Archivio mensile:novembre 2012

Eventi: di nuovo insieme

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21-22-23 DICEMBRE 2012

Insieme per accompagnare il pianeta e l’umanità verso l’Ascensione

In questo delicato momento di particolare importanza ritroviamoci per dar Luce e Amore alla Madre Terra, a tutta l’umanità ed ognuno.

Come disse Stanislav Grof,

“La natura della presente crisi globale è psichico-spirituale;

riflette il livello dell’evoluzione di coscienza della specie umana.

E’ quindi difficile immaginare che possa essere risolta

senza una radicale trasformazione su larga scala dell’umanità

e la sua ascensione ad un più alto livello

di maturità emozionale e consapevolezza spirituale.”

Ma per quanto difficile possa essere, senza una tale radicale trasformazione interiore l’umanità non potrebbe sopravvivere.

Ecco perché è talmente importante che in queste poche settimane fin al 21/12/2012, meditare, pregare, unirsi in gruppo: la meditazione e preghiera fatta da più persone è come una sinergia, cioè moltiplica ed amplifica l’energia molto di più che se fatte individualmente e crea un’onda d’Amore e di Pace in cui dieci persone insieme possono inspirarne diecimila.

E’ da anni, da moltissime vite che i Maestri ci hanno preparati per questo momento talmente speciale..

Ciò che faremo sarà emanare un’onda di Amore che abbraccerà ogni essere senziente sul pianeta affinché possa trovare la Pace Divina nei propri cuori e affrontare così con maggiore serenità il cambiamento di frequenza che sta facendo sorgere il nuovo mondo, il Regno di Dio.

Uniamoci all’invocazione della Madre Divina Mere:

Divina Madre dell’Ananda, il tempo del tuo Regno è finalmente venuto, il tempo

della Vita Divina senza più alcuna falsità, senza più alcuna

guerra, oppressione od ignoranza, il tempo che da eoni

gli antichi Rishi avevano sempre invocato.

Che siamo un milione a fare questo, mille o anche solo dieci l’immenso potere dell’energia dell’Amore Divino in noi si agglomererà formando come un immenso raggio di Luce che ingloberà la Terra intera e tutti coloro cui da vita aiutandoli ad elevarsi verso la nuova dimensione.

Ci accompagnerà l’Energia dell’Arcangelo Michele

e di tutti i Divini Maestri

Siamo stati nuovamente chiamati presso la Sacra di San Michele

a Sant’Ambrogio Torinese.

 

Come sempre ad ospitarci sarà l’Agriturismo dei Canonici, proprio di fronte della Sacra stessa.

Saremo lieti di accogliere chi sentirà di condividere con noi questa nuova esperienza.

A breve forniremo indirizzo e moderati costi di pernottamento. La struttura dispone di pochi posti letto, pertanto è gradita la prenotazione.

 

Per prenotazioni e/o informazioni:

Gayatri: sc.07.08.1974@gmail.com

Surya: divandreoli2@live.it

 

 

 

Immagine OM tratta da: dalimara.mybisi.com

Immagine Arcangelo Michele tratta da: metafisicasedecentral.com

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OMAGGIO A SATYA SAI BABA….HAPPY BIRTHDAY DEAR LOVE!

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Intervista a Sathya Sai Baba

Testo completo dell’intervista fatta a Bhagavan Sri Sathya Sai Baba da Sri R.K. Karanjia del “Blitz News Magazine” (India) e pubblicata su cinque numeri del periodico, dal 31.7.1976 al 20.10.1976

 

Nota: Il dottor Narasimhiah, vice direttore dell’Università di Bangalore, costituì un Comitato per l’investigazione scientifica dei miracoli e di altri fenomeni paranormali. Egli chiese a Sai Baba di poter investigare con metodo scientifico e sotto controllo i Suoi miracoli. Sai Baba rifiutò la proposta e Narasimhiah alimentò una polemica che venne pubblicata sulle principali testate indiane. In questo clima, R. Karanjya, direttore del periodico Blitz News Magazine, di stampo scandalistico e filo-comunista, si recò a Puttaparthi ed ebbe da Baba l’intervista riportata di seguito, che venne pubblicata in una serie di cinque articoli sul suo settimanale. Pare che R. Karanjya divenne in seguito un ammiratore convinto di Sai Baba.

 

Sai Baba ha detto all’intervistatore che Egli viene di era in era, ogni qualvolta conflitto e discordia minacciano di sopraffare il mondo.

L’intervista

R.K. Karanjia, Blitz Newsmagazine:

 

Domanda: Per cominciare, Swamiji, vorremmo sapere qualcosa sulla tua triplice incarnazione – passata, presente e futura – cioè, da Shirdi Sai Baba a Sathya Sai Baba e Prema Sai Baba, che deve venire, secondo la tua profezia.

 

Baba: Prima di tutto dovete cercare di afferrare la completà identità delle tre incarnazioni dell’era presente con quelle del passato come Rama e Krishna. Ciò non è facile. Quando le persone non comprendono il presente, come possono comprendere il passato? Ogni incarnazione è piena e completa in relazione al tempo, al luogo e allo scopo che si prefigge. Non c’è nessuna differenza tra le varie apparizioni di Dio come Rama, Krishna o Sai.

 

Rama venne a nutrire le radici della verità (Satya) e della rettitudine (Dharma). Krishna venne per proteggere la pianta della pace (Shanti) e dell’amore (Prema). Ora questi sacri principi sono in pericolo di distruzione totale a causa della debolezza dell’uomo sotto gli attacchi delle forze del male. Queste stanno sopraffacendo ciò che è buono, spirituale e divino nell’uomo. Questa è la ragione per cui è venuto il presente Avatar, coronato dalla totalità dei poteri cosmici al fine di salvare il Dharma (rettitudine) dall’anti-Dharma.

 

Perché Dio prende una forma umana

 

Domanda: Parlando del presente Avatar, intendi Sai Baba?

 

Baba: Si, Io mi incarno di era in era, di tempo in tempo per salvare il Dharma dall’anti-Dharma. Quando i conflitti, la discordia e la disarmonia sommergono il mondo, Dio si incarna in forma umana per mostrare all’umanità la via dell’amore, dell’armonia e della pace.

 

Domanda: Questo è comprensibile. Però gli scettici si chiedono: perché Dio deve assumere una forma umana?

 

Baba: Perché questo è il solo modo di incarnare Dio nell’uomo. L’Avatar prende una forma umana e si comporta come un uomo affinché l’umanità possa sentire affinità con il Divino. Nello stesso tempo Egli si eleva ad altezze divine in modo che l’umanità possa aspirare a raggiungerLo. La realizzazione della Divinità interiore come motivo della vita è la missione per cui ogni Avatar prende una forma umana.

 

Gli Avatar precedenti, come Rama e Krishna, dovettero eliminare alcuni individui particolari che potevano essere riconosciuti come nemici della società e ristabilire così la via della rettitudine. Oggi però la malvagità si è estesa a tal punto che l’umanità stessa è minacciata di distruzione. Perciò come Avatar del tempo presente sono venuto armato della totalità dei poteri di Dio per correggere l’umanità, per elevarne la consapevolezza ed indirizzare le persone lungo il cammino della Verità, della Giustizia, della Pace e dell’Amore per il Divino.

 

Messaggio della Triplice Incarnazione 

 

Domanda: Perché questo compito è stato diviso nelle tre separate incarnazioni di Shirdi, Sathya e Prema Baba?

 

Baba: Esse non sono separate. Ho già indicato la completa identità delle tre incarnazioni per quanto riguarda l’obiettivo della loro missione. Ti faccio un esempio. Prendi un chilo di Gur (zucchero di canna). E’ tutto dolce. Rompilo in pezzetti. Ognuno di essi è dolce. Fanne di nuovo dei pezzetti ancora più piccoli e avrai la stessa dolcezza in ognuno di essi. Così la differenza è solo nella quantità, non nella qualità. Con gli Avatar succede la stessa cosa. La loro missione ed i poteri richiesti per portarla a termine sono diversi in rapporto al tempo, alla situazione e all’ambiente. Ma hanno origine e fanno parte dello stesso Dharmasvarupa, o Corpo Divino. Prendiamo esempio da un frutto. Il frutto ha origine dal seme che crescendo diventa albero, che produrrà a sua volta il frutto.

 

Il lavoro può essere paragonato al seme, l’adorazione alla pianta e la saggezza al frutto.

 

L’Avatar precedente, Shirdi Baba, formulò le basi per l’integrazione laica e mondana dando all’umanità il messaggio che “Il lavoro è dovere”. La missione del presente Avatar è di fare in modo che ognuno realizzi che lo stesso Dio, la stessa Divinità, risiede in tutti gli uomini. La gente dovrebbe rispettarsi, amarsi ed aiutarsi reciprocamente, senza tener conto del colore della pelle o del credo religioso. In questo modo il lavoro potrà diventare una via per l’adorazione. Infine, Prema Sai, il terzo Avatar, porterà il messaggio che Dio non solo risiede nel cuore degli uomini, ma che tutti gli uomini sono Dio. Questa sarà la saggezza finale che rnderà possibile ad ogni uomo e ad ogni donna di raggiungere Dio. I tre Avatar portano il triplice messaggio di lavoro, adorazione e saggezza.

 

L’Uomo deve diventare Umano

 

Domanda: Allora quale sarebbe la sacra missione e lo scopo divino di questa triplice incarnazione?

 

Baba: Riunire l’intera Umanità in una sola casta o famiglia, instaurando l’Unità, cioè la Realizzazione dell’Atma in ogni uomo o donna. Questa Unità è la base sulla quale si basa l’intero disegno cosmico. Quando questo sarà realizzato, l’eredità divina che accomuna uomo ad uomo e lega l’uomo a Dio, sarà evidente e l’amore sarà il faro, la guida dell’universo. Prima di tutto l’uomo deve diventare umano con tutte le sue potenzialità. Oggi un’umanità di questo genere non esiste nel mondo. Non c’è integrazione tra pensiero, parola ed azione. Oggi l’uomo pensa una cosa, parla in modo diverso ed agisce completamente all’opposto. Così abbiamo a che fare con degli individui confusi, sconvolti, in preda a pensieri contraddittori. Quello che non è presente nell’uomo è la sua umanità, motivata da buoni pensieri, buone parole e buone azioni. Dobbiamo fare in modo che l’uomo realizzi Dio dentro di sé, sviluppando quell’integrazione tra pensiero, parola ed azione.

 

Messaggio di Amore e Devozione

 

Quando questa lezione primaria ed essenziale verrà impartita nella famiglia, nella società, nelle scuole, nelle città e nelle nazioni di tutto il mondo, allora l’uomo diverrà conscio del fatto che tutta l’umanità appartiene ad un’unica famiglia. Come insegnava Cristo: “Tutto è Uno, sii uno con tutti”.

 

L’inevitabile conclusione è l’Unità: una casta, una classe, un credo per l’umanità. Questo può essere raggiunto solo attraverso l’abbandono del sé, dell’ego, verso un puro e altruistico amore universale e devozione. L’Amore è la base, il denominatore comune, e la Devozione è la scintilla divina, il fattore unificante, integrante e cementante tra uomo ed uomo e tra uomo e Dio.

 

Lascia che ti faccia un esempio (Baba allarga il suo fazzoletto a terra in mezzo a noi). Ecco un pezzo di stoffa. Come vedete è fatto di fili. Tirate fuori tutti i fili separatamente e la stoffa diventa debole. Rimetteteli insieme ed essa sarà compatta e stabile. Lo stesso è per l’umanità. L’amore la lega come milioni, bilioni di fili della stoffa e la devozione la riunisce in Dio.

 

Io incarno l’Amore e lo uso come Mio strumento per rigenerare l’uomo e creare la fratellanza tra gli uomini, con l’aiuto della loro stessa devozione. Ripeto spesso:

 

“Inizia il giorno con Amore. Trascorri il giorno con Amore. Finisci il giorno con Amore. Questa è la via più veloce e sicura per raggiungere Dio”.

 

“La vita è Amore, godila.La vita è una sfida, affrontala.La vita è una canzone, cantala.La vita è un sogno, realizzalo.La vita è un gioco, giocala.”

 

Shirdi Baba

 

Domanda: Shirdi Baba disse veramente che sarebbe rinato otto anni dopo la sua morte avvenuta nel 1918?

 

Baba: Si, lo disse. Questo fu riportato da Kaka Dikshit come pure da un numero di altri devoti che erano con Shirdi Baba.

 

Domanda: Che cosa ti fa essere così sicuro di essere Shirdi Baba reincarnato?

 

Baba: La conoscenza della Mia autentica esperienza, naturalmente. Poiché nessuno che conobbe Shirdi Baba è ancora vivo oggi, non esiste la prova eccetto la Mia stessa conoscenza ed esperienza. Il fatto stesso che quarant’anni orsono dichiarai di essere Shirdi Baba, quando avevo solo dieci anni e dove nessuno in questa regione del Sud aveva mai conosciuto o sentito parlare di Shirdi Baba, prova questo fatto.

 

Solo il Dharma (Giustizia) può salvare il mondo

 

Domanda: La situazione attuale nel mondo è una corsa alla distruzione guidata dalle forze del male, come hai correttamente analizzato. Ciò sembra supporre l’inevitabilità di un’altra guerra simile al Mahabharata (un poema epico che narra la battaglia di Kurukshetra). Questo significa forse che la salvezza per la quale stai lavorando potrà essere realizzata solo dopo una guerra distruttiva?

 

Baba: Il male deve essere e sarà estirpato prima che questa catastrofe possa verificarsi. Naturalmente ci saranno conflitti minori e scaramucce che, al punto in cui stanno le cose, non potranno essere evitate. La guerra del Mahabharata fu in tutti i modi un’altra cosa. Il Signore Krishna stesso la proclamò e portò Arjuna sul campo di battaglia per eliminare dal mondo gli uomini malvagi e tutte le forze demoniache. Oggi come ho già detto, il male è così esteso che l’umanità stessa sarebbe completamente distrutta in un olocausto nucleare in caso di una guerra mondiale. L’Avatar è venuto per prevenire questa catastrofe, per elevare la consapevolezza umana al di sopra di queste sindromi di rabbia, odio, violenza e guerra, salvando così questo mondo dal disastro. Questo può essere ottenuto solo con il ristabilimento della fratellanza umana per mezzo dei Veda, degli Shastra e di tutte le religioni col loro vangelo di Giustizia, così da poter liberare la razza umana dalle catene del karma (il ciclo delle nascite e delle morti).

 

Ripeto sempre: Lasciate che esistano le differenti fedi, lasciate che fioriscano e si diffondano e che le glorie di Dio siano cantate in tutte le lingue in una varietà infinita di toni. Questo dovrebbe essere l’ideale da seguire. Rispettate le differenze tra le religioni, riconoscete la loro validità fino a che esse tengano accesa la fiamma dell’Unità.

 

Dio è l’uomo meno il desiderio

 

Domanda: Da quello che Baba ha detto, sembra che non ci siano molte differenze tra Dio e l’uomo. E’ corretto?

 

Baba: Giusto, Dio è l’uomo e l’uomo è Dio! Tutti noi abbiamo qualche cosa di Dio: la scintilla divina che portiamo dentro. Tutti gli uomini sono divini come Me, ma con lo spirito incarnato in carne ed ossa umane. La sola differenza è che non sono a conoscenza della loro Divinità. Gli uomini sono venuti in questa prigione karmica come frutto dell’errore di molte vite. Io invece ho assunto questa forma umana per Mia libera volontà. L’uomo è incatenato al corpo mentre Io sono libero da questo legame. La differenza principale è che essi sono sballottati qua e là dai desideri, mentre Io non ho desideri ad eccezione del desiderio supremo che è quello di rendervi senza desideri.

 

Prendiamo ad esempio il riso. Ogni chicco di riso è racchiuso nella sua buccia. Dovete rimuovere la buccia per avere il riso. Buccia e chicco hanno origine dallo stesso seme. Il riso corrisponde a Dio nell’uomo, mentre la buccia può essere paragonata ai desideri che riducono Dio ad uomo.

 

Questa è la Mia formula:

 

VITA + DESIDERIO = UOMO VITA – DESIDERIO = DIO

 

La via della Realizzazione del Sé

 

Domanda: In quale modo una vita senza desideri può trasformare gli uomini in Dei?

 

Baba: Una vita senza desideri significa la realizzazione del puro e genuino Sé che è l’Atma. Quando è legato ai desideri, il Sé degenera in egoismo. La via dell’auto- realizzazione consiste nel ripulire il Sé dall’egoismo e dall’attaccamento. Si raggiungerà così uno stato di consapevolezza oltre la mente e l’intelletto, che rivelerà il vero Sé, che è Dio. La mente è come una stoffa che copre e soffoca la consapevolezza, i cui fili sono i desideri. Se rinunciamo ai desideri, il filo si dissolve ed il panno di stoffa sparisce rivelando la nostra vera natura. Questo è quello che il Vedanta insegna quando dice che bisogna liberarsi dall’ego per realizzare se stessi.

 

Domanda: Tu vuoi dire la mente stessa dell’uomo crea una separazione tra l’uomo e Dio?

 

Baba: Si. Si deve fare una distinzione tra la mente cioè l’ego ed il vero Sé cioè la consapevolezza. Quest’ultima ci aiuta ad attraversare le frontiere della mente-ego e divenire coscienti di se stessi come Testimoni della verità. Normalmente gli scienziati della mente guardano all’esterno a quello che può essere percepito coi sensi e chiedono: Cos’è questo? Gli scienziati della consapevolezza, al contrario, guardano sempre all’interno a quello che è al di là dei sensi o la portata della mente e chiedono: Cos’è questa?

 

Bisogna perciò progredire oltre la mente, verso la consapevolezza e giungere all’auto-realizzazione. Per conquistare l’Atma infinita ed universale il Sé incarnato deve sfuggire dalla debole e limitata prigione dell’individualità. I desideri appartengono ai sensi, al cervello, alla mente; quando ti liberi da essi, realizzi il Sé, l’Atma, la consapevolezza, l’illuminazione e diventi uno con il potere cosmico. L’Auto-realizzazione è la Realizzazione di Dio. In questo modo ò’uomo raggiunge Dio.

 

Domanda: Qual è il significato della vibhuti (sacra cenere) e dei gingilli che materializzi e doni alla gente? Che bisogno c’è per un Dio di mostrare questi miracoli che ogni mago può produrre?

 

Baba: Per quanto mi riguarda, queste materializzazioni sono evidenza della Mia divinità. Non sono mai un’esibizione della divinità. Ogni spettacolo di magia, come ben sapete, è fatto per attrarre pubblico e soldi. Quelli sono trucchi da prestigiatore. Rappresentano una sorta di truffa legalizzata; possono trasportare un oggetto da un luogo ad un altro con il trucco e la destrezza delle mani che sanno nascondere perfettamente. Tutto ciò non richiede l’uso di siddhi (poteri occulti) né tantomeno di poteri miracolosi.

 

Quello che Io compio è veramente un atto di creazione. Non c’è né magia né potere occulto dei siddhi. Per prima cosa, Io non chiedo niente in cambio. Poi, non inganno la gente trasferendo oggetti, ma li creo. Ripeto, non faccio questo per necessità o bisogno di esibire i Miei poteri. Per Me questi sono una specie di biglietti da visita per convincere la gente del Mio amore per loro ed ottenere in cambio la loro devozione. Poiché l’Amore è senza forma, Io materializzo oggetti come evidenza di questo amore. Ogni oggetto materializzato è solo un simbolo.

 

Domanda: Ancora non capisco perché devi materializzare anelli, braccialetti, orologi e gingilli di questo genere.

 

Talismani di protezione

 

Baba: La maggior parte della gente desidera avere talismani come segno simbolico della Mia protezione. Così Io glieli faccio. Quando si trovano nei guai, essi potranno sentire la stretta dell’anello, del braccialetto o dell’orologio e di conseguenza ricordarsi di Me e chiamarMi in loro aiuto, cosicché Mi sia possibile intervenire. Inoltre, se donassi loro delle cose che essi non potessero portare con sé, avrebbero la tendenza a deporli e conservarli da qualche parte, dimenticandosene presto. La cosa più importante è che questi gingilli o talismani, come volete chiamarli, danno alla gente un senso di sicurezza e di protezione di cui hanno bisogno nei momenti di crisi e di preoccupazione, creando un legame simbolico tra loro e Me che copre le più lunghe distanze. Quando il devoto ha bisogno di Me, questi oggetti trasmettono immediatamente il messaggio, come un apparecchio telegrafico, ed Io istantaneamente corro in loro aiuto.

 

Domanda: Mi spiace insistere su questo punto, Swamiji, ma il regalare un orologio di marca Omega o un HMT, non forse una truffa ai danni delle compagnie che ne hanno il brevetto?

 

Baba: Ti assicuro che non è affatto così. Se si trattasse di un trasferimento da un luogo ad un altro di orologi e simili, trufferei la compagnia ed infrangerei le leggi che controllano i brevetti. Ma Io non trasferisco, Io creo totalmente. Qualunque cosa Io voglia, si materializza all’istante. Non ho mai saputo di ditte che abbiano protestato circa una mia violazione di brevetto.

 

Significato della Vibhuti (cenere sacra)

 

Domanda: A proposito della vibhuti che materializzi, vorremmo sapere qual è la sua importanza, dato che coloro che ti criticano cercano di screditarti mandando in giro dei prestigiatori che producono esattamente una copia della tua stessa vibhuti.

 

Baba: Quello che Io materializzo è una manifestazione della divinità, con un potente significato ed un altrettanto importante valore simbolico. La vibhuti è il simbolo dell’infinita, immortale e cosmica natura di tutte le forme di Dio, dell’Atma o dello spirito, cioè di tutto quello che rimane quando viene bruciato ciò che appartiene al mondo mutabile e transitorio. Ho appena parlato della necessità di una vita senza desideri. Quando Shiva ridusse Kama, il Dio del Desiderio, in un mucchio di cenere, si cosparse il corpo con tale cenere per simboleggiare colui che aveva conquistato i desideri. Quando Kama fu distrutto, Prema, la Dea dell’Amore, ebbe il predominio. Questo è il significato della cenere.

 

Per prima cosa, è il simbolo del ciclo delle nascite e delle morti nel quale, infine, ogni cosa si riduce in cenere. “Poiché sei polvere e polvere ritornerai.” La cenere, o polvere, è la condizione finale delle cose nel quale esse non possono più subire ulteriori modificazioni. Nel contesto spirituale essa rappresenta per chi la riceve lo stimolo ad abbandonare i desideri, bruciare le passioni, gli attaccamenti e le tentazioni, e induce la gente ad essere pura nel pensiero, nelle parole e nelle azioni. Queste sono le ragioni per cui materializzo la vibhuti a quelli che vengono a Me con amore e devozione. Come tutte le altre materializzazioni, la vibhuti è anche un talismano che cura gli ammalati e offre protezione a quelli che ne hanno bisogno. E’ il simbolo della divinità, molto diversa dalle truffe dei prestigiatori che menzionavi.

 

Miracoli di guarigione

 

Domanda: Si dice che hai compiuto cure miracolose, e perfino resurrezione di morti. Ci sono casi in cui si è constatato che hai salvato persone che stavano annegando e in altri incidenti del genere, intervenendo il luoghi lontani. Medici esperti hanno dichiarato di aver assistito a delle operazioni chirurgiche fatte da te. Come puoi fare queste cose?

 

Baba: Per mezzo del Mio sankalpa, cioè con il potere e la volontà divina. Come Avatar, questo potere è intrinseco, inerente, totale e naturale alla Mia volontà e alle Mie decisioni. Non ho bisogno di mantra (formule mistiche), di sadhana (disciplina spirituale), né tantomeno di tantra (scritti sacri) e di yantra (supporti), per far quelli che voi chiamate miracoli, che sono connaturali al Mio stato. I Miei poteri sono semplicemente l’espressione e la dimostrazione della realtà della divinità in cui sono immerso e che avvolge ogni cosa, ovunque, in ogni luogo ed in ogni momento. Il miracolo deriva dal potere illimitato di Dio.

 

Ora, venendo al punto più importante della tua domanda, questo fenomeno di guarigione ha due aspetti. Io posso curare, salvare e persino resuscitare i morti purché la gente sia in condizioni di spiritualità ricettiva. E’ come nel caso del polo positivo e negativo della corrente elettrica. La Mia capacità di guarire può essere paragonata al polo positivo; la vostra devozione nei Miei confronti è il polo negativo. Quando i due poli si uniscono si genera la corrente. In altre parole, la devozione genera ciò che viene chiamato il miracolo della guarigione. In verità è la mente dell’uomo la responsabile delle condizioni di salute o di malattia. Egli stesso è la causa di una o dell’altra. Così, quando venite per guarire e per curarvi, nella vostra mente si deve creare la fede necessaria per raggiungere lo scopo. Tutto quello che Io posso fare è di dare all’uomo la fiducia, la volontà ed il potere di curare se stesso. E’ con il Mio Amore illimitato, ricambiato dall’intensità della fede del devoto, che possono produrre i risultati voluti.

 

Nessun siddhi o trucco di magia

 

Domanda: Quindi non sono poteri siddhici o trucchi magici, così come invece sostengono coloro che ti crticano?

 

Baba: Non sono né trucchi da prestigiatore e nemmeno poteri siddhici (occulti). Questi ultimi possono essere ottenuti da chiunque con l’appropriata disciplina e con esercizi yogici, ma il Mio potere di proteggere, guarire e salvare la gente e materializzare oggetti, viene direttamente da Dio e questo potere può essere usato solo da un Avatar. Poteri simili non si ottengono né con discipline spirituali né vengono donati, ma fluiscono direttamente dal potere cosmico.

 

Domanda: Qualcuno sostiene che tu comandi degli spiriti invisibili i quali trasferirebbero degli oggetti da un luogo all’altro dietro tuo ordine.

 

Baba: Non ho alcun bisogno di comandare degli spiriti invisibili perché la Mia stessa volontà divina materializza gli oggetti. Io sono tutto, ovunque, onnisciente, onnipotente ed onnipresente; qualunque cosa desideri, immediatamente si avvera. Come le qualità della verità, dell’amore e della pace, queste cose sono quelle che generano le forze atniche (divine), le forze cosmiche dietro l’universo.

 

Domanda: I tuoi seguaci proclamano che, ovunque essi siano – in casa o in altri luoghi – di sentire la tangibile presenza di Baba nel profondo del loro cuore. Qualcuno ha scritto di te come del lor Dio interiore. Ci puoi spiegare questo fenomeno?

 

Baba: Questa è la Grazia che ottengono dal Mio amore per loro, ricambiato dalla loro devozione. Infatti, come dico ripetutamente, noi apparteniamo tutti allo stesso principio divino. La divinità che è presente in tutti nella forma di una piccola scintilla, è presente in Me come una fiamma. La Mia missione è quella di far sviluppare ogni piccola scintilla di Dio in voi fino alla pienezza di una fiamma divina. Il primo requisito per questa crescita è che chi riceve la Grazia, provveda da parte sua la devozione necessaria alla realizzazione. Quelli che portano la presenza di Baba nei loro cuori come Dio interiore, appartengono a questo tipo di devoti. Essi vengono da Me, Mi vedono e Mi ascoltano, sperimentano l’amore che ho per loro e lo ricevono con devozione. In questo modo essi diventano parte di Me e della Mia Divinità. Per chi è confuso o per chi ha dei dubbi, porto questo esempio. Quelli che vogliono pescare delle perle nel mare, si devono tuffare in profondità per trovarle. Non gli serve a niente sguazzare tra le onde poco profonde della riva e poi dire che nel mare non ci sono perle e che tutte le storie che si raccontano a questo proposito sono false. Allo stesso modo chi vuole ottenere l’amore e la Grazia di questo Avatar, deve tuffarsi in profondità ed essere immerso in Sai Baba. Solo allora egli diverrà uno con Me e Mi porterà nel profondo del suo cuore.

 

Domanda: Coloro che criticano Swamiji si chiedono perché Sai Baba non aiuta l’uomo nelle sue disgrazie, per esempio con l’aiuto del suo sankalpa shakti (divino potere), per esempio facendo piovere in tempo di siccità e creando cibo in tempo do carestia. Un Avatar non può aiutare l’umanità nel controllo delle forze della natura per prevenire calamità come terremoti, alluvioni, siccità, carestie ed epidemie?

 

Baba: E’ esattamente quello che sto facendo, incarnando il Dio interiore nell’uomo per risolvere e superare queste calamità. Ci sono due modi con cui l’Avatar può aiutare la gente: usando una soluzione immediata, oppure una a lungo termine. Ogni soluzione immediata va contro le qualità fondamentali della stessa natura e contro le leggi karmiche di causa ed effetto. La maggior parte della gente vive in un proprio mondo materiale fatto di desideri e di egoismi che sottostanno a questa legge. Essi raccolgono il frutto delle loro azioni. Questo causa la loro evoluzione o la loro involuzione. Se l’Avatar intervenisse istantaneamente risolvendo i loro problemi causerebbe l’arresto delle azioni, dello sviluppo ed anche l’evoluzione di tali persone. Questa soluzione deve essere esclusa perché è totalmente contro le leggi naturali. La soluzione alternativa, la più efficace, è quella a lungo termine. In questo modo l’Avatar conduce la gente stessa ad un livello di consapevolezza più elevato, rendendola capace di capire la verità delle leggi spirituali, in modo che possa essa imboccare la via della giustizia e della condotta morale, lavorando con costanza per migliorarsi. Questo li avvicinerà alla natura e alle leggi causali del karma. Trascenderanno così il ciclo di causa ed effetto di cui sono vittime e da questo stadio potranno comandare e controllare le forze della natura divenendo capaci di prevenire le calamità che hai citato.

 

Elevazione dell’uomo a Dio

 

Domanda: Stai dicendo che cerchi di elevare la consapevolezza dell’umanità a condizioni simili a quella di Dio, per renderli capaci di controllare il loro proprio destino?

 

Baba: Esattamente. L’umanità sarà partecipe del Mio sankalpa shakti (il potere divino, l’energia universale). Io devo agire attraverso di loro, destare il divino che risiede nei loro cuori, aiutarli ad avvicinarsi ad una realtà superiore che li renda capaci di padroneggiare le leggi e le forze naturali. Se curassi tutto istantaneamente, lasciando la gente al suo attuale livello di consapevolezza, essi subito dopo sprecherebbero ogni cosa ricominciando a sbranarsi l’un l’altro per gli stessi motivi di prima, con il risultato che nel mondo continuerebbe a verificarsi la stessa caotica situazione.

 

La sofferenza e la miseria sono gli atti inevitabili del dramma cosmico. Non è Dio che manda queste calamità, ma sono gli uomini che se le attraggono come conseguenza delle loro cattive azioni. Queste punizioni correttive inducono l’umanità ad abbandonare la strada sbagliata della perdizione ed a ritornare sulla retta via così da poter sperimentare la condizione divina di Sat-Chit-Ananda, cioè una esistenza piena di saggezza e consapevolezza. Tutto questo fa parte della grande sintesi nella quale il lato negativo serve per glorificare quello positivo. Allo stesso modo la morte glorifica l’immortalità, l’ignoranza glorifica la saggezza, la miseria glorifica la gioia, la notte glorifica il giorno.

 

Per concludere, se l’Avatar mettesse immediatamente fine alle calamità citate, cosa che Io potrei fare e che a volte faccio quando ce n’è una grande necessità, l’intero dramma cosmico della creazione, con le sue leggi karmiche (l’inevitabile dovere universale) crollerebbe. Ricordatevi, queste calamità avvengono non per quello che Dio ha fatto all’uomo, ma per quello che l’uomo ha fatto all’uomo. Perciò l’uomo deve sapersi distruggere e ricreare, rinascere con l’ego distrutto sostituito dalla consapevolezza trascendentale, cosicché possa infine elevarsi al di sopra del karma e dominare la vita.

 

Domanda: Swamiji, sei riuscito a portare questa sintesi, in special modo tra le classi dirigenti e benestanti?

 

Fusione di ricchi e poveri

 

Baba: Non mi sono rivolto a queste persone come ad una classe, ma li ho contattati individualmente ed i risultati sono stati incoraggianti. Naturalmente i ricchi e i potenti hanno un diverso tipo di difficoltà per quanto riguarda la trasformazione. Hanno bisogno di un approccio differente. Invece la povera gente collabora maggiormente. Essi capiscono, apprezzano ed aiutano a dar forma e vita ai Miei piani ed alle Mie idee.

 

Domanda: Qual è la soluzione al crescente conflitto tra ricchezza e potere da una parte, e povertà e debolezza dall’altra?

 

Baba: La trasformazione di entrambe in una singola fratellanza che cooperi in termini di uguaglianza, senza competizione né conflitti. Questo può essere raggiunto solo con la verità e l’amore. Il punto più importante è la fusione delle due classi in una sola. Tuttavia il problema è unirle assieme su basi e piattaforme comuni. Attualmente le persone agiate sono isolate. I poveri, a loro volta, sono isolati nella loro condizione. Come avvicinarli? Io lo faccio in un modo molto delicato, rompendo le barriere di ricchezza e di povertà, creando un senso di unità e di uguaglianza tra ricchi e poveri. In questo ashram (comunità spirituale) li potrai vedere vivere e lavorare insieme, facendo servizio in un clima di completa uguaglianza. Qui non si fanno distinzioni, non esistono favori speciali per i ricchi. Vivono tutti in una comunità di lavoro dividendo le austerità dell’ashram.

 

Pace della mente al di là della prosperità

 

Malgrado la rigorosa disciplina, industriali e commercianti vogliono venire qui. Perché? Perché qui possono assaporare quella pace della mente che è al di là di ogni comfort fisico e che nessuna ricchezza o potere terreno potrà mai dare. Così si apre davanti a loro un mondo nuovo e meraviglioso di ricchezza spirituale, per il cui accesso devono sacrificare desideri ed agi materiali. La Mia missione è quella di mostrar loro la via verso quella pace della mente che ognuno, povero o ricco che sia, desidera ottenere. In questo processo di evoluzione spirituale, colui che cerca, capisce che questo stato di beatitudine non può essere acquistato con i soldi in un negozio, né tantomeno essergli donato da altri, ma dovrà trovarlo da sé. Questo stato nasce dalla sorgente universale della divinità, dal Dio interiore, esattamente allo stesso modo sia nel ricco che nel povero. Questo concetto origina una comunanza, una fratellanza sul dare e sull’avere tra il ricco e il povero. Quelli che possiedono troppo devono rinunciare alle loro inutili voglie, in modo che quelli che hanno poco possano avere il minimo necessario. Dal punto di vista spirituale tutta l’imanità appartiene ad una sola classe, casta e religione. Il principio divino in ognuno ha origine dall’unico e stesso Dio. Questa unità fondamentale deve essere mostrata loro attraverso il contatto diretto con le realtà spirituali, con il potere espansivo e persuasivo dell’amore, fino a che non aderiscano alla religione universale del lavoro, dell’adorazione e della saggezza.

 

Ricchezza materiale è povertà spirituale

 

Domanda: Di sicuro questo vangelo sarà ben accettato dai poveri dato che non hanno nulla da perdere, ma anzi tutto da guadagnare da questa filosofia; ma che cosa diranno i ricchi che dovranno rinunciare a tutto per seguirla?

 

Baba: Questo è il punto cruciale del problema. I ricchi, se vorranno essere degni della Mia grazia, dovranno semplicemente rinunciare, arrendersi e sottomettere i loro falsi valori. Finché la gente continuerà ad essere schiava delle definizioni materialistiche di ricchezza e povertà non si potrà mai arrivare ad una soluzione. Perciò Io cerco di convergere le loro menti ed i loro cuori verso i valori e le verità spirituali. Dopo tutto, chi è ricco? Chi ha il maggior numero di desideri, con i problemi e le preoccupazioni che ne conseguono, oppure chi è soddisfatto delle semplici necessità della vita e quindi è più o meno senza desideri e di conseguenza più felice?

 

Dal punto di vista della felicità, il povero è spiritualmente ricco mentre il ricco è spiritualmente povero. Non è la soddisfazione materiale, ma la soddisfazione spirituale che fa la vita degna di essere vissuta. Come dicevo prima, una vita senza desideri conduce l’uomo verso il divino. Chi cerca la Mia grazia deve ridurre desideri ed avidità. Le ricchezze sono una forte tentazione. Esse sono la fonte e la causa della schiavitù umana. Il desiderio di elevare il proprio standard di vita non potrà mai essere soddisfatto. Questo porta alla moltiplicazione dei desideri e di conseguenza a problemi e frustrazioni.

 

Non c’è grazia senza sacrificio

 

La soluzione sta nel valorizzare la qualità dello standard di vita con pensieri elevati ed un’esistenza serena. La mente è il cavallo, il corpo è il carro: per raggiungere la pace della mente si deve mettere il cavallo dei pensieri elevati di fronte al carro del benesseri fisici.

 

Domanda: Questa è una filosofia elevata, ma come metterla in pratica?

 

Baba: Sia i ricchi che i poveri vengono da Sai Baba per cercare amore, pace e liberazione da problemi e preoccupazioni da cui sono assillati. La cura che prescrivo loro è l’eliminazione assoluta di egoismo e desideri. Per i poveri questo stato è una condizione normale e naturale. Così il Mio amore fluisce verso di loro per abbracciare la loro devozione. In questo modo essi ottengono la Mia Grazia.

 

Scimmia – Legami della mente

 

Per il ricco è un’altra cosa. I ricchi non potranno mai ottenere la Mia grazia fino a quando non abbandoneranno la loro visione materialistica ed il loro attaccamento egoistico. Per essi è obbligatorio rinunciare all’avidità materiale per ottenere in cambio la grazia spirituale. Io ripeto loro:

 

“Ego lives by getting and forgetting,Love lives by giving and forgiving!”

 

“L’egoismo si sostiene nel ricevere e nel dimenticare,l’Amore si espande nel dare e nel perdonare”.

 

In questo modo Io cambio la loro attitudine mentale. Trasformo le loro menti da scimmia in menti amabili, generose e compassionevoli.

 

Domanda: Baba, che cosa intendi con “mente da scimmia”?

 

Baba: Questa espressione si basa sul metodo usato dai contadini per intrappolare e sgominare le scimmie. Quando un contadino vuole catturare una scimmia usa come trappola un grande vaso di terracotta con l’imboccatura stretta. Nel vaso egli depone il cibo per attirare la scimmia. La scimmia trova il vaso, infila la mano nell’imboccatura per afferrare tutto quello che può. Così la mano che trattiene il cibo non passa più dall’imboccatura e la scimmia è intrappolata. La scimmia crede che all’interno del vaso ci sia qualcuno che la tiene stretta per mano, così si dibatte e si dispera cercando di scappare col vaso, per finire fra le braccia dei furbi contadini. Non c’era nessuno a tenere la scimmia, era la sua stessa avidità a tenerla intrappolata. Per riacquistare la libertà avrebbe soltanto dovuto lasciare quello che stringeva in mano.

 

Allo stesso modo Io faccio notare alle persone ricche come l’uomo sia tentato dalla ricchezza, dal piacere e dai desideri di questo mondo. Quando l’uomo si perde in questi attaccamenti, soffrendo le conseguenze della propria avidità, egli pensa che ci sia qualcosa che lo intrappola, lo cattura e lo distrugge. Non realizza che è egli stesso il responsabile della propria schiavitù. Quando egli sarà in grado di rinunciare alle ricchezze materiali ed ai desideri, sarà di nuovo libero. Io faccio in modo che essi si rendano conto della loro schiavitù da una ‘mente da scimmia’, e possano liberare se stessi.

 

Il socialismo spirituale di Baba

 

Domanda: Baba, ho l’impressione che tu stia raccomandando una specie di spiritualismo spirituale basato sulla conversione della ricchezza in una associazione per l’eliminazione della povertà. E’ così?

 

Baba: Si, un’associazione basata sull’amore, la fratellanza e la cooperazione. Che cosa si può fare di più? Il cambiamento deve venire dal cuore, non può essere imposto dall’esterno. Tutte le dottrine materialistiche che hanno voluto portare una trasformazione reale della società sono fallite. Non c’è uguaglianza da nessuna parte. Solo la trasformazione spirituale verso una mentalità senza desideri potrà condurre alla rivoluzione della consapevolezza umana e solo così si potranno verificare i cambiamenti desiderati. Vi è la necessità di trasformare i valori umani da falsi a veri. La gente si deve convincere che è sbagliato aspirare a livelli di vita più elevati. Questo ideale deve essere sostituito da un alto livello di vita e di pensiero basato sull’umiltà, la moralità, la compassione e il distacco, in modo che possano controbattere l’avidità dilagante, il lusso, il palese consumismo. L’uomo si deve convincere che la sola via per risvegliare la divinità latente in ognuno è quella di controllare i propri desideri, di sconfiggere l’avidità per il piacere e la lussuria e non essere più schiavi di tutti questi falsi valori materialistici.

 

La Via Sai al Dharma (Giustizia)

 

Domanda: Allora suppongo che le varie organizzazioni di servizio educativo e sociale avviate da Baba – circa 3.000 in tutto – sono state concepite per creare i quadri necessari per determinare il cambiamento socio-economico voluto per mezzo di amore e persuasione?

 

Baba: sono stati concepiti per porre le nuove generazioni sulla via Sai della verità, giustizia, pace, amore e non-violenza. Il loro motto – Il lavoro è Adorazione, il dovere è Dio – cerca di portare il nuovo ordine sociale collegato a Sathya, cioè verità e dharma, vale a dire, retta azione.

 

Domanda: L’India è stata descritta come una ricca nazione di gente povera. Noi abbiamo la ricchezza del mondo intero racchiusa nel seno della nostra buona terra. Eppure la gente resta economicamente povera ed arretrata. Tu hai una soluzione per ristabilire la nostra economia?

 

Sintesi socio-economicaBaba: La tua analisi è corretta. La soluzione al problema che hai posto consiste nel lavorare duramente ed incrementare la produzione su basi cooperative. Per raggiungere questo obiettivo bisogna sradicare dalla gente la malattia dell’individualità, dell’avidità e dell’egoismo. Ad ognuno deve essere insegnato a lavorare e a pensare ad un concetto più elevato e più ampio della società e dei suoi bisogni. Ciò fatto, ci saranno meno parole e più lavoro. E’ di nuovo la via spirituale che può salvare questo paese ed il mondo dagli errori del materialismo. Quello di cui si ha bisogno è una sintesi tra l’aspetto spirituale e materiale della vita. Questo darà all’uomo una coscienza sociale ed uno spirito cooperativo che sono essenziali per la creazione di una ricchezza nazionale portando la prosperità attraverso un lavoro basato sull’altruismo e la cooperazione.

 

Davvero un buon consiglio, Swamiji, ma il problema è che tutta la ricchezza creata dal lavoro va a finire nelle tasche di una minoranza ricca e potente. Ha qualche direttiva spirituale per questa ingiustizia?

 

Il desiderio deve essere equalizzatoBaba: Non c’è alcun dubbio che la distribuzione dei beni non viene effettuata correttamente. Le dottrine di uguaglianza, socialismo, ecc. non sono riuscite a portare questa uguaglianza nella distribuzione della ricchezza e della proprietà. La difficoltà consiste nel fatto che è possibile ottenere uguaglianza nella distribuzione della ricchezza e della proprietà attraverso la legge, ma può forse una legge portare uguaglianza nei desideri della gente? Ciò richiede il tocco curativo della spiritualità. Per cominciare, bisogna curare i desideri e le loro cattive conseguenze. Si deve convincere i ricchi che il desiderio e la sua soddisfazione nell’ambito materiale non è altro che un aspetto della mente scimmiesca che può danneggiare e rendere schiavi. Solo allora si potrà risolvere il problema della disuguaglianza e dell’inadeguata distribuzione dei beni. I ricchi dovranno rinunciare ai loro esagerati desideri; i poveri avranno ciò di cui hanno bisogno ed anche qualcosa in più; e questo processo condurrà ad una più equa distribuzione.

 

Domanda: Per concludere con questo argomento, Swamiji, puoi riassumere le cause principali dell’arretratezza economica e sociale dell’India?

 

Baba: Da un punto di vista puramente materiale è una questione di domanda e di offerta. A causa dei valori materialistici così forti su cui è fondata la nostra società, la domanda cresce sempre di più ed il rifornimento (l’offerta) rimane sempre lo stesso, o diminuisce. La soluzione, ovviamente, consiste nell’incrementare l’offerta o nel diminuire la domanda. Ma anche in questo caso sorgerà il problema dell’aumento della popolazione. Questo problema economico triangolare è in forte squilibrio ed ha bisogno di essere spiritualizzato se si vuole sperare di trovare una soluzione effettiva.

 

Meno bagagli: viaggio migliore

 

Come sola via possibile al ristabilimento del bilanciamento economico e sociale, è qui che viene in aiuto la proposta di condurre una vita senza desideri, in cui le esigenze dell’uomo siano ridotte ed abbiano la minima attenzione. Frenate i vostri desideri, riducete le voglie, vivete in austerità spirituale ed allora le materie prime saranno sufficienti per tutta l’umanità. Non solo, ma le tensioni di un sistema socio-economico competitivo si dissolveranno e l’uomo ritroverà la pace della mente. La vita è come un viaggio tra la nascita e la morte. Il corpo è il veicolo in viaggio verso la morte. Meno bagagli si avranno con sé, meglio sarà. Perché gravarsi del peso di ricchezze materiali e di comfort, quando potreste cambiare direzione e forse affrontare anche incidenti e disguidi e, in ogni caso, alla fine del viaggio, dovreste abbandonare tutti i vostri averi ad eccezione dell’Atma? Non sarebbe meglio occuparsi dello spirito immortale invece di perdere tempo prezioso ad accumulare ricchezze ed assicurarsi maggiori comfort? Questa è la logica dello spirito con la quale cerco di cambiare il comportamento della gente.

 

No zucche o cocomeri

 

Domanda: Baba ha già chiarito la maggior parte delle domande poste dal Dottor Narasimhiah e da altri critici. Tuttavia, qualcuna di esse è rimasta senza risposta. Narasimhiah chiede perché non materializzi una zucca o un cocomero, o un orologio di una marca distinta, in modo da provare che si tratta di una tua creazione e non di un fenomeno di trasferimento di qualcosa fatto da altri.

 

Baba: Zucche e cocomeri possono essere materializzati con la stessa facilità con cui materializzo anelli od oggetti simili. Ma questi sono oggetti destinati a marcire nel giro di pochi giorni, mentre lo scopo stesso delle materializzazioni, come spiegavo precedentemente, consiste nella loro permanenza. E’ per questo che anelli ed orologi possono fare il loro servizio fungendo da talismani, servendo da contatto e da comunicazione tra l’Avatar ed i Suoi devoti. Quello che questa gente vorrebbe obiettare è che oggetti grandi come le zucche non potrebbero essere trasferite da un luogo all’altro, mentre potrebbe essere fatto per oggetti più piccoli come gli anelli. Ma come dico continuamente, Io non trasferisco gli oggetti come un prestigiatore, Io li creo e li dono come talismani. Ora, venendo alla tua domanda sugli anelli e sugli orologi con una marca distinta per provare che è una Mia creazione, vorresti che materializzassi qualche cosa per te?

 

Miracolo dell’anello con l’OM

 

Domanda: Certo, Swami che lo vorrei.

 

Baba ondeggiò la Sua mano nell’aria e materializzò un anello d’argento che nel centro portava inscritto il simbolo dell’OM e sui due lati la scritta “Sai Ram”. Poi, prendendo la mia mano destra, con gentilezza me lo infilò al dito medio. La misura calzava alla perfezione ed era precisamente quello che volevo che mi facesse.

 

Domanda: Grazie Baba, hai risposto alla mia domanda molto bene. Ora veniamo alla questione di Narasimhiah riguardante il falso Sai Krishna o Pandavapura, esposto dal suo comitato come esempio di imbroglio e frode. Egli assicura che il ragazzo (responsabile di questo fatto), abbia avuto il tuo permesso.

 

Nessun contatto con il falso ragazzo

 

Baba: Ti posso assicurare che non c’è mai stato nessun tipo di accordo o di relazione tra lui e Me. Questa gente ha più volte insistito di combinare un incontro tra di noi, ma ho sempre rifiutato la loro richiesta. Certo, come hai potuto constatare questa mattina, migliaia di persone vengono per il Darshan. Ci sono altri che si fanno passare per Miei discepoli, cercando di far soldi usando il Mio nome. Questo non succede solo qui, ma ovunque negli altri stati, così come all’estero, e noi non possiamo farci niente. Questa gente è destinata ad essere scoperta prima o poi, così come è successo a questo ragazzo. Ripeto, non ho niente a che vedere con questo tipo di gente.

 

Domanda: Il Comitato di Narasimhiah voleva investigare i Tuoi miracoli scientificamente sotto stretta osservazione. Tu hai rifiutato la loro richiesta. Puoi chiarire questa controversia?

 

Baba: Come può la scienza, vincolata a dei punti di vista fisici e materialistici, investigare i fenomeni trascendentali che sono al di là del suo scopo, portata e comprensione? Questa è l’incapacità del metodo scientifico. Chi investiga è sul piano materiale, l’investigato è su un piano spirituale. La scienza deve limitare le sue ricerche sulle cose che appartengono al mondo dei sensi, mentre la spiritualità trascende i sensi. Se volete capire la natura del potere spirituale, dovete farlo seguendo il cammino spirituale e non la scienza. Ciò che la scienza è stata capace di svelare fino ad ora, benché tenda ad esagerare l’importanza delle sue scoperte, non è che una piccola parte del fenomeno cosmico.

 

Domanda: Questo è vero, Swamiji, ma la scienza si sta sviluppando continuamante, tanto che la metafisica di ieri diventa la fisica di oggi.

 

Una lucciola alla luce del Sole

 

Baba: E’ giusto, però la scienza resta sempre cieca di fronte al vasto ed invisibile mondo della Consapevolezza. Il fatto stesso che la scienza cambi in continuazione è la prova della sua incapacità di investigare la Verità ultima ed assoluta. Qualche tempo fa gli scienziati affermavano che l’atomo era indivisibile, ma recentemente sono invece riusciti a dividerlo. Non sono ancora a conoscenza delle realtà delle forze praniche all’interno dell’atomo e dei suoi componenti più minuscoli. La scienza è solo una lucciola in confronto alla luce e allo splendore del sole. La scienza ricerca, scopre e raggruppa un mucchio di informazioni sulla natura e sul loro impiego materiale, servendosene per lo sviluppo a livello delle cose mondane. Invece la spiritualità regna sui campi cosmici dove la scienza non ha posto alcuno. Questa è la ragione per la quale alcune scoperte scientifiche sono utili, mentre altre sono disastrose. Come ho detto prima, il dottor Narasimhiah ed il suo gruppo sono come gente di lingua Telegu che va a vedere un film in lingua Tamil. Vedranno scene di lotta, di danza e di violenza, eroi e malandrini, attrici dai volti accattivanti e tutte queste cose superficiali, ma perderanno la sostanza del film, come i dialoghi, la poesia, la trama, la musicalità, ecc.

 

Spirito e metodi errati

 

Ad ogni modo, come ho ripeto mille volte, chi Mi vuole comprendere è il benvenuto in questo Ashram. E’ lo spirito della ricerca che importa, Certi parapsicologi sono venuti qui e Mi hanno esaminato e studiato con spirito positivo e costruttivo. Avete visto i loro rapporti. Non scrivono lettere e non fanno convegni pubblici.

 

La richiesta di Narasimhiah era inadeguata, questa è la ragione per cui ho rifiutato di accettarla. Se non fosse stato per questo, sarebbe stato il benvenuto. Io non chiamo la gente qua perché si inchini davanti a Dio. Io voglio che vengano, osservino, studino, sperimentino e realizzino Baba. Solo allora Mi potranno capire ed apprezzeranno l’Avatar.

 

Domanda: Narasimhiah afferma che per la scienza “Niente può essere creato dal nulla”. Tu hai negato con evidenza questa legge della scienza con la formula trascendentale che controlla l’energia cosmica e produce poteri paranormali. Puoi spiegare questo mistero?

 

“Quello che voglio, si realizza”

 

Baba: La formula che niente può essere creato dal nulla è valida nei limiti dei campi e delle dimensioni della scienza. Non è applicabile nei piani e nelle dimensioni trascendentali della spiritualità. In questo campo tutto può essere creato dalla volontà suprema. Tutto ciò che esiste può essere fatto sparire e tutto ciò che non esiste può essere fatto apparire. La nostra storia, le nostre tradizioni e le nostre scritture, così come la nostra letteratura, sono ricche di questi fatti che vengono comunemente chiamati “miracoli”. Semplicemente, le formule e le leggi materiali non sono applicabili alla divinità. Per Me ciò non è affatto qualcosa di misterioso o di mistico. Ciò che voglio, succede: ciò che ordino si materializza.

 

Domanda: Il Vice-Presidente sembra ridicolizzare la Tua affermazione quando dici: “In tutti noi c’è Dio”. E chiede: “Non è forse questo un modo per evadere la realtà? Come può Dio essere così insicuro di Se stesso?” Puoi darci una risposta in proposito?

 

Dio esiste in ciascuno

 

Baba: La sua domanda contraddice la base stessa della filosofia indiana, come pure quella delle principali religioni. Tutte le nostre scritture asseriscono che Dio è presente in ognuno. Vivekananda stesso ha detto: “Dio è presente in tutti”. La sola cosa che si manifesta ed è uguale e comune in tutti, ciò che governa e dirige l’intero universo, quella cosa è Dio. Niente esiste eccetto la divinità. La Mia non è una fuga dalla realtà ma è la verità fondamentale ed eterna. Dico questo non perché sono insicuro della Mia stessa divinità. E’ la sicurezza nella sua totale ed assoluta autenticità che mi permette di affermarlo. Sono gli scienziati ad essere insicuri di se stessi e a seguire teorie che sviano dalla realtà. Per esempio, dicono che sulla Luna non c’è vita e nello stesso tempo asseriscono che tutta la materia consiste in un movimento di atomi. Allora, non è forse anche la Luna un insieme di atomi in movimento? Bene, come possono affermare che la Luna sia senza vita? Non c’è materia che non consista di atomi, elettroni, neutroni e protoni in costante movimento. Anche questo tipo di energia è Dio. Allo stesso modo non c’è essere umano nel quale non ci sia la divinità. Dire che Dio non è nell’uomo è come dire che non ci sono atomi sulla Luna o in una parte qualsiasi di materia. L’onnipresenza di Dio è stata descritta nei nostri antichi testi come “Ano Baniyammahatoo Maniyam” (Dio è una minuscola particella della particella più piccola ed è la più grande forma delle forme più grandi). Detto questo, come si può affermare che nell’uomo non c’è Dio?

 

Nessuna preferenza per ricchezza e potere

 

Domanda: Un altro punto sollevato dai Tuoi critici è che Tu dai preferenza per il popolo ricco e potente e non ai poveri, per quanto concerne materializzazioni, miracoli, cure e darshan individuali. E’ vero? Se sì, perché?

 

Baba: Non è vero. Non vedo e non faccio mai distinzioni fra ricchi e poveri. Guardo ad essi solo dal punto di vista della loro devozione, dei loro desideri, dai sacrifici che sono disposti a sostenere e dai problemi che hanno. Tu stesso eri presente questa mattina ed hai visto centinaia di persone, qualche ricco, ma la maggioranza erano poveri. Mi hai forse visto manifestare qualche preferenza? Quelli che ho chiamato qui con Me, in questa stessa stanza, erano poveri, bisognosi, ammalati, o persone con problemi. Dal Mio punto di vista, quelli che appaiono al mondo come ricchi e potenti, sono in realtà persone piene di turbamenti nel cuore e di problemi nella loro mente. Io li curo consigliandoli di dare più valore alla pace dello spirito e alla grazia.

 

Domanda: Da quello che hai detto finora, sembra che la Tua missione consista nel dare all’umanità la possibilità di ritrovare ed incarnare la propria perduta divinità. Dico bene?

 

Baba: Si, hai ragione. Quando l’uomo guarderà dentro di sé per realizzare il suo vero Sé, allora Dio si manifesterà in Lui. L’Autorealizzazione è la realizzazione di Dio. In poche parole, è la realizzazione che voi non siete solo il corpo, la mente ed i suoi sensi fisici, ma che dentro di voi c’è il Sé, l’Atma, cioè Dio, distinto da queste cose impermanenti. Questo Sé è onnipotente, onnipresente e onnisciente. La comprensione di questa verità fondamentale vi spingerà ad imboccare la giusta via verso la realizzazione di Dio.

 

Terrore di una guerra nucleare

 

Domanda: Dunque, il tuo obiettivo può essere riassunto come una fratellanza dell’umanità attraverso la dottrina dell’amore?

 

Baba: Si, cos’altro potrebbe salvare il mondo da un’esplosione termonucleare? Tutto viene fatto nel terrore e in considerazione di questa imminente conflagrazione; la Mia missione è quella di prevenire questa esplosione ristabilendo il dharma e la legge spirituale di un solo Dio, una religione, un linguaggio per tutta l’umanità. Io predico una sola religione dell’amore, poiché l’amore è la sola cosa che potrà unire la razza umana in una fraternità di uomini nella paternità di Dio. Conosco un solo linguaggio, quello del cuore, che è al di là della mente e dell’intelletto e che unisce l’uomo all’uomo e l’umanità a Dio, quindi creando reciproca comprensione, cooperazione ed una vita comunitaria pacifica ed armoniosa. Su queste basi voglio dare il via ad una umanità senza alcuna barriera di casta, di religione, o d’altro tipo, fondando l’impero universale dell’amore che renderà capaci tutti i Miei devoti di sentire il mondo intero come la propria famiglia.

 

Domanda: Ben detto, Baba – ma questo dharma di orientamento induista, non verrà in conflitto con le altre religioni?

 

Baba: No, non ci sarà niente di simile poiché il Mio obiettivo è il ristabilimento del Sanathana Dharma (la religione eterna), che crede in un solo Dio, così come viene affermato dai fondatori di tutte le religioni. Nessuno deve abbandonare la propria religione o l’adorazione di una divinità particolare, ma attraverso di esse dovrebbe adorare il solo ed unico Dio. Non sono venuto per creare conflitti o per distruggere, ma per confermare e difendere la fede di ognuno.

 

La Via dharmica alla Pace

 

Domanda: Ma come questo potrà prevenire un olocausto nucleare?

 

Baba: rimuovendo tutte le cause, le origini, le barriere e le provocazioni di classe, casta, credo, colore e razza, sostituendo l’odio e la violenza con l’amore e la non-violenza. Sto dando all’umanità un vangelo di pacifica collaborazione che possa sostituire l’attuale corso verso la morte e la reciproca distruzione.

 

R.K. Karanjia: Grazie Swamiji. Ti sono veramente grato perché in verità non mi sarei mai aspettato che Tu rispondessi all’intera lunga lista delle mie domande.

 

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OM SAI RAM!

Prema Devi 22 novembre 2012

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NAMASTE AMATI MIEI SE’..

E’ MOLTO TEMPO CHE NON SCRIVO , MA SAPETE SONO MOLTO FISICAMENTE IMPEGNATA A PRENDERMI CURA DI TANTE PERSONE, OGNI GIORNO SONO IMMERSA NEL KARMA YOGA IN MOLTI DIFFERENTI RUOLI.SONO MAMMA, NONNA, FIGLIA,SUOCERA, ZIA, MOGLIE, SORELLA, AMICA, INSEGNATE DI YOGA, FACCIO’ LA SPESA, PREPARO DA MANGIARE, PULISCO LA CASA, LAVO IL BUCATO, MI PRENDO CURA DEL MIO ADORATO NIPOTINO E DI TUTTI GLI ESSERI CHE MI CIRCONDANO…NATURALMENTE INCONTRO TUTTI COLORO CHE MI CERCANO PER AVERE AMORE ,CONOSCENZA SPIRITUALE ,GUARIGIONE , COMPRENSIONE, RISPONDO A MOLTE EMAIL…E OGNI TANTO RIESCO A SEDERMI PER PARLARE UN PO CON TUTTI VOI….

ECCO STASERA ”SENTO” DI PARLARE UN PO CON VOI..
COSI’ ECCOMI QUI ,SEDUTA NEI VOSTRI CUORI PER PRIMA BACIARLI D’AMORE E GRATITUDINE…

lo so questo tempo sembra cosi’ ”duro”…tutto li ”fuori” bolle, infiniti sono i messaggi che si abbattono sui nostri corpi apparenti…tante differenti ”vibrazioni”…ci colpiscono …tutto il mondo sembra nella follia, catastrofi, terremoti, guerre, maremoti, tutta le terra sembra ribollire …..che fare?…chi ascoltare?….e come essere dentro un manicomio, c’e’ di tutto e di piu’…orrori, delizie,desideri senza fine, assurdi ed effimeri piaceri, pace e guerra,compassione e crudelta’, saggezza e ignoranza,amore, paura, sensibilita’ e indifferenza, fanatismo e amore divino, comprensione e giudizio , spiritualita’ e materialismo, passato, futuro, presente..vita e morte ,paradiso e inferni, angeli e demoni, galassie e stelle, sole e lune, tempo e non tempo, terrestri ed extraterrestri….c’e’ da perdere la testa la fuori…tutto cosi’ impermanente…tutto cosi’ illusorio…infinite madri, padri, fratelli, sorella, mogli, figli, mariti, case, cose, piante, alberi, neonati, giovani e vecchi…tutto’ cosi’ AMORE …TUTTO COSI’ sorrisi…tutto cosi’ meraviglia e mistero…

Ce’ una sola cosa IMMUTABILE…IL SE’…L’AMORE…IL DIVINO….chiamatelo come volete….QUELLO…SHIVA…KALI…CRISTO…BUDDHA…
NON PERDETE PIU’ TEMPO ….dietro MAYA…essa cambia tutto il tempo…
ANDATE profondamente dentro voi stessi…li c’e’ il ”segreto scrigno” che contiene LA PERLA SENZA PREZZO…essa splende d’eternita….profuma D’AMORE DIVINO, e ha il sapore D’AMRITA… nettare d’immortalita’ cosciente….
NON HA PIU’ IMPORTANZA quale vestito indossi in questo istante…REALIZZA CHE LO CAMBI TUTTO IL TEMPO…cosi’ come cambia tutto il tempo lo scenario dove credi di essere ora…
Lo sai quanti vestiti e corpi hai cambiato? e quanti ancora ne cambierai…?
Ma non sai amore mio che siamo tutti i corpi? e non solo quelli nel presente…ma anche quelli del passato e tutti quelli nel futuro…
SIAMO TUTTI LE MADRI E I PADRI E TUTTI I FIGLI….siamo l’UNO MANIFESTO IN MILIARDI E MILIARDI DI FORME, COLORI, LUCE INFINITA…MILIONI DI SOLI E GALASSIE SENZA INIZIO NE FINE…

Se ti immergi dentro …POTRAI ”SENTIRE” il mio eterno amore vibrare dentro te…cosi’ come tu ”vibri ” in me…
Siamo la stessa sinfonia io e te…
la stessa ESSENZA dove tutto nasce e muore costantemente…
siamo il seme e l’albero…
COSI’ NON POSSO ESISTERE SENZA DI TE…COSI’ COME TU NON PUOI MANIFESTARTI SENZA ME…
siamo come L’ACQUA E IL LETTO DOVE essa SCORRE..
siamo come L’AQUILA E IL CIELO DOVE ESSA VOLA..

Non pensare piu’ amore mio a cio’ che accadra’ o non accadra’ ..sappi che tendere a capire il futuro e’ come cercare l’acqua nell’oasi…senza accorgerti che l’acqua e’ li….ma se stai con gli occhi chiusi come quando la sabbia del deserto ti chiudeva gli occhi non potrai vedere che sei ora nell’oasi dove la sacra acqua ti dissetera’ eternamente..
Apri gli occhi e guarda la meraviglia DIVINA…bevi l’acqua DELL’AMORE DIVINO E UBRIACATI D’ANANDA….

OM NAMAH SHIVAYA…
NAMASTE AMATI MIEI SE’..

17 Novembre 2012 Compleanno di Swami Premananda

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HAPPY BIRTHDAY MIO DIVINO GURUDEVA..
LAVO I TUOI PIEDI DI LOTO CON LA MIA ETERNA DEVOZIONE E LA MIA ETERNA GRATITUDINE..
GRAZIE PER ESAUDIRE OGNI PREGHIERA CHE CON AMORE TI DONO PER TUTTI I FIGLI DELL’ANIMA MIA…
TI AMO…LA TUA PREMA DEVI…
JAI PREMA SHANTI!
THANK YOU!
http://youtu.be/zW6UHtQUJOU

IL MIO CANTO D’AMORE D’ANANDA ETERNAMENTE DANZO PER TUTTI I MIEI FIGLI…FRAMMENTI DEL MIO SE’ INFINITO..
OM NAMAH SHIVAYA!

Mio Amato, Io canto sempre, in ogni istante per rallegrare i Miei figli affinche’ non prendano troppo sul serio il viaggio sulla Terra.
Tu sei una delle infinite onde di cui mi adorno, ognuna delle quali e’ una Mia vibrazione, una Mia sfumatura d’Amore con cui mi attuo, vivo ed agisco, attraverso il Mio Spirito che in te dimora.

Tu che Mi cerchi, dove pensi di trovarMi?

Sono nel tuo cuore e li’ amo soffermarmi per assaporare la danza del tempo e le stagioni della Vita ma la via che conduce a queste profondita’ puo’ essere difficile ed impervia poiche’ le tracce si sono cancellate e non ne hai piu’ ricordo ed il Mio canto riecheggia spesso nel vuoto, nella distanza che pare incolmabile per i Miei figli che si sono perduti e che si credono lontani da Me.

Per poterti raggiungere, per espandere la Mia Voce dove ogni orecchio puo’ sentirLa, canto attraverso gli infiniti aspetti delle forme che ho creato e creo con amore e nelle quali gioco a nasconderMi ed a svelarMi, nel Gioco senza fine.
Se sei attento, puoi comunicare con Me attraverso tutti i linguaggi e suoni che sono l’orchestra vasta e multiforme che e’ la Terra nel suo insieme.
Ogni suono e’ messaggio ed insegnamento, una nota misteriosa che ti dona i segreti della Vita.

Vieni Mio amato figlio!
Ti leggo la fiaba della Mia creazione, canto e suono per te infinite partiture, sfogliando le pagine del Mio Sogno, creando ogni tipo di musica e, se svilupperai l’ascolto interiore, scoprirai l’unico tema di fondo di cui tutto e’ solo variazione.
Osserva gli occhi profondi dei miei cuccioli di ogni razza, le loro zampette delicate, le soffici piume o il morbido pelo, guarda i teneri boccioli che spuntano in primavera e ti sentirai pervadere da una tenerezza misteriosa: la melodia di base e’ il Mio Amore, leggero e delicato, appassionato e dolce che diventa la mia tenerezza, pura ed infantile e l’energia del Mio Cuore che tutto crea, plasma ed accoglie.

Senti, Mio amato, questo tema d’amore che soggiace a tutta la sinfonia ed unisciti al canto, espandendo te stesso oltre i limiti, riscoprendoti Spirito senza confini, immortale ed eterna gioia, beatitudine ed amore.

HAPPY BIRTHDAY AMATO GURUDEVA!
Una volta che avete avuto una nascita umana si dovrebbe capire se stessi. Al fine di conoscere se stessi che non è necessario che voi ottenere consigli da chiunque, non hai bisogno di leggere libri, c’è nessuna necessità di conoscenza del libro o eventuali diplomi universitari. Noi stessi dobbiamo realizzare il paramatma, il divino che vive dentro di noi. Forma di Dio non è importante. Abbiamo alcuni nomi per chiamare Dio e pensare di lui in alcune forme a causa della nostra immaturità. Abbiamo dato un nome di Dio e pregare per lui con quel nome. La ragione perché facciamo questo è perché sappiamo che c’è un Dio. Noi dare un nome a Dio e poi canto Om Namah Shivaya e pensiamo di Shivaya Namah. Allo stesso tempo, se si pensa che con il nostro terzo occhio e con i nostri pensieri interiori circa l’energia divina che è dentro di noi, noi sappiamo che Dio è onnipotente, di là di qualsiasi nome e forma. (Estratto di Satsang di Swamiji per il suo compleanno 17.11.2007) (Tradotto da Bing)

 

A TUTTI I MIEI FIGLI….DI TUTTI GLI UNIVERSI…
POSSIATE TUTTI FIGLI DELL’ANIMA MIA, REALIZZARE L’AMORE DIVINO CHE SIETE…
POSSIATE TUTTI ESSERE FELICI E PIENI DI PACE..
POSSIATE TUTTI SVEGLIARVI DAL SONNO DI MAYA..
POSSIATE TUTTI ESSERE COSCIENTI DEL DIVINO AMORE CHE VIVE DENTRO VOI ETERNAMENTE.
NAMASTE AMATI MIEI SE’…
OM NAMAH SHIVAYA!
THANK YOU!

HAPPY DIWALI..Diwali (Festa della Luce) – SATSANG SI SATYA SAI BABA

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Festa di Deepavali o Diwali

Diwali è una delle più antiche e importanti feste celebrata in tutta l’India. Diwali è anche conosciuta come ‘festa delle Luci ’ In questo giorno viene ricordato il ritorno di Rama (la  incarnazione di Vishnu durante il Treta Yuga) nella sua capitale Ayodhya, dopo 14 anni di esilio). Simbolicamente quindi si festeggia il ritorno della ‘Luce’ nella sua casa di origine (il nostro corpo), da dove manca da molto tempo, dopo avere sconfitto tutte le nostre cattive tendenze ( Ravana). Diwali cade esattamente 20 giorni dopo la festa di Vasara, in qualche giorno tra la fine di ottobre e la prima metà di Novembre. Rama, dopo avere sconfitto, insieme a suo fratello Lakshmana e al suo esercito di scimmie, Ravana re di Lanka che aveva rapito sua moglie Sita, torna ad Ayodhya carico di gloria e di onori. Qui lo attende il fratello Barata che si è rifiutato di salire al trono, come avrebbe voluto sua madre Kaikeyi, e che ha dichiarato di essere pronto a immolarsi se il fratello non fosse tornato entro 14 anni. Il popolo di Ayodhya, per celebrare il ritorno di Rama, Sita e Lakshmana, festeggia ogni anno Diwali , facendo scoppiare mortaretti e illuminando a giorno tutte le case con torce (diyas) e altre luci

La festa comincia due giorni prima e culmina nel terzo giorno. Dhan Teras  è il primo giorno di festa (due giorni prima di Diwali). In questo giorno c’è l’usanza, ed è di buon auspicio comprare qualche utensile nuovo per la casa. La casa deve essere ripulita di tutto punto. I bambini comprano i petardi e le torce e le candele. Molto in uso sono piccole casette di fango al cui centro siede una immagine di Lakshmi. E’ anche d’obbligo comprare piccole statuine di Ganesha e Lakshmi che verranno utilizzate nella puja. Come è noto Ganesha viene venerato sempre per primo, mentre il senso della festa è che Lakshmi, la divinità della ricchezza, farà visita nelle case piene di luci durante il giorno di festa. C’è quindi un gran daffare in tutte le persone, affinché tutto sia pronto per la festa vera e propria. I negozi sono tutti molto decorati e fanno affari d’oro vendendo utensili per la casa e in famiglia vengono preparati cibi speciali (papri e deevlas).

La vigilia di Diwali si chiama Chhoti Diwali. E’ tradizione che in questo giorno Hanumann, il grande devoti di Rama, si recasse volando ad Ayodhya per  annunciare che  Rama, Sita e Lakshmana sarebbero arrivati il giorno dopo. I negozi, pieni di luce e allegramente decorati, espongono il mithai (dolce tipico di questa festa; sono dei rotoli, fatti di farina, jaggery e miele impastati con acqua, ripieni di delizie varie e poi fritti nel ghee) facendo ottimi affari. E’ infatti consuetudine che tutti gli uomini di affari lo offrano ai loro dipendenti. Per gli uomini di affari questo giorno è il primo giorno del l’anno contabile e tutti inaugurano un nuovo libro contabile. E’ molto diffusa l’usanza di fare visita a parenti e amici. E’ molto importante che tutta la casa sia bene illuminata con torce ad olio, candele e lampadine. Almeno una torcia è d’obbligo. E’ il giorno in cui la puja della casa viene  gioiosamente decorata con fiori freschi e foglie. Gli Indiani sono maestri nel disporle in modo da formare eleganti disegni geometrici. Il posto d’onore, nella Puja, deve essere sempre riservato a Ganesha e a Lakshmi.

E finalmente arriva il giorno di Diwali. E’ consuetudine molto diffusa iniziare il giorno con un bagno purificatore da fare prima dell’alba, seguito da un massaggio con oli profumati. Questo rito è considerato molto propiziatorio ed è considerato alla stregua di un bagno nel Gange. Soprattutto nel nord dell’India si gioca a carte per tutta la giornata con piccoli premi in denaro, coinvolgendo anche i bambini. La puja viene  ancora più decorata con fiori freschi e ghirlande di fiori vengono messe intorno alle statuette di Lakshmi e Ganesha. Le donne e i bambini fanno a gara a chi forma i disegni più belli.

Finalmente arriva la sera e prima che faccia buio (al tramonto) tutti, elegantemente vestiti con gli abiti tradizionali, si ritrovano nella puja, elegantemente decorata e illuminata con candele e torce a petrolio. I piatti più prelibati, il mithai e tanta frutta sono poste in un lato della Puja, dove sono in bella mostra i nuovi utensili comprati per la casa. A questo punto tutto è pronto e la cerimonia ha inizio cospargendo di teeka le divinità e tutti i presenti e successivamente aspergendo gli idoli con acqua, aipun, roli e riso.  Ognuno poi prende un piccolo pugno di riso tenendolo stretto e il più anziano del gruppo narra la tradizionale storia di Diwali.

“C’era una volta un re che amava moltissimo la sua bellissima regina. Un giorno il re convocò il miglior gioielliere del regno e gli chiese di preparare un bellissimo collare per la regina. Ii gioielliere fece un collare straordinariamente bello e il costo fu di 900.000 rupie. Sembrava fatto apposta per la regina e tutti erano abbagliati da tanta bellezza.

Ogni giorno la regina era solita andare a fare il bagno nel fiume, in compagnia delle sue ancelle. Qui era solita togliersi i gioielli e gli abiti mettendoli sulla riva del fiume. Un giorno mentre stava godendosi il bagno insieme alle sue dame di compagnia, improvvisamente una aquila, vedendo la collana luccicare al sole, la afferrò con il becco e se la portò via.. Quando la regina uscì dal fiume non trovò più la sua bella collana e fu presa dalla disperazione, senza che nessuno riuscisse a consolarla. Essa si angosciò a tal punto che il re venne a conoscenza del fatto dopo pochi minuti. Ovviamente fu molto seccato e  dichiarò che avrebbe dato qualunque cosa a chi avesse ritrovato la collana. Un annunciatore, battendo sul suo tamburo per richiamare l’attenzione della gente, fece il giro di tutto il regno e tutti vennero a conoscenza della grave perdita subita dalla regina e che ritrovare la collana avrebbe potuto far diventare una persona ricca oltre ogni sogno. Tutti si misero alla ricerca della collana e nelle case e nei mercati non si parlava d’altro. La regina non trovava pace e smise di mangiare e di bere. Anche il re era molto angosciato e chiedeva continuamente alle sue guardie se ci fosse qualche notizia.

Ai margini della città, proprio dove comincia la foresta, viveva una vecchietta poverissima. Essa riusciva a sopravvivere vendendo legna e bastoncini per il fuoco,  Non aveva nessuno che l’aiutasse perché i suoi figli erano andata via in cerca di cibo e denaro e doveva fare tutto da sola. Vista la sua estrema povertà, non poteva permettersi nessuna spesa, ma poiché si stava avvicinando la festa di Diwali, secondo le migliori tradizioni, stava ripulendo la sua misera casa che era molto buia e tetra perché era vicina alla foresta. Improvvisamente vide un patrago (sorta di lucertolone che vive nella foresta) in un angolo buio della capanna. Essa lo uccise e lo gettò sul tetto ricoperto di paglia. In quello stesso momento l’aquila, che aveva ancora in bocca la collana della regina, vide l’animale morto e pensò che sarebbe stato un cibo certamente migliore del lucente oggetto che aveva trovato. Così scese sul tetto e dopo avere posato la collana, prese il patrago morto e volò via. La donna si accorse dal trambusto che stava accadendo qualcosa di strano e, salita sul tetto, trovò, con suo grandissimo stupore, la collana  più bella che avesse mai potuto immaginare. Era al corrente di quanto era da poco accaduto nel regno e comprese immediatamente che si trattava della collana della regina. Immediatamente si recò a palazzo e chiese udienza al re, dicendo che si trattava di cosa molto urgente. Il re, che era un buon uomo, nonostante tutte le preoccupazioni, la ricevette immediatamente. Ella gli chiese se fosse ancora valido quanto aveva detto il banditore a riguardo della collana della regina, Il re la guardò pieno di speranza e giurò solennemente che avrebbe mantenuto la promessa fatta.

“Eccola ce la ho qui” Disse la donna tirando la collana fuori dal suo vestito, tra lo stupore di tutti i cortigiani che erano molto curiosi di vedere cosa avrebbe chiesto la donna come ricompensa. Tutti, compreso il re, si aspettavano che chiedesse almeno metà del regno, ma non fu così. “Sire – essa chiese – il mio desiderio è che nella notte di Diwalinessuno accenda anche una sola luce nella propria casa. Anche il palazzo reale dovrà essere al buio.”

Il re era esterrefatto, ma, sentendosi molto sollevato per non avere subito una richiesta troppo pesante, accettò  di esaudire il desiderio della vecchia e si impegnò solennemente a realizzarlo. Accettò immediatamente perché temeva che la vecchia potesse cambiare idea e chiedesse cose molto più gravose. Tutti parlavano di questa strana richiesta, nelle piazze, nei mercati e nelle case non si parlava d’altro. I saggi del villaggio scuotevano le loro mani, paventando che, dietro la richiesta della donna ci fosse chissà quale mistero. Finalmente Diwali arrivò e scese la sera. La gente era stata ammonita a non accendere nessuna luce, pena la morte, ed anche il palazzo reale fu mantenuto rigorosamente al buio. C’era buio pesto dappertutto. Solo sulla casa della vecchia brillava una unica torcia luminosa. La vecchia aveva fatto ciò che aveva sempre fatto per tutta la sua vita accendendo solo una torcia perché era troppo povera per accenderne due.

Allo scoccare di mezzanotte Lakshmi venne giù dal cielo con il suo abito luccicante, che avrebbe dovuto risplendere allo sfavillio delle luci nelle case e nel palazzo che, come consuetudine, avrebbe visitato. Questa volta, invece, era molto perplessa perché a malapena riusciva a vedere e anzi inciampò più volte. Allora scrutò l’orizzonte per vedere se ci fosse qualche luce ed alla fine vide la piccola torcia sulla casa della vecchietta. Sobbalzò di gioia, perché in quel momento era veramente disperata.

Frattanto nella piccola capanna, tutta illuminata, la vecchietta si era barricata dentro sprangando la porta. Poi si era messa a fare la sua puja con i suoi vecchi utensili. Improvvisamente vide un ometto, piccolo piccolo e molto disperato che le si avvicinò con grande affanno gridandole, “Lasciami uscire, lasciami uscire, vecchia donna. Io non sopporto questa luce. Devo uscire immediatamente, sono abituato al buio, al sudiciume e all’umidità. Non posso più stare con tutta questa luce.”

La vecchia donna lo guardò e chiese, “ Chi sei, piccolo e buffo ometto?”

“ Io sono Diladdar, amico di chi è molto povero” rispose l’ometto. La vecchia donna gli parlò allora così,” Tu non puoi lasciarmi, Diladdar, sei sempre stato con me anno dopo anno e io non posso lasciarti andare via. Non ti permetterò di andare via.”

“Oh donna, abbi pietà di me! Morirò in questa casa tanto illuminata; posso vivere solamente al buio e nello sporco e non alla luce e nella pulizia. C’è tanto buio nella città questa notte! Ti prego, ti prego, aprimi la porta.”

Frattanto fuori Lakshmi era ferma davanti alla porta della capanna, dicendo con la sua soffice e dolce voce, “Dolce donna, io sono stremata, ti prego mostrami la luce e lasciami entrare in casa, la tua è l’unico posto in cui questa notte posso sentirmi bene e a mio agio. Io non posso veder altre luci e le altre case sono tutte la buio. Non riesco a vedere neanche i miei piedi e sono spaventata a morte. Ti prego, ti prego lasciami entrare. La vecchia donna rispose, “No, no, non ti lascerò entrare. Non ti sei mai preoccupata di me prima, perché ora dovrei avere pietà di te?” Ma Lakshmi la implorò e allora la donna chiese, “Se tu lascio entrare, mi prometti che non mi lascerai più e che resterai sempre con me, nella mia casa? Se mi prometti così ti lascerò entrare.” Lakshmi rispose, “Si, si te lo prometto, non lascerò mai più la tua casa.”

Nello stesso istante Diladdar stava gridando con tutta la sua voce di voler uscire. La vecchia donna allora gli disse, “Mi prometti che se ti lascerò andare non ti avvicinerai mai più alla mia casa?”

“Lo prometto, lo prometto” gridò Diladdar

Rapidamente la vecchia donna aprì la porta e immediatamente Lakshmi entrò. Vedendola Diladdar divenne ancora più spaventato e sgattaiolò via dileguandosi nel buio.

Molto presto la vecchia donna richiamò a casa i suoi figli che erano andati in altre città in cerca di cibo e di un lavoro, affinché vivessero con lei. Essi tornarono e, come succede sempre nelle belle favole, vissero tutti felici e contenti.

Finito il racconto della storia, tutti i membri della famiglia gettano il riso che avevano tenuto in mano su Lakshmi e Ganesha dicendo a voce alta, “Vattene Diladdar perché deve venire Lakshmi” ripetendo la frase per tre volte. Poi la donna più anziana dispone il Prasad

(mithai) su un vassoio e lo offre a tutti i presenti. Questo può essere fatto in due momenti consecutivi perché anche la frutta è ora prasad e deve essere offerta ai presenti. Ciascun partecipante al rito dovrà mettere qualche chicco di riso ed una monetina in un vasetto  (che rappresenta la casa) a simboleggiare che la ricchezza sta entrando in quella casa. Poi le candele e le torce della puja vengono poste tutto intorno alla casa e sul tetto. La prima torcia viene messa nel posto dove viene gettata la spazzatura a simboleggiare che una casa dove c’è molta prosperità produce molta spazzatura. Essendo la puja iniziata al tramonto ora è buio e le torce brillano nella notte. I bambini si divertono facendo esplodere i petardi.  E’ buona abitudine dare petardi anche ai bambini poveri in modo che possano divertirsi anche essi. Poi cominceranno i balli e i giochi di carte che andranno avanti tutta la notte. Non è raro che venga bevuto qualche bicchiere in più ( attualmente è molto in uso il wiskey) . DI solito tutto finisce alle prime luci dell’alba.

Questa è la festa di Diwali come viene celebrata nella India tradizionale.

 

Oh Rama, Luce delle Luci!!Luce del Sé interiore,che splendi salda e eterna nel mio cuore,fa che io possa fissare la mentesulla Luce Supremae gioire del vero Diwali !!

Colui che illumina l’intelletto,il sole, la luna e l’intero universo,ma che da nulla può essere illuminato,è il solo e unico Brahman.

Egli è il Sé interiore.

Celebrate Diwali in modo vero,vivendo nella luce del Brahman,nella Beatitudine eterna dello Spirito!

Tutte le luci del mondonon sono un solo raggiodella luce interiore del Sé.

Immergetevi in questa sacra lucee gioite del vero Diwali!

Molti Diwali sono già passati,ma il cuore degli uominié ancora oscuro,come il cielo in una notte senza lunae senza stelle.

Illuminate le vostre casecon lumi ad olioe che dal vostro cuorespariscano da oggi oscurità e ignoranza.

Che Diwali dia a tuttiilluminazione e totale consapevolezza!!!

Che in questo ‘luminoso’ giornotutti possano ottenerela ricchezza Spirituale del Sé interiore !

Tratto dal Discorso Divino 19, 1998

Tutte le feste Indiane hanno un profondo significato Divino. In India (Bharat) le feste sono celebrate per ricordare che in ogni essere umano è immanente la Divinità. Questo giorno festivo di Deepavali, insegna qualcosa di molto sacro e profondo a tutta la Umanità. Nessun altro elemento, in questo mondo, è più significativo della Luce. E’ la Luce che ci illumina la strada, disperdendo la oscurità. E’ per merito della Luce che l’uomo può assolvere ai suoi doveri quotidiani.

La fiamma di una lampada ha due qualità significative. La prima è quella di disperdere la oscurità; la seconda è legata al suo costante movimento verso l’alto. Anche se una fiamma viene tenuta in una buca, la fiamma sarà sempre diretta verso l’alto. Gli anziani ci hanno insegnato che il movimento della fiamma verso l’alto, rappresenta il cammino di saggezza verso la Divinità. Pertanto, la luce esterna disperderà il buio esterno, ma non disperderà il buio dell’ignoranza in un uomo.

Quando Narakasura fu ucciso, tutti coloro che avevano sofferto sotto di lui gioirono moltissimo. Avendo condotto fino a quel momento una vita immersi nella oscurità, sia interna che esterna, essi celebrarono l’evento accendendo numerose lampade. C’è un profondo significato nell’accendere una lampada. La fiamma di una lampada può essere utilizzata per accendere una moltitudine di altre di lampade. Quella prima lampada rappresenta Paramjyothi (la suprema effulgenza), mentre le altre rappresentano iJeevana Jyothis (luci dei Sé individuali). Deepavail si celebra allo scopo di insegnare questa grande Verità a tutto il mondo. La gente celebra questa festa accendendo lampade e torce per testimoniare la vittoria del Bene sul Male.

E’ molto importante comprendere appieno il significato interiore delle feste Indiane. Nelle ricorrenze delle varie festività la gente è solita fare la mattina un bagno sacro e indossare abiti nuovi, mantenendo le case e i dintorni puliti e ordinati.  Pertanto un primo insegnamento delle festività è la importanza della ‘pulizia’ sia interiore che esteriore. I Veda affermano, “Anthar Bahischa Tat Sarvam Vyapya Narayana Stithaha” (Dio è presente dentro e fuori). Per questo bisogna essere puliti sia interiormente che esternamente . E’ l’acqua che aiuta a mantenere pulito il corpo, ma è l’Amore che mantiene pulito il cuore. Dovreste tutti celebrare questo festività realizzandone appieno il significato interiore.

Tratto dal Discorso Divino del 5 Novembre 1991 

Deepavali significa “la fila di luci.” “Thamasomaa jyotirgamaya” (Conducimi dalla oscurità alla Luce) è una preghiera tratta dalle Upanishad: Significa che laddove c’è l’oscurità è necessaria la luce. Cosa si intende per oscurità? Il dolore è una forma di oscurità, l’assenza di pace, le sconfitte, i dispiaceri, la miseria, la mancanza di entusiasmo sono tutte diverse forme di ‘oscurità’. Per liberarsi del buio e del dolore occorre accendere e mantenere accesa la lampada della felicità. Per disperdere il buio della malattia occorre far risplendere la luce della salute. Per liberarsi del buio delle perdite e delle sconfitte occorre far brillare la lampada della prosperità.

Osservando la festività di Deepavali da un punto di vista scientifico, dovremmo considerare che i nostri progenitori, nei tempi più remoti, vivevano nelle regioni Artiche (la regione polare) dove il buio prevale per sei mesi all’anno. Il sole appare nel giorno di Mesha Sankranthi (quando il sole entra nel segno zodiacale dell’Ariete). In questa stessa regione il sole scompare il giorno di Tula Sankranthi  (quando entra nel segno zodiacale della Bilancia). Il movimento del sole tra questi due segni dura sei mesi. Dopo che il sole è entrato in Bilancia, iniziano I sei mesi di oscurità.

Oggi è Chathurdasi (il quattordicesimo giorno) del mese di Karthik. E’ il giorno di  Amavasya (Giorno della Luna Nuova). Il mese si chiama Kaumudi. Le persone delle regioni polari iniziavano in questo giorno ad accendere le loro lampade che chiamano  Nithyajyothi (la luce perenne) perché il buio dura molto a lungo. Accendere le lampade ha quindi un suo significato.

Fu nel giorno di Deepavali che ebbe luogo la incoronazione di Sri Rama dopo il suo ritorno vittorioso ad Ayodjya da Lanka  dove aveva sconfitto Ravana e le sue truppe. Per un lunghissimo periodo Ayodhya era stata immersa nel buio  senza la effulgenza di Rama in esilio nella foresta per 14 anni. Senza lo splendore di Rama Ayodhya era la città del buio, mentre la foresta era piena di Luce. Il ritorno di Rama fu grandemente festeggiato dalla gente di Ayodhya come il ritorno della Divina Effulgenza e per questo celebrarono l’evento accendendo grosse lampade.

Ma questo non è tutto. La festività è oggi segnata da altri importanti ricorrenze. Questo è il giorno in cui il Signore, nella Sua incarnazione Vamana, mandò l’imperatore di Bali nel mondo di Nether, dopo avere ottenuto la promessa di tre piedi di terra (misurati dai pedi del Signore). Vamana (incarnazione di Vishnu) usò il dono di tre piedi di terra per sconfiggere l’egoismo (Ahamkara) di Bali.

Deepavali è la festività che celebra la soppressione dell’Ego da parte del più Grande Sé. L’uomo vive immerso nel buio della ignoranza ed ha perso ogni capacità di discriminazione tra ciò che è permanente e ciò che è evanescente. L’ignoranza, è causata da  Ahamkara (senso dell’Ego), viene dispersa dalla Luce della Conoscenza Divina e solo allora si potrà sperimentare l’effulgenza Divina. Deepavali è anche il giorno in cui l’imperatore Vikramaditya è salito al trono.

Il buio della ignoranza deve essere disperso. Per condurre il rito e accendere la fiamma esterna serve un contenitore, olio, uno stoppino e una scatola di fiammiferi  Parallelamente, per l’uomo, il contenitore è il cuore, la mente è lo stoppino, l’Amore è l’olio e vairagya (il sacrificio) è la scatola di fiammiferi. Quando li avrete tutti e quattro, l’ Atma-jyothi (La Divina fiamma dello Spirito) splenderà con effulgenza in voi. Quando la luce dello Spirito è in fiamme, la Luce della Conoscenza appare e dirada il buio della ignoranza.

Il significato interiore di Deepavali è quello del viaggio dell’uomo dal buio alla luce. L’uomo è costantemente immerso nella oscurità. In ogni momento è circondato dal buio e dovrebbe accendere la lampada che dovrà brillare eternamente in lui. Portate con voi questa lampada ovunque andiate ed essa illuminerà il vostro cammino dovunque possiate essere.

Tratto dal Discorso Divino del 28 Ottobre 1989 

Quando cerchiamo di comprendere il significato della festa di Deepavali , che si celebra oggi, troviamo che tradizionalmente è una festa molto gioiosa che celebra la distruzione del demone Narakasura da parte di Sri Krishna. Solo se prima comprendiamo il significato del Principio di Krishna potremo comprendere anche il significato del principio di Naraka.. Krishna è la incarnazione dei Cinque Elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. Egli è anche la incarnazione dei cinque respiri–Prana, Apana, Samana, Udana and Vyana. “Kleem-Krishnaaya-Govindaaya-Gopijanavallabhaaya Swaah.” Questo mantra contiene la essenza della Bhagavatha. I cinque nomi rappresentano i Cinque Pranas (aria vitale). Kleem si riferisce alla terraKrishnaaya si riferisce all’acquaGovindaaya si riferisce ad Agni (Il Fuoco-Dio). Gopijanavallabhaaya si riferisce a Vayu (Aria). Swaah si riferisce all’etere.

Quando riconosciamo che il Divino è presente in tutti e cinque gli elementi, capiremo che non esiste nulla nel Cosmo dove i cinque elementi non siano presenti. Il corpo umano è composto dai cinque elementi che influiscono quindi direttamente sul suo stato. Gli stessi cinque elementi non hanno nessuna influenza sull’Atma, in nessun modo.

L’incontro di Krishna con il demone Naraka deve essere compreso in questa prospettiva. “Nara-ka” significa colui che si oppone all’AtmaLa celebrazione di Deepavali commemora  la vittoria di Krishna su Narakasura e simbolizza l’ occasione in cui il Divino porta l’Umanità dall’oscurità alla Luce.

La leggendaria versione dell’episodio di Narakasura descrive il demone come il padrone di Praagjyothishapura. Il significato simbolico di Praagjyothishapura è che si tratta di un posto che ha scordato l’ Atma. Il significato interiore di tutto ciò è che le forze del demonio si trovano in ogni posto dove è stata scordata l’Atma. Tutto il caos e il male del mondo di oggi sono dovuti al fatto che l’uomo ha scordato l’Atma (Lo Spirito Supremo). Ogni uomo è conscio del corpo e dell’anima individuale, ma non è consapevole delParamatma (Divinità) dentro di lui.

Nel giorno di Deepavali, vengono accese tante candele partendo da un unica candela. La luce che accende le altre è il simbolo del Divino. Le altre luci sono Jivanajyothis (luci individuali) che derivano la loro luce dalla Luce Suprema. E’ per insegnare questa Verità all’Umanità che in India si festeggia Deepavali.

Tratto dal Discorso Divino del 9 Novembre 1988 

La città nella quale il demone Narakasura aveva la sua capitale era conosciuta come ‘Praagjyotishapuram.’ Il nome consiste di quattro sillabe: Praag, jyoti, sha and puram. Praag significa precedentejyoti significa Luce; sha signifca scordare and puram significa corpo. Il termine nel suo insieme si riferisce al cuore e significa che l’uomo nel suo corpo sta scordando la luce e cioè l’ Atmajyothi, che è in lui. Nara ha vari significati. Uno di questi è Atma. Un altro significato è ciò che non è permanente. L’uomo Nara ha scordato il suo vero stato spirituale. Quando le cattive qualità entrano in Naral’uomo diventa Narakasura (un essere demoniaco). Il termine Narakasura significa anche ‘colui che conduce la gente a  Naraka (inferno).

Il significato interiore delle feste indiane va compreso molto bene e correttamente.  Notate, per esempio, il fatto che tutta la moltitudine delle luci devono essere accese da una sola lampada. Quella lampada è il simbolo del Supremo ed effulgente Signore. Le altre lampade simbolizzano la luce dei Sé individuali. La verità del detto Vedico, “L’Uno ha voluto divbentare I Molti” è simboleggiato dall’accensione di tutte le fiamme partendo da una sola La festa di Deepavali simboleggia quindi la più profonda Verità Spirituale.

Deepavali è il giorno in cui bisogna liberarsi delle cattive qualità in noi, rappresentate dal demone Narakaasura. Le Gopi che furono liberate in questo fausto giorno rappresentano le buone qualità presenti in noi. Queste devono essere rese manifeste in piena effulgenza. Il significato interiore della festa è quindi che fino a che le qualità demoniache restano nell’uomo, egli sarà immerso nell’oscurità. Occorre disfarsi delle cattive qualità e dei cattivi pensieri.

Io vorrei che questa nostra festa e questo santo giorno fossero osservate nel giusto spirito, comprendendone pienamente il significato interiore. La distruzione di Narakaasura simbolizza la distruzione del male e il ritorno di ciò che è bene.

Tratto dal Discorso Divino del 25 Ottobre 1973 

Deepavali significa ‘ghirlanda di Luci’. In questo fausto giorno I vecchi abiti vengono smessi e ne sono indossati dei nuovi, la casa e I dintorni vengono mantenuti puliti, e viene dato a tutto un nuovo look più nuovo e più fresco. Ma mentre fate tutto questo, non scordate la pulizia interiore. Eliminate i pregiudizi, assumendo nuovi atteggiamenti di amore e rispetto reciproco, rinnovando le vostre buone attitudini verso tutti, fratelli e sorelle di ogni credo o casta, sviluppando I sentimenti di fraternità ed amicizia presenti nel vostro cuore. Tutto questo renderà la festa densa di significato e molto fruttuosa.

Deepavali  è anche un giorno dedicato alla divinità della ricchezza chiamata Dhanalakshmi. La Puja a Dhanalakshmi  viene fatta in molti stati dell’India. Non bisogna mai scordare  però che le ricchezze, quando vengono da sole, devono essere utilizzate per migliorare la società e non per uso personale. Le ricchezze possono venire e possono sparire; la cultura può essere acquisita o no; anche la gioia va e viene. Qualunque cosa accada l’uomo deve essere fermo, restando sul cammino che egli ha scelto per raggiungere l’obbiettivo.

Tratto dal Discorso Divino del 24 Ottobre 1965

L’essere umano è un insieme di uomo, bestia e Dio; nella inevitabile lotta per il predominio che nasce tra i tre, occorre fare di tutto perché Dio prevalga, sopprimendo la parte umana e quella bestiale. Questo festival di Deepavali esprime la gratitudine per la sconfitta di Naraka (cattive tendenze) che ci tengono lontano dalla Divinità.  Naraka identifica l’inferno e il demonio (Asura), la cui morte per mano di Krishna viene celebrata oggi, si chiama Narakasura, ed è la personificazione di tutti I tratti di carattere che ostacolano la crescita dell’uomo verso la Divinità.

Si dice inoltre che Narakasura fosse il figlio di Bhumi (la terra) e per questo è anche chiamato Bhauma. Questo serve a ricordarci che la terra e tutti gli attaccamenti alle cose terrene ci portano sempre più in basso nella regione del dolore e delle pene. Le cose terrene  e tutte le ricchezze di questo mondo sono senza potere di fronte al dominio spirituale sui sensi, alle ricchezze spirituali della conoscenza del Sé e della fiducia in sé stessi.

In questo giorno di Deepavali, accendete quindi la lampada del Namasmarana e mettetela sulla porta della vostra casa. Alimentatela con il fuoco della devozione e siate equilibrati come lo stoppino della lampada. Lasciate che la lampada illumini ogni momento della vostra vita. Lo splendore del Nome vi terrà lontani dall’oscurità sia fuori che dentro di voi. Voi emanerete gioia e pace tra tutti coloro che saranno vicini a voi.

 

HAPPY DIWALI !

SATYA SAI BABA

 

Oh Rama, Luce delle Luci!! Luce del Sé interiore, che splendi salda e eterna nel mio cuore, fa che io possa fissare la mente sulla Luce Suprema e gioire del vero Diwali !! Colui che illumina l’intelletto, il sole, la luna e l’intero universo, ma che da nulla può essere illuminato, è il solo e unico Brahman. Egli è il Sé interiore. Celebrate Diwali in modo vero, vivendo nella luce del Brahman, nella Beatitudine eterna dello Spirito! Tutte le luci del mondo non sono un solo raggio della luce interiore del Sé. Immergetevi in questa sacra luce e gioite del vero Diwali! Molti Diwali sono già passati, ma il cuore degli uomini é ancora oscuro, come il cielo in una notte senza luna e senza stelle. Illuminate le vostre case con lumi ad olio e che dal vostro cuore spariscano da oggi oscurità e ignoranza. Che Diwali dia a tutti illuminazione e totale consapevolezza!!! Che in questo ‘luminoso’ giorno tutti possano ottenere la ricchezza Spirituale del Sé interiore !

 

 

Il significato interiore di Deepavali é quello del viaggio dell’uomo dal buio alla luce. L’uomo è costantemente immerso nella oscurità. In ogni momento è circondato dal buio e dovrebbe accendere la lampada che dovrà brillare eternamente in lui. Portate con voi questa lampada ovunque andiate ed essa illuminerà il vostro cammino dovunque possiate essere. OM SAI RAM

Deepavali commemora la vittoria di Krishna su Narakasura e simbolizza l’ occasione in cui il Divino porta l’Umanità dall’oscurità alla Luce. Letteralmente: fila di lanterne In questo giorno si celebra la vittoria di Satyabhama(una delle mogli di Krishna) sul demone Naraka. Il significato di tale festa è che quando viene uccisa l’oscurità di Ajnana (non conoscenza) scompare la non consapevolezza dell’Atma (il vero Sé).

Facciamo vincere il buio e celebrare la vittoria del bene sul male con la luce dei nostri Diyas, con buona fede, le nostre preghiere a Lakshmi e Ganesh, le nostre offerte di Dei e Dee, con la felicità gioiosa e il calore dei nostri cuori, la nostra le famiglie e le persone care. Ricorda che Diwali è quello che facciamo! Facciamo Diwali 2012 indimenticabile!

SATSANG- SWAMI PREMANANDA- NELLA SOCIETA’ DELLA SERIETA’

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Chi è un santo, un saggio, un rishi, un uomo sapiente, un Mahatma o un’anima illuminata? Ci sono tanti nomi per il saggio autentico così come ci sono state molte nascite di santi sia ora che in passato. Gnani (saggio) è chi ha liberato se stesso da tutta l’ignoranza, da tutte le qualità abbiette e immonde, da tutti i sentimenti come “io” e “mio”. Sono anime libere che non sono toccate o contaminate da qualsiasi  cosa di questo mondo; essendo uno con il Divino  Onnipotente. Le loro ardenti conoscenze spirituali bruciano come un fuoco rilucente che attira chi cerca Dio, come la falena è attratta dalla fiamma. Tutti quelli che si avvicinano al santo si scaldano i cuori chiusi e freddi e si aprono per ricevere la scintilla divina. Questo non è semplicemente un concetto o un’idea fantastica, è un dato di fatto. Per questo motivo, nel corso dei secoli, in tutte le culture del mondo, quelli che hanno bramato la verità e la pace mentale hanno cercato chi conosce il Divino.

L’esperienza individuale con un santo può essere diversa secondo il  proprio livello di maturità e il grado di apertura mentale.  Taluni aspiranti possono inizialmente provare ostilità verso il santo. Questo è un segno della loro impurità che traspare. Certi possono sentire una vibrazione divina tangibile. Alcuni possono avere una forte realizzazione spirituale mentre altri si sentono piccoli e indegni. Questi sono i segnali che la grazia sta lavorando in voi. Solo pochi vogliono rinunciare al mondo e arrendersi al santo, che può essere il loro guru. Alcuni possono rimanere completamente indifferenti! Qualunque siano le vostre reazioni al satsang del saggio, egli rimane imperturbato e incontaminato da qualsiasi cosa pensiate o facciate. Il loro dovere è semplicemente quello di “essere” in uno stato naturale di beatitudine. Loro offrono un’invisibile prasadam di conoscenza e beatitudine: spetta a voi accettarla o no. Che si accetti l’offerta o si rifiuti, per loro non fa alcuna differenza. La loro offerta di divinità è come una sorgente inesauribile, la cui fonte infinita è Dio.

Ogni santo è particolare e segue il suo percorso dharmico. Per questo ci sono grandi santi dall’aspetto di mendicanti trasandati, che sembra chiacchierino di sciocchezze, come ad esempio lo stupendo Yogi Ramsuratkumar che viveva nella città santa di Tiruvannamalai in Tamil Nadu. Avreste potuto credere fosse un vecchio vagabondo, ma un suo sguardo nella vostra direzione avrebbe potuto elevare la vostra mente ad un livello superiore di comprensione o curarvi il cancro in un istante. Egli chiamava Dio “Mio Padre ” e ripeteva costantemente il nome del Signore Rama.  Un grande Yogi e Swami dello Sri Lanka era solito inveire contro i devoti che gli facevano visita con male parole – ma i destinatari delle sue maledizioni sono stati successivamente assai benedetti, in vari  modi. Per contro, l’intellettuale Swami Chinmayananda era sempre impeccabile, anche se semplicemente vestito, e portava un bastone da passeggio con pomo in oro. La sua dotta eloquenza e la sua raffinata presenza, unitamente con un tono leggermente sarcastico, hanno portato molti della classe media sul sentiero della spiritualità e del servizio. Una mente mondana, senza alcuna conoscenza della spiritualità, non può valutare un santo. Non permettete mai alle apparenze di ingannarvi. Tutto è volontà di Dio che si manifesta attraverso coloro che si sono arresi completamente a Lui.

Come fa il santo a dare satsang? Chiunque può parlare. Un oratore intelligente, in grado di leggere e comprendere un concetto, può spiegarlo ma sarebbe conoscenza letteraria ascoltata invece che letta di persona. Non si tratta di un’esperienza personale. Ma se un’anima illuminata parla, le sue non sono solo parole. Sono come il getto di una potente fiamma ossidrica che fonde le parti rotte  nella vostra mente. Le parole del saggio autentico creano nuovi percorsi nel vostro cervello, nei canali che in precedenza erano legati ad antiche inclinazioni mondane e necessità. Come? Perché le parole del santo portano la forza del potere divino. Sono espressioni della sua super coscienza. Un perfetto esempio di questo è stato il valoroso Swami Vivekananda. Il quale nel 1893 a Chicago, presso il Parlamento delle Religioni del Mondo, con un semplice discorso di due minuti ha ispirato quattromila americani: in piedi ad acclamare in segno di apprezzamento delle sue dinamiche parole.  Swami Vivekananda si era arreso al suo Guruji, Sri Ramakrishna Paramahamsa, ed a Dio. Prima di parlare, Vivekananda poteva vedere la forma divina del suo Guruji in piedi di fronte a lui. Attraverso il suo forte impegno e realizzazione spirituale, Swami Vivekananda  ha cambiato il volto della spiritualità in Occidente, favorendo un’epoca di filosofia orientale e satsang. In Oriente ha acceso la rinascita spirituale,  iniziata con la vita di Sri Ramakrishna e che continua ancora oggi. Questo è il potere delle parole  di un santo! Questo è un satsang alla sua massima gloria!

Il potere non è nelle sole parole. Si può parlare molte lingue, ma il linguaggio della verità deriva dalla divinità interiore. L’uomo ordinario crede di non riuscire a comunicare senza parole e si basa sui suoi sensi, ma il santo opera da una dimensione differente. Egli usa il “sesto senso”. L’energia spirituale del santo è come una nuvola passeggera gonfia di pioggia. Passa sopra e inizia improvvisamente a riversare la grazia su tutti, chiunque essi siano; nessuno può prevedere quando.  Il pesce depone le uova in acqua, ci nuota attorno, le guarda e le riguarda, sta sempre a controllarle. Lei in realtà guardandole, e come se le covasse. Sta trasmettendo amore ai suoi piccoli embrioni. Allo stesso modo, il santo trasmette grazia e una forza edificante a quelli in sua presenza. La presenza del santo emana un’energia che libera dalla schiavitù di maya (illusione), vi benedice con una mente chiara e distacco dal desiderio, vi libera dalle voglie e vi dà l’impulso di camminare con coraggio lungo il cammino spirituale. Dei satsang regolari cambieranno la vostra vita. Nel vostro cuore entreranno ideali divini e bontà e vivrete per servire l’umanità.  Come ci si avvicina al saggio per un satsang? Se lo Swamiji o la Mataji* v’invitasse a formulare domande spirituali, fate richieste pratiche che siano utili a voi stessi. Chiedete delle linee guida su come arrivare a Dio. La  loro esperienza è più preziosa di tutte le ricchezze del mondo. Pregate in silenzio per il loro aiuto. Rendetevi conto che non sapete nulla e siete solo all’inizio del percorso.  È buono prendere parte a satsang in compagnia di altri aspiranti – ma arriverà il momento in cui vi dovrete accostarvi ad un vero guru, un maestro spirituale che vi conduca sulla strada della liberazione finale.

Hari Om, Swami Premananda  *

La Sadhana di Cantare Nomi Divini  “I 108 nomi di Swami Premananda” sono stati composti da uno dei devoti di Swamiji. Swamiji ha dato questo Prema Sadhana come risposta alla domanda di un devoto, che chiedeva qual è il vantaggio di cantare i 108 nomi.  Cantare i 108 nomi ci permette di comprendere noi stessi completamente. Quando impegniamo le nostre menti in tale canto, riceviamo la benedizione del Guru e di Dio. Attraverso questa pratica, possiamo fermare la mente vacillante, smettere di perdere tempo e stare vicini a Dio.  Possiamo rimanere nello stato in cui si pensa sempre a Dio e indirizzare le nostre menti su questa strada. Se cantiamo questi nomi nel tempo libero, riceveremo la pace mentale. Molti grandi santi hanno raggiunto l’illuminazione cantando questi nomi. Possiamo essere completamente avvolti dal potere della Divinità.  In ogni mantra e invocazione c’è un potere Divino oltre la nostra comprensione. Cari devoti! Quando inizialmente pensiamo al Signore Ganesha e cantiamo il suo nome, tutti gli altri mantra acquisiranno il potere di dissipare elementi distruttivi. È importante cantare mantra perché così il potere divino entra nel nostro corpo, mente e pensieri. Pertanto, quando pratichiamo cantando questi nomi possiamo raggiungere uno stao di beatitudine eterna.

Swami Premananda

TRATTO DA -Prema Ananda Vahini Maggio 2012

IL NOME PREMA ANANDA VAHINI

Perché il nome Prema Ananda Vahini?  Swamiji ha scelto questo nome. Ci ha spiegato che gli piaceva il nome completo Prema Ananda, che significa la più alta beatitudine dell’amore divino. Il significato di Vahini è fiume o flusso, per cui la rivista è come un flusso d’amore divino che ci porta i suoi insegnamenti. La rivista è come un canale,  una corrente di amore che unifica tutte le attività nate da un sentimento di connessione con Prema Ananda.

L’energia spirituale del santo è come una nuvola passeggera gonfia di pioggia. Passa sopra e inizia improvvisamente a riversare la grazia su tutti, chiunque essi siano….OM NAMAH SHIVAYA!

Non pensare che la Divinità sia lontana da te. È proprio qui e ora, dentro di te! Sempre con te! Circola nel tuo sangue, passando dal cuore. È la tua stessa essenza….JAI PREMA SHANTI!

JAI PREMA SHANTI!

17 novembre 2012 – La festa dell’Amore Divino

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17 NOVEMBRE 2012 – LA FESTA DELL’AMORE DIVINO…SIETE INVITATI…ALLA SACRA DI SAN MICHELE…

IL 17 novembre 2012 festeggeremo il compleanno di Sri Premananda, il Mashasamadhi di Mère e il compleanno di Sri Satya Sai Baba.

L’energia alla Sacra di San Michele è straordinaria, è un portale: entrati in questo spazio qualcosa di magico e Divino accade. Ma come sempre bisogna farne l’esperienza per capire..

Saremo lì venerdì 16 novembre nel pomeriggio. La sera del venerdì ceneremo all’agriturismo.

Cena vegetariano, poi passeremo la serata a parlare di noi e conoscendoci un po’ più profondamente comunicando da cuore a cuore e condividendo le nostre vite.

Sabato 17 – colazione in agriturismo per chi dorme in loco. Chi vuole unirsi a noi il sabato può arrivare quando vuole. Dopo colazione faremo una bella passeggiata-meditazione fino alla Sacra (circa 15 minuti o 20 di camminata). Alla Sacra faremo una meditazione. Al rientro faremo un leggero pasto. Alle 15 inizieremo a preparare l’altare con le foto dei Maestri, fiori e candele.

Alle 17 inizieremo la puja e le benedizioni con i Sacri Lingam manifestati da Sri Premananda durante la notte di Mahashivaratri. Canteremo e ascolteremo mantra Divini. Faremo un satsang su cosa sia “essere!” un vero discepolo e sulla devozione al Maestro.

Alle 20: cena vegetariana. Dopo cena mediteremo danzando per il Divino Amore

Domenica dopo colazione condivideremo l’esperienza vissuta. Per chi vorrà potremo fare ancora pranzo insieme e poi ci saluteremo.

Per chi fosse interessato può contattare:

“Gayatri, Silvia Calzolari” –  sc.07.08.1974@gmail.com

“Surya P. Andreoli” – divandreoli2@live.it

Namaste amati miei sè. Vi aspetto tutti per ricoprirvi d’amore d’ananda.

La vostra Prema Devi

L’evento si terrà presso:

Agriturismo dei Canonici

S.P. Avigliana – Colle Braida,

cascina Girardi, 1 Frazione S.Pietro

Sant’ Ambrogio di Torino

Dall’autostrada A32 Torino – Bardonecchia, uscita Avigliana Est

Seguite tutte le indicazioni per la Sacra di S. Michele, una volta raggiunto il parcheggio dell’ Abbazia, proseguite per il Colle Braida, percorrete 2 curve e sulla sinistra trovate il cartello e la strada che vi conduce all’agriturismo.

Info tratte dal sito: www.agriturismocascinadeicanonici.it

COSTI

Pernottamento + Prima Colazione €. 25

Pranzo €. 10

Cena €. 10

Nel prezzo è compresa una grande torta che verrà usata come prasad per la Cerimonia, oltre alla possibilità di usufruire di una Sala Corsi dove celebreremo insieme .

L’Agriturismo dispone di 8 posti letto ma se saremo di più, la proprietaria ci metterà a disposizione dei materassi nella Sala della Cerimonia sui quali potremo dormire tranquillamente portando un sacco a pelo o un piumino.

Om Namah Shivaya