragazzo, la ragazza, perché siete disoccupati, forse siete malati o sofferenti… perché siete preoccupati per queste cose? Non capisco perché, dopo avermi veduto, siete ancora preoccupati. Qualsiasi preoccupazione abbiate, scrivetemi; mi prenderò cura di voi.  Non aspettatevi nemmeno risposta: il vostro lavoro è soltanto scrivere ed inviare la lettera.  Vi prego di non scrivere dieci pagine ma di esporre i vostri problemi in quattro frasi, sono sufficienti affinché possa prendermene cura facilmente. Dopo, non saranno più vostri ma miei problemi, perché me ne prenderò cura. Pensateci, ora questi problemi non sono più vostri.   Se  mi  date  un  problema,  dovreste lasciarmelo. Non sedete pensando: “Come farò a risolvere questo problema?”. Affidatelo a me e non ve ne preoccupate. Una volta  che mi avete dato i vostri problemi e preoccupazioni, non dovreste più occuparvene, perché sicuramente saranno risolti.  Ma se, pur avendomi descritto il vostro problema, continuasse ad impensierirvi: ve lo restituirò.  Lasciatelo a me: una volta che me lo avete inviato, non riprendetelo indietro. Non pensate che, essendo in prigione, non possa far niente. Ovunque sarò, farò correttamente il mio lavoro. A volte la gente dice: “Swamiji, ti prego, vieni nei miei sogni.”  Se volete davvero che venga in quel modo: scrivetemi o pensate a me perché se me lo chiedete, certamente verrò; non è un gran lavoro per me.  Qualsiasi cosa vogliate, siate molto precisi e chiari in modo che capisca, quindi affidatela a me e me ne occuperò. Non preoccupatevi del risultato. Non preoccupatevi della morte. Anch’io ho  preso una forma umana e un giorno dovrò morire. Quando il nostro tempo qui è finito, dobbiamo andare. Accettate il fatto che quando il tempo è scaduto si deve andare. Ma prima, voglio chiedervi qual è il vostro vero scopo nella vita: pensateci. Così, per il mio compleanno vi ho chiesto di affidare sinceramente tutti i vostri problemi a me in modo che io possa legarli in un grande sacco nero e poi risolverli. Quindi, i vostri problemi sono diventati ormai miei. Quando sono qui e siete di fronte a me, i vostri volti   sono sereni e felici e la vostra mente è libera, ma so che quando starete per tornare a casa vi riprenderete tutte le preoccupazioni e ritornerete a casa con esse. Una volta partiti, sono preoccupazioni inutili. Non importa chi pregiate: potete pregare qualsiasi maestro, qualunque divinità o un’ideale. Alcuni vanno in chiesa, in moschea o al tempio. Queste sono differenti culture religiose ma se non si prega in un certo modo, non c’è nessun vantaggio. Pregare solamente con la bocca e fare azioni con il corpo, è insignificante.  La vera preghiera viene interiormente, dal profondo.  Quando sedete per meditare e andate all’interno, pensando sinceramente al divino con forte sentimento: le vostre preghiere e rituali saranno proficui. Ciò vi darà la grande pace e l’energia divina. Non è facile sviluppare senza questa profonda intensità. Il mio secondo messaggio per voi, in occasione del mio 51°compleanno (2002), riguarda la massima sadhana: meditare. La meditazione è  la cosa migliore per tutti. Io non vi sto chiedendo di seguire completamente il cammino spirituale o di lasciare il lavoro e diventare sannyasin! Vi sto solo chiedendo di praticare  per un breve periodo, con regolarità e di integrare la meditazione nella vita quotidiana. Si può andare a lavorare, è possibile sposarsi, fare tutto come solito e meditare per avere pace mentale. Meditate nel tempo libero. Non vi dico di farlo la mattina o la sera, potete farlo in qualsiasi momento della giornata, quando siete liberi. Se siete viaggio in treno per lavoro e siete liberi, potete meditare là. Ma attenzione: non mi scrivete per dirmi che qualcuno, mentre stavate meditando, vi ha preso tutti i soldi dalla tasca! Tenete la mente libera durante la meditazione. Non portate tutto il vostro  bagaglio mentale nella vostra meditazione, lasciatelo stare. Ma non meditate se avete altri compiti da fare, meditate nel tempo libero. Mentre si è nell’Ashram utilizzate bene il tempo e immergetevi nella spiritualità e praticate la meditazione. Ho ideato per tutti voi un metodo particolare per raggiungere uno stato meditativo. Per impararlo correttamente è necessaria una settimana. Adesso vi guardo e siete tutti ben vestiti in  sari o vesti ma le prime volte non si sa bene come indossare un sari. Qualcuno deve mostrarvi il giusto modo e poi si deve fare pratica su come metterlo da soli. Quindi pensate: se avete bisogno di aiuto semplicemente per indossare correttamente un sari o un vesti, per meditare avete veramente bisogno di un aiuto adeguato. Così vi sto porgendo un aiuto per mezzo del Prema Dhyanam, il mio sistema di meditazione.

Jai Prema Shanti!

Con le mie benedizioni, Swami Premananda

 

http://www.sripremananda.org/Italiano_Home/it8_PAV/it8_pav1_magazine.html

“Il ricordo costante del Divino e l’aiuto ai meno fortunati vi porteranno allo stato di felicità che tanto desiderate.” SWAMI PREMANANDA

“Una mente arresa rimane serena in tutte le circostanze, felice in qualsiasi condizione e piena di amore divino, qualsiasi cosa accada.” SWAMI PREMANANDA

NAVARATRI Il Festival della Madre Divina DI SWAMI PREMANANDA

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NAVARATRI Il Festival della Madre Divina

 

“Navaratri”, che in sanscrito significa “nove notti”, è dedicata all’adorazione dell’Energia Divina o Shakti, chiamata in India “Madre Divina”. Durante questo periodo, adoriamo tre diversi aspetti della Madre Divina, e l’ultimo giorno, chiamato Vijaya Dasami, si celebra la vittoria del bene sul male. Swamiji ha spiegato che durante questa celebrazione le vibrazioni spirituali della Divinità scendono sulla terra per liberare l’umanità dalle forze del male, affinché tutti possano beneficiare del suo enorme potere, consapevolmente o inconsapevolmente. Ha detto che adorando la Madre Divina, in questi speciali dieci giorni a lei dedicati, non c’è dubbio che l’aspirante sarà benedetto con felicità e prosperità. Una cerimonia autentica, però, non può essere celebrata senza una profonda conoscenza dell’oggetto delle nostre preghiere… Swami, ci parli spesso della Madre Divina. Che cosa intendi per Madre Divina? “Secondo la tradizione indù, vi sono molte divinità differenti. Ognuna di queste divinità ha molte, molte forme. Nei tempi antichi, delle grandi anime si sono incarnate nella terra che oggi chiamiamo India. Hanno guidato i popoli che vivevano in questo paese. Hanno ricevuto gli insegnamenti direttamente dalle forme viventi che chiamiamo: Dio, il Supremo o l’Assoluto. Queste grandi anime hanno ricevuto in meditazione diversi mantra e scritture che sono serviti a condurre la gente più profondamente in sintonia con la natura e la saggezza; perché queste anime, e coloro che avevano vissuto con devozione o con la coscienza immersa nella Divinità, percepivano diverse forme di Dio, che, svolgono svariate funzioni nell’universo. In questo modo, i maestri del passato hanno spiegato al popolo le varie energie del Divino. Una grande energia spirituale corre attraverso tutti gli esseri e gli oggetti esistenti. Questo concetto astratto è difficile da afferrare, quindi l’antico popolo adorava questa energia sotto forme differenti. Col passare del tempo, diverse persone devote hanno visto quest’energia manifestarsi in una varietà di forme e in luoghi diversi. Non voglio entrare in quest’argomento scientificamente. Per esempio, Ramakrishna ha visto apparire davanti a lui la Madre Divina sotto forma di Kali. Questo è accaduto anche ad altri. Il Santo Thyagaraja ha visto il Signore Rama e Madre Sita in casa sua. In questo modo sono nati templi alla Madre Divina in molte forme diverse. Diecimila anni fa, la gente semplice non poteva concepire che ci fosse una grande forza o energia che sostiene tante cose nell’universo. Dio ha creato l’universo, terra compresa, e si prende cura di tutto e tutti in un unico modo con grande ritmo e disegno. Per spiegare questo più facilmente, è stato introdotto il concetto di forma dagli antichi saggi. Perché? Perché, infatti, essi stessi hanno visto queste forme nascere, guidarli e mostrare loro il Dharma. Se davvero volete saperne di più, allora anche voi dovete adorare la Madre Divina e vedere cosa succede! Non si può filosofeggiare su questi argomenti. L’umanità è sollevata vedendo e sperimentando queste forme divine? La risposta è sì. Tutti i percorsi buoni portano alla realizzazione del Sé. Questo è il punto principale”.

La Madre Divina nei suoi tre aspetti Di Swami Premananda Per una volta, potete celebrare la festa di Navaratri meditando sulle qualità di ogni aspetto della Madre.  Durga per il coraggio e come distruttrice della menzogna,  Lakshmi per aumentare, in se stessi e nel mondo, la luce spirituale e per comportarsi con compassione e gentilezza, Saraswati per entrare in contatto con la saggezza interiore e rendersi conto che il Divino è dappertutto e in tutti gli esseri e le cose. DURGA In primo luogo, per vivere senza paura abbiamo bisogno di energia. Così nei primi tre giorni di Navaratri adoriamo Shakti, l’energia nella Sua forma di Durga. Sotto forma di Durga Lei ha un aspetto feroce e terribile. Ma Lei è piena di compassione e gentilezza. Lei distrugge la negatività e l’ignoranza. Solo dopo aver annientato le tenebre Lei può mostrare la sua vera natura. Lei è la grande luce dell’atma. Vive all’interno di ognuno. Lei ci salva dai guai e pericoli e da tutti i dispiaceri. Solo dopo aver distrutto ciò che di inutile e indesiderabile è dentro di noi, Lei può mostrarci la nostra vera natura.

 

Meditiamo su Durga Devi, come la luce universale nei nostri cuori.LAKSHMI Come Lakshmi Lei sostiene l’universo. E’ Lei che ci solleva dal dolore di questa nascita umana, che ci permette di sperimentare l’amore, la felicità e la fortuna nella vita. E’ allegria, fascino e grazia. Lei è la gioia. Lei è la più grande felicità. Lei è ovunque ci sia la luce, amore e carità, buon raccolto e pace. E ‘attraverso la Sua grazia che luoghi come il nostro Ashram possono prosperare.  Meditiamo sulla Madre come luce d’oro nella Sua forma di Lakshmi Devi.

 

SARASWATI La Madre nell’aspetto Saraswati è la custode e la Divinità dell’apprendimento e della conoscenza spirituale. Lei è la Dea della parola, delle arti musicali e della saggezza. L’energia dell’India si esprime attraverso la sua cultura, arte e musica. Molte forme di arte indiana sono espressioni del Divino. Le sue sculture, dipinti, musica classica, danza e arti marziali: provengono da fonte divina. Oggi esse sono praticate tradizionalmente. Anch’esse sono sadhana: pratiche sacre per adorare il concetto di Dio in varie forme. Meditiamo sulla Madre Saraswati come: luce della conoscenza.L’ultimo, chiamato Vijaya Dasami, è il giorno in cui la Madre Divina uccide Mahisasuran. E’ il grande giorno della vittoria della Madre sulle forze oscure.

 

L’Importanza di Adorare la Madre Divina In Tutto Il Mondo Di un devoto dell’Ashram  

In India, per la maggior parte degli induisti è naturale esprimere rispetto e devozione per ogni forma della Madre Divina, come simbolo della suprema forza creativa che pervade l’universo intero. Eppure, per la maggior parte degli occidentali, non avendo familiarità con gli idoli religiosi, è piuttosto difficile cogliere a fondo l’idea di queste sante forme, tanto meno cercare di capire perché il culto della Madre Divina porti dei vantaggi. Mentre Madre Natura è considerata come l’insieme dei cinque elementi che compongono questa creazione a livello fisico, la Madre Divina è questo e molto altro ancora. E’ anche l’energia onnipresente dietro ogni essere, ogni oggetto e ogni azione in tutto l’universo. Dopo la lettura del satsang di Swami circa shakti e la Madre Divina, sono arrivato a una più profonda comprensione di ciò che significa veramente: “Culto sacro”. Questa comprensione ha risvegliato in me un fervente desiderio di adorarLa, non solo da me stesso ma di fare del mio meglio per incoraggiare gli altri a seguire questa pratica spirituale. Ho capito il significato delle parole di Swami: “Una persona diventa quello che pensa.” Come si collega questo con la Madre Divina? Mi guardo intorno, leggo i giornali e seguo i programmi in TV, e tutto quello che vedo è: distruzione di massa, inquinamento, deforestazione, siccità, fame… perché? Perché abbiamo dimenticato una cosa molto importante: rispettare e amare la Madre Divina, la Shakti che vive in ogni essere e ogni cosa nell’universo. Le nostre menti sono piene di pensieri egoistici. Noi pensiamo che questa terra ci appartenga e che possiamo farne tutto quello che vogliamo. Ci stiamo sbagliando. Se i nostri pensieri fossero maggiormente orientati al culto e l’adorazione della Madre Divina, sono sicuro che sui giornali sarebbe pubblicato qualcosa di completamente diverso. Per questo motivo, penso che sia nostro dovere e quello dei nostri simili, in quanto esseri umani: tenere veramente nel cuore la Madre Divina. Solo il rinnovato amore e la devozione per Dio, possono ristabilire la pace, la felicità e l’armonia su questa terra.

 

Jai Prema Shanti

 

JAI PREMANANDA JAI MA!

ESPERIENZE D ALCUNI DEVOTI CON SWAMI PREMANANDA

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Esperienze con Swamiji

 

Di Poobalan

Mi chiamo Poobalan, ho ventinove anni. Ho vissuto con Swami nell’Ashram per ventinove anni. Sono arrivato da lui all’età di tre giorni. Sono stato a stretto contatto con lui per dodici anni: dalla mia nascita fino all’età di dodici anni, quando è andato in prigione. Da quel giorno ho perso lo stretto contatto quotidiano con lui. Da allora in poi ho potuto vederlo solo ogni tanto, quando è stato possibile. Per me Swamiji è stato un guru e anche un padre. Per me lui è stato un esempio, dal quale imparare come vivere e come comportarsi correttamente. Il suo modo di parlare era proprio diverso dagli altri. Non ha mai ostentato di essere un grande Avatar (incarnazione del Divino) o di essere una persona molto importante. Sarebbe stato in grado di fare grandi cose, ma non l’ha mai dimostrato. Si è sempre comportato come una persona normale che non sa nulla. Anche se sapeva tutto, non lo mostrava, fingendo di credere a quello che tutti gli dicevano: “Sì, sì, sì. Ah – è così? Oh!” Senza distinzione tra ricchi e poveri: vedeva tutti come esseri umani, e queste cose mi hanno veramente colpito. Ho sempre voluto essere come mio padre. Non intendo dire questo nella maniera devozionale, voglio dire come un figlio impara dal padre e vuole essere come lui. Ho imparato tutto da lui: come parlare, come comportarmi, come trattare le persone gentilmente, come dire qualcosa senza ferire i sentimenti altrui e così via. Sapeva tutto quello che succedeva in questo mondo. Di qualunque soggetto si parlasse, lui era in grado di dare una buona risposta. Sarebbe stato in grado di rispondere correttamente anche a domande molto scientifiche. Questa sua vasta conoscenza, insieme con la sua umiltà, mi hanno mostrato il suo potere, con mia grande impressione. Come hai fatto a capire che Swamiji era una grande anima? Qualunque cosa prevedesse, è sempre accaduta. Qualunque cosa abbia detto, è diventata realtà. Molte delle persone che sono venute a incontrarlo, hanno in seguito riferito che, ovunque andassero, se avevano dei problemi, sarebbe bastato dire:  “Jai Prema Shanti” e immediatamente il problema si sarebbe risolto. Quindi, sin da giovane, ho sempre usato dire  “Jai Prema Shanti” e anche consigliato alle persone di fare lo stesso. Molte persone, facendo così, hanno sperimentato miracoli, quindi ci deve essere qualcosa di reale che sostiene la fede delle persone in quest’anima pura. Se cantate  “Jai Prema Shanti” per cinque minuti, vi succederà qualcosa di speciale. Queste cose sono successe e ancora accadono davvero. Sono fatti reali, non li ho sognati. Ho visto accadere molti miracoli. Mio padre, però, non riteneva questi miracoli qualcosa d’importante nella vita spirituale. Era solito dire che questa non è spiritualità. I miracoli non sono spiritualità. Chiunque può farli, anche un meditatore è in grado di compiere questi miracoli. La spiritualità è completamente diversa. Questo era il suo insegnamento alla gente, negli ultimi dieciquindici anni. Avendo visto tutte queste cose, parlato con lui e sentito l’energia che

emanava: si poteva avvertire che non era una persona comune. Quando lo hai capito? All’incirca quando avevo nove o dieci anni, perché era solito dirci esattamente tutti gli errori che avevamo commesso! Qualche volta facevamo delle azioni un po’ cattive. Anche se Swamiji era stato in casa tutto il tempo, quando tornavamo, ci diceva:  “Tu hai fatto questo e tu hai fatto quello.” Così era ovvio pensare: “Se Swami conosce tutte queste cose, deve avere dei poteri!”Come t’insegnava Swamiji? Lo osservavo. Ho imparato da lui come un figlio cresce osservando suo padre. Allo stesso modo, sono cresciuto osservando lui. Puoi raccontarci alcune storie della tua infanzia con Swamiji? Swamiji aveva dei poteri straordinari che a volte usava per prevedere le cose. Qualsiasi cosa dicesse succedeva. A volte ci chiamava tutti nella Sala della Puja e diceva:  “OK, cosa hai combinato?”  Se nessuno rispondeva (e succedeva spesso!), poteva chiederci di mettersi in fila, faceva rotolare una noce di cocco sul pavimento. Saremo stati probabilmente un centinaio. La noce di cocco si fermava proprio di fronte alla persona che non voleva confessare la propria colpa! Poi continuava chiedendo a tutti esattamente ciò che quella persona aveva fatto. A volte prendeva il microfono sul palco e iniziava a raccontare tutto quello che quella persona aveva fatto, davanti a tutti. Era veramente uno molto aperto. Non ha mai condannato nessuno o voluto punire chicchessia. Ci ha fatto accettare i nostri errori e ci ha incoraggiato a correggere noi stessi. Swami adempieva anche il ruolo di madre? Swami era una madre nel corpo di un padre. Verso di me, si è comportato come una madre col suo bambino. Ma siccome è nato maschio, lo chiamavamo “padre”. Se fosse stato donna, lo avremmo chiamato “mamma”. Com’era come madre? Che cosa fa una madre per un bambino? Si procura ciò di cui ha bisogno, prima ancora che il bimbo si renda conto coscientemente di ciò che vuole, e anche se non se lo aspetta. Swami lo faceva per tutti. Prima ancora che desiderassimo qualcosa, lui ce la dava. Quando ci si avvicinava a Swami con vero amore, subito ti proteggeva e si assicurava di avere tutto il necessario. Ad esempio, siamo a casa e si pensa “Beh, ho questo problema ma Swami si prenderà cura di me… ” Prima ancora di esprimere le nostre esigenze, lui ci guida e ci da esattamente quello che serve. Lui è molto bravo in questo. Lui conosce ciò di cui il bambino ha realmente bisogno. Senza dare troppo, e senza neanche prendere per se. Lui non si aspetta mai nulla dai suoi figli, tranne l’amore. Vuole solo puro amore, non denaro o altro. Lui diceva sempre: “Ho già tutto, da voi voglio solo il vero amore; non desidero niente da voi perché Dio mi ha già dato tutto.”Così, Swami ti ha dato tutto, sia in senso materiale sia spirituale?

 

Sì, assolutamente. Non mi sono mai sentito solo, o che mi mancasse qualcosa. Non ho mai visto i miei genitori biologici e non ho mai sentito, nemmeno una volta, il desiderio di incontrarli. Mi sentivo molto soddisfatto perché, fin dal momento in cui Swami mi ha visto, si è preso cura di me, tanto che non ho mai avuto un tale sentimento verso i miei genitori biologici. Era sempre lì per me. Era sempre disponibile e se avevo qualche problema, potevo dirglielo. Ci ha sempre aiutato. Mi avrebbe dato tutto il necessario, prima ancora di chiederlo. Quando ero al college, volevo un computer. A quell’età si vogliono certe cose. Quando si studia, avere un computer è una gran cosa. Una volta cresciuto ti rendi conto che i computer non sono così importanti. Ma quando si studia, avere un computer ti fa sentire come:  “Lo sai, ho un computer!” Così è stato in grado di sentire anche quelle piccole cose. Sapeva cosa voleva il mio bambino interiore. Conosceva il cuore di un bambino in profondità. Ho sempre ricevuto tutto ciò che mi serviva. In questo modo lui agiva più come una madre che come un padre.

Com’era Swamiji quando eri giovane?

A quel tempo si lavorava molto. Swamiji lavorava con noi: come costruttore, ha pulito i bagni, piantava, zappava e cose del genere. Aveva l’abitudine di fare tutto il lavoro pesante, come togliere le pietre da terra, guidare il trattore, spazzare il pavimento e così via. Era uno di noi ed era molto attivo. In quei giorni stavamo con lui per qualche ora ogni giorno; come con nostro padre. Come si vive con il padre? Sei in casa, tuo padre viene, mangia e torna al lavoro. Era nostro padre, per cui non abbiamo avuto molte esperienze  spiritualicon lui. Non faceva miracoli? Sì, ma non per noi. Di solito faceva miracoli per i devoti che venivano da lui per un breve periodo e poi andavano via. Perché? Quando avevo sei anni, gli ho chiesto una statua. Mi ha detto che non me l’avrebbe data. Dopo questa esperienza sono arrivato a capire che di solito dà qualcosa da tenere quando si è lontani da lui. Quella statua si prenderà cura di lui. Questo è anche il motivo per cui dava i Lingam. Non mi ha mai dato nulla materializzato da lui o fatto nessun miracolo per me. Più tardi a scuola, quando ero in decima classe, gli ho chiesto di materializzare una collana d’oro per me, ma non l’ha fatto. Ne ha comprata una e me l’ha data. Quindi non ho molte esperienze personali di miracoli compiuti da Swamiji. Principalmente i miracoli che ho visto, da quando sono piccolo, sono stati i vibhutibhava e  lingodbhava, che hanno avuto luogo ogni anno. Hai parlato dell’energia irradiata da Swamiji; puoi spiegarci? Sì, sì! Come spiegare? E’ una bella sensazione. Anche durante la sua ultima visita, gli grattavo le gambe. Mi ha chiesto di fare qualcosa per le sue gambe a causa del prurito causato dalle zanzare, quindi stavo solo grattandogli le gambe. Mi sentivo bene per lui. Mi sentivo molto felice e fortunato di ricevere questa benedizione. Quando ci sono cento mele, non ne

vogliamo, ma quando c’è una mela per un centinaio di persone, allora tutti vogliono la mela. Allo stesso modo, quando nostro padre era vivo, non abbiamo preso le cose molto sul serio, e ora che abbiamo perso quella mela molto speciale, la desideriamo. Ora ci manca molto come padre, perché prima, qualsiasi cosa volessimo, bastava chiedere a lui. “Posso fare questo, devo agire così, e meglio che mangi, posso andare di qua o di là?” Eravamo abituati a chiedergli cose semplici come:  “Posso andare a visitare l’India del nord?”Eravamo abituati a chiedergli per qualsiasi cosa. E Swamiji avrebbe detto “OK” o, se non voleva, avrebbe semplicemente detto, “No.” Era proprio un rapporto: padre e figlio, come in ogni famiglia. A volte non volevo andare da qualche parte, ma mi diceva: “Vai” e così partivo. Dal momento che queste parole uscivano dalla sua bocca, non si poteva dire:  “No, no, non vado.”Sapevamo che ci sarebbe stata una ragione specifica per cui lo diceva. Vuoi rimanere nell’Ashram? La mia idea è di rimanere nell’Ashram e anche fare qualche lavoro fuori. Quando sarò soddisfatto con mio progetto fuori, farò ancora più seva (servizio) per l’Ashram. Questa è la mia idea. Mi piacerebbe offrire all’Ashram quello che guadagno. Se ho più di quello che mi serve per coprire le mie esigenze di base, lo donerò all’Ashram. Fino alla fine dei miei giorni starò vicino all’Ashram, perché Swamiji è qui. Non potrei mai uscire senza il suo permesso. Se vuole, mi può mettere fuori: ma sarebbe il suo desiderio. Senti qualcosa di diverso da quando Swamiji ha raggiunto il Mahasamadhi? Non sento nulla di diverso. E’ come prima. Lui è qui. Sono una persona che può adattarsi a situazioni diverse perché sono stato cresciuto così. Lui mi ha insegnato a adattarmi a situazioni nuove. Quindi per me va bene. Sento che è qui, ovunque. Io non sento niente fuori dall’ordinario. Solo che lui non ci parla attraverso la sua bocca. Proprio come ha detto, è “entrato in silenzio” per sempre. Per me è così. Che cosa hai pensato quando hai visto il Lingam che è apparso nel Samadhi di Swamiji lo scorso Shivaratri? Nel momento in cui il Lingam e apparso nel Samadhi ho pensato: “E ‘veramente un grandissimo Avatar!” Credo che un giorno tutti i giornali scriveranno che lui è il miglior insegnante spirituale del mondo.

Qual è la lezione più importante che hai imparato da lui?

Non ingannare nessuno e aiutare sempre la gente! Anche se si ha solo una rupia, si deve aiutare qualcuno. Non si dovrebbe aiutare solo gli adulti, ma anche i bambini, a studiare. Io credo fermamente in questo e lo seguirò fino all’ultimo.

Jai Prema Shanti

 

IL MIO TURNO Il Centro Di Devajyoti

Argentina Carlos Paz è una città abbastanza piccola da poterci vivere tranquillamente. Le persone hanno nomi comuni come: Marcos, Rene, Liliana e Aldana. Sono: insegnanti, commercianti, medici, massaggiatori, avvocati o dipendenti. Alcuni vivono con le loro mogli o mariti e figli e altri vivono da soli o con qualche parente. Ognuno si occupa dei propri doveri e si diverte con la famiglia e gli amici. A Carlos Paz in estate è caldo e si passa molto tempo all’aperto, sulle colline o in riva al fiume. Gli inverni sono freddi abbastanza da far appassire i fiori e le piante, che riprenderanno a vivere solo nella primavera successiva. A Carlos Paz, c’è una bella casa nel mezzo  ad una foresta di alberi secolari. Qualche anno fa, delle persone che si chiamano Ricardo e Edith hanno aperto le porte della loro bella casa e con amore hanno incominciato a chiamarla: “Il Centro”. “Il Centro” è un posto grande abbastanza da poterci condurre una vita spirituale felice. La dentro, i nostri nomi sono differenti. Ora abbiamo nomi come Vamadevi, Vimala, Krishni o Hamsaa. Alcuni di noi puliscono lo spazio per l’abishekam, altri scelgono i fiori, ci sono quelli che tengono il posto in buone condizioni e ben dipinto, altri suonano la chitarra o lavano gli utensili usati per la  pooja. Anche noi siamo insegnanti, medici e avvocati. Ogni Domenica leggiamo gli insegnamenti di Swami per continuare a vivere nella tranquilla Carlos Paz; per aumentare l’amore verso i nostri mariti, mogli, figli ed alla famiglia e per essere pazienti e umili nel frastuono della società. Questo è possibile perché tutti al Centro si occupano del compito più importante della vita: crescere spiritualmente. Aprire le porte di questa bella casa non è stata un’idea stravagante ma un suggerimento di Swami: lui che sa tutto ed è venuto a insegnarci una buona strada da seguire. Un percorso segnato dall’amore. Ecco perché, in questa bella casetta, una famiglia è nata piena di amore e comprensione e lascia le  porte aperte a tutti quelli che desiderano unirsi e sviluppare spiritualmente. A Carlos Paz c’è una bella casa in mezzo ad una foresta di alberi secolari. Un po’ di anni fa, alcune persone dai nomi spirituali: Murali e Gauri, hanno aperto le porte della loro bella casa e con amore hanno incominciato a chiamarlo “Il Centro”. Questa è un’altra prova dei miracoli di Swami, che ha generosamente riversato su di noi… la creazione di Centri in tutto il mondo. Se c’è una piccola casa nella vostra città che non ha aperto le sue porte… entrare in azione. Se le porte sono già aperte, non esitate: unitevi e partecipate all’esperienza in prima persona. Jai Prema Shanti!

 

Prema Ananda Vahini ottobre 2011

http://www.sripremananda.org/Italiano_Home/it8_PAV/it8_pav1_magazine.html

OM NAMAH SHVAYA!

SATSANG -SWAMI PREMANANDA – COME PREGARE LA MADRE DIVINA

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Swamiji Risponde alle Vostre Domande

 

Swamiji, hai parlato di Shiva, ma come possiamo pregare Amman, la Madre Divina?

Se volete pregare Amman, pregate Shiva. Questo La renderà felice.

I Veda parlano di Shiva e Shakti come: Dio e l’energia di Dio. Dicono anche che Shakti è il corpo e Shiva l’Atma, l’anima. Se si separano, nulla può accadere, niente può essere raggiunto. I Veda dicono anche che Shiva è il più elevato e la seconda è Shakti. Si deve sapere che Amman è differente da Shakti. Amman è un avatar di Shakti, Shakti manifesta Se stessa come forma.

Shakti è la principale forza dietro Amman. Come possiamo sentire Shakti, l’energia divina? Volete vedere, sentire o capire la Shakti? Si tratta di tre diversi soggetti. Se si vuole sentire la divina Shakti, prima bisogna chiedersi se si è pronti per realizzarla. Il corpo deve essere pronto, purificato e forte.  La mente anche; invece è solo maturata materialmente, piena di idee materiali, senza sentimenti spirituali. Com’è possibile, allora, sentire Shakti? La Divina Shakti è  a senso unico: verso l’alto; per la più alta conoscenza. Ma la vostra mente di scimmia, che salta qua e là, non vi permetterà di salire: ma solo di oscillare. Lentamente  praticate e controllare la mente. Io posso sentire la Shakti, quindi perché non dovreste sentirla voi? Se controllo la mia mente per due minuti: sento subito l’energia. La mente si spegne: tutti gli interruttori sono spenti e diventa facile; ma per far questo, si deve praticare. Se si vuole realizzare Shakti all’interno, sono necessarie fede e devozione e si deve dimenticare se stessi; sapendo che tutto è opera di Dio. Bisogna, però, arrivare a questo stadio.L’uomo non è destinato a vivere centinaia di anni. La durata della sua vita è limitata. Nel breve periodo a disposizione, L’uomo non è destinato a vivere centinaia di anni. La durata della sua vita è limitata. Nel breve periodo a disposizione, l’uomo spiritualmente consapevole, le donne ed i bambini: hanno bisogno di cercare di creare in loro una struttura mentale corretta, per comprendere i valori più alti e nobili della vita. Hanno bisogno di stabilire alcune verità spirituali in se stessi. Prima di tutto è essenziale riconoscere l’esistenza della forza universale. Solo allora si può avere fiducia in questa forza e consapevolmente iniziare a lavorare con essa. Per fare questo con successo, ci si deve liberare del piccolo ego e riconoscere la Madre Universale.

 

Swamiji, hai detto che non mi sono  ancora del tutto arreso al tuo insegnamento. Come posso essere totalmente assorbito nel tuo insegnamento? Siamo nati in un posto e cresciuti in un altro. In qualche modo abbiamo vissuto. Possiamo essere sempre assorti in cose spirituali, ma è importante capire che non abbiamo portato niente con noi e non porteremo nulla con noi quando andremo. Che cosa è vero? Cos’è falso? E’ essenziale scoprirlo e capirlo, mentre si vive giorno dopo giorno. Dobbiamo sentire e capire questo e poi dedicarsi totalmente a quel modo veritiero di vivere. Cerchiamo di vivere felici sempre, sapendo che non c’è nulla che possiamo affermare essere veramente nostra. Ad oggi, non c’è nulla su questa terra che possiamo dire ci appartenga. Finché si è in vita, proviamo a essere consapevoli di ciò che è vero. Per comprendere ciò che è reale, dobbiamo spezzare gli attaccamenti. La mente non deve continuamente dire: voglio questo e desidero quello. Invece, c’è bisogno di essere assorti in pensieri divini, contemplando il Paramporul, l’assoluto e infinito Supremo, le cose più elevate, ed essere felici per questo. Che cosa è il Gurudev, il maestro spirituale? Avere la possibilità di ottenere un maestro spirituale è un dono inestimabile. Avendo questa possibilità, è meglio fare come desidera il maestro e ciò che gli piace; vivere per quello. Rendetevi conto che questo corpo un giorno tornerà alla terra. Nel frattempo, è bene fare quello che il maestro vuole da noi, facendo Guru-seva.  Se fate servizio in nome del Guru, nel modo in cui piace al Guru, potrete avere più energia, la grazia del Divino, e comprenderlo. Il vostro maestro spirituale vive come se fosse uno di voi. Vive con voi, umilmente, come una normale persona, così è difficile capire la grazia del maestro. È necessario capire che Dio è oltre noi. Ecco perché è necessario avere piena fiducia nel maestro spirituale. Forse non capirete tutto ciò che fa il guru, ma c’è una ragione per cui lo fa. In primo luogo pensate: “Non ho nemmeno capito me stesso. Sto vivendo seguendo capricci e desideri, secondo le simpatie  e le antipatie della mente che salta da una cosa all’altra. Penso di essere la mente e che sia la mente a fare tutto. Questo è ciò che dice la mia mente.” Tuttavia, fare ciò che il maestro spirituale insegna è più rilevante dell’importanza data alla mente. Fare ciò  che dice il maestro è il miglior modo per comprendere le cose più elevate. Facendo ciò che il maestro vuole, come Guru Seva, conoscerete il Divino. Un modo c’è ma dobbiamo eliminare l’orgoglio e l’arroganza di dire sempre “io”. La vera comprensione di questa verità, da sola, farà cadere la falsità, che ci lascerà.

 

SWAMI PREMANANDA

 

JAI PREMA SHANTI

 

http://www.sripremananda.org/Italiano_Home/it8_PAV/it8_pav1_magazine.html

OM NAMAH SHIVAYA!