Archivio mensile:ottobre 2013

HAPPY DIWALI!

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HAPPY DIWALI!

THANK YOU!

Dal sito : http://www.visionaire.org/
La tradizione dell’accensione delle lampade (Diya) durante il Diwali ebbe inizio, secondo la leggenda, quando Sri Rama tornò ad Ayodhya al termine del suo esilio di 14 anni . Il popolo volle offrire una straordinaria accoglienza a Sri Rama e quindi accese miriadi di lampade in tutta Ayodhya. Sri Ram di ritorno da Lanka a bordo del Pushpak Viman, la macchina volante, poteva vedere le Diya illuminare tutta Ayodhya.

Un altro motivo per accendere le lampade è che Diwali si osserva in Amavasi, in un giorno senza luna. La luna nuova (Amavasi), che è la notte più buia, nel mese lunare Hindu è il giorno dedicato agli antenati defunti. E’ convinzione che il periodo notturno per gli antenati inizi con Diwali Amavasi e che le lampade si accendano per mostrare ad essi il cammino verso la loro dimora.

L’accensione delle lampade per Dhanteras è dedicata a Yama, la Morte. E’ un giorno noto anche come Yamadeepdan. Le lampade non vengono spente e bruciano per tutta la notte fino al sorgere del giorno. E’ uso anche far galleggiare delle lampade nei fiumi e nei laghi durante Dhanteras. Questa offerta è dedicata agli antenati defunti.

Simbolicamente le lampade di Diwali rappresentano la rimozione delle tenebre spirituali e la realizzazione di sé, Brahman, per viventi e non viventi.

Nel 2013 Dhanteras cade il 1 Novembre, Diwali si celebra il 3 Novembre

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La sadhana di cantare bhajan

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PREMA ANANDA VAHINI AGOSTO 2013

Prema Sadhana

La sadhana di cantare bhajan

Ci sono tanti modi per raggiungere i piedi di loto di Dio. L’epoca in cui viviamo e la vita moderna sono pieni di falsità ed eccessi di
ogni tipo. L’uomo è bombardato dai media che parlano di odio, intolleranza, avidità, violenza e distruzione. L’umanità ha perso il
suo naturale stile di vita semplice e umile e l’ha sostituito con un groviglio di sensazioni e suoni che creano, nella nostra mente,
ostacoli alle influenze divine.
Se stiamo sempre a leggere, guardare la TV e parlare di cose del mondo ne rimaniamo influenzati. Cerchiamo anche di trovare la
felicità in queste cose esteriori. Ricordate, per ogni azione c’è una reazione corrispondente.
Ogni pensiero è un’azione e avrà una reazione. Le pratiche spirituali, pertanto, sono necessarie per deviare la mente dal veloce flusso mondano al sentiero spirituale.
La Concentrazione sulla Purezza Per maturare spiritualmente, la pratica costante del ricordare i nomi di Dio è un grande aiuto per stabilizzare la mente e sentire il Divino dentro. In questa era di Kali,
tale concentrazione è difficile a causa delle distrazioni e delle raffinate illusioni della vita mondana.
Cantare le qualità divine di Dio, che è conosciuto come bhajan, è un’espressione molto semplice ma efficace di devozione. È
una sadhana (pratica spirituale) ottima e accessibile a tutti. Ogni strofa del bhajan è cantata da un solista e gli altri fanno eco in
coro con parole e melodia, strofa per strofa.
Stiamo, in effetti, cantando mantra. Molti bhajan tradizionali sono mantra (sacre preghiere antiche e potenti parole ricevute
dai saggi direttamente dalla divinità) messi in musica. Nella musica tradizionale indiana, la melodia (Raga) e il tempo (Thala) sono stati
formulati dai grandi guru della musica, dopo aver ricevuto l’ispirazione divina attraverso un’intensa concentrazione su Dio. Quando le parole sante, attributi e i molti nomi di Dio
sono composti in raga e thala, il risultato è una musica celestiale che porta la mente in comunione con Dio, dona la pace e regola gli
impulsi e le funzioni del corpo.

Il Bhajan Purifica

Cantando i bhajan con sentimento, purifichiamo l’atmosfera della nostra casa o del centro spirituale colmando noi stessi e
l’ambiente che ci circonda di influenze pure ed elevate.
I bhajan esprimono le vere qualità della divinità, in tutte le sue forme e aspetti.
Queste sono le qualità che l’aspirante deve sforzarsi di coltivare dentro di sé. Così, il canto regolare di bhajan crea uno stato
d’animo in cui il cantante, per un breve periodo, dimentica maya (illusione), e s’immerge nei pensieri di Dio. In questo stato,
il devoto percepisce la beatitudine del supremo dentro di sé che spazza via le cattive qualità e dona tranquillità.
I pensieri puri dei devoti che cantano i sacri nomi, comprendendone il significato, aiutano l’ambiente circostante e infondono vibrazioni di Verità, Amore e Purezza nella società.
Al contrario, la musica che incita al sesso, alla violenza e al desiderio riempie l’ascoltatore di quel contenuto e messaggio. Tale musica stimola e incoraggia la mente a sprofondare in un basso livello vibrazionale che attrae ciò che è meschino, grezzo e nato dall’ignoranza.

Il Bhajan è una disciplina

Con la musica, il suono degli strumenti e il tempo del bhajan, escludendo i disturbi esterni, con il corpo seduto a gambe
incrociate o in una semplice, disciplinata postura con la colonna vertebrale eretta, ma non rigida, senza ne parlare ne lanciare
occhiate agli altri: uno può scendere in profondità all’interno di se stesso e cantare dal cuore con ardore.
Dopo i bhajan e l’Arathi, l’oscillazione finale di una fiamma e la canzone di buon auspicio che segue i bhajan, si deve rimanere in
silenzio alcuni minuti per consentire alla divinità di agire dentro di noi.
Prego che ascoltiate sempre Nomi Divini nel vostro orecchio interno e ricordiate costantemente forme divine nel vostro
occhio interiore. Che Dio vi benedica tutti.

SWAMI PREMANANDA.

JAI PREMA SHANTI.

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Il Guru Purnima e la Grazia del Guru

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PREMA ANANDA VAHINI LUGLIO 2013

Satsang con Swamiji

Il Guru Purnima e la Grazia del Guru

Il Guru Purnima è la giornata in cui si commemorano i santi, i saggi, gli avatar e i maestri che ci guidano sul sentiero spirituale e che s’incarnano da sempre in questo mondo.
In questo particolare giorno dell’anno pensiamo a quelle grandi anime e al Supremo, che è il Guru dei Guru, intonando Mentalmente “Gurur Brahma, Vishnu Gurur, Gurur Devor Maheshwaraha”. Ricordiamo anche il maestro spirituale che abbiamo accettato come Guru e recitiamo il suo nome nove volte; così facendo riceveremo la sua grazia per tutto l’anno. Durante il
Guru Purnima si digiuna la mattina e il pomeriggio ci si
rifocilla con un po’ di cibo vegetariano. Si praticano alcune sadhana spirituali come mantenersi in silenzio (mounam), ascoltare satsang, intonare canti devozionali, partecipare agli abishekam o meditare. In questo giorno speciale e sacro, pensate profondamente al vostro Guru, leggete alcuni dei suoi insegnamenti e sceglietene uno che da quel momento in poi seguirete per il resto della vostra vita.
Il Guru Purnima avviene una volta l’anno e se durante
quel giorno doveste avere molto lavoro da fare, non dimenticatene la sua grandezza. Se lo riterrete un giorno importante in cui poter ricevere perfettamente la Grazia del vostro Guru, sicuramente ne beneficerete per i 365 giorni a seguire.
Avere un maestro spirituale come Guru può essere il vostro desiderio e se il Guru che avete scelto vi accetta, sarà la vostra più grande fortuna; il Guru Purnima è altresì il giorno in cui si
ricorda quella fortuna.
Con le mie benedizioni,

SWAMI PREMANANDA

JAI PREMA SHANTI!

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La sadhana di pensare a Swami Premananda

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TRATTO DA – Prema ananda vahini settembre 2013

Prema Sadhana

La sadhana di pensare a Swami Premananda (parte I)

Non dimenticate che vi sono sempre vicino.
Fisicamente mi trovo in India, ma se pensate a me, ovunque siate – anche in un paese straniero – io arriverò in un minuto per guidarvi e aiutare voi e la vostra famiglia.

Posso suggerirvi una cosa per usare al meglio il potere che è in me. Questo vale per tutti: giovani, vecchi, ricchi, poveri, colti o
analfabeti. Quando vi svegliate al mattino, pensate a me almeno per un secondo! Le vibrazioni della potenza divina in me lavoreranno in voi per tutto il giorno. Un secondo è sufficiente! Il legame con me e, quindi con il potere, sarà stabilito e non potrà
accadervi nulla di negativo. Ciò accade, non per merito mio ma per la potenza di Dio. Non va bene però chiamarmi solo quando avete
un problema. Posso sempre sentirvi ma spesso mi chiedo perché non mi pensiate un po’ la mattina; basterebbe per farvi avere la
mia protezione continuamente.

L’ho già detto a molti di voi, ma è mio dovere ripetere con pazienza. Almeno una volta al giorno, dopo un bagno, sedete
tranquillamente in un posto adatto e pulito.
Può essere davanti al vostro altarino, se ne avete uno, o in giardino o ovunque. Deve essere un posto che vi piace. Per alcuni minuti, o fino a quando desiderate, basta pensare a me e io vi manderò dell’energia per aiutarvi con tutti i vostri problemi.
In genere, il desiderio interiore dell’aspirante spirituale è di essere in qualche modo vicino al maestro, ma ho sempre sottolineato che è meglio cercare la vicinanza al Divino piuttosto che la forma fisica del maestro. La Divinità è permanente ed è solo quell’intimità che vi
darà la beatitudine più elevata. La forma fisica del maestro è, in sostanza, solo un corpo materiale di carne e sangue, ed è temporanea. Non serve stare sempre con il maestro e parlare di cose mondane.
Discutendo con lui di questioni sciocche o banali non servirà a svilupparvi. Non capirete né la sua Divinità né la vostra, ma vi
rapporterete a lui solo a livello mondano. È meglio non parlare troppo e allenare la mente a rimanere tranquilla e focalizzata. Si
può concentrare la mente su una forma divina o sul maestro senza parole. Sia che siate a Chennai, Londra, New York o Parigi, se
pensate a me, ricevo subito la vostra vibrazione. Non ci sono parole. Si tratta di un’esperienza molto più profonda anche se
trascendentale.

SWAMI PREMANANDA.

JAI PREMA SHANTI.

THANK YOU!

http://youtu.be/cu-FqhiDTbs

L’Esistenza della Spiritualità

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Satsang con SWAMI PREMANANDA

L’Esistenza della Spiritualità – parte I

Cos’è la spiritualità? Che cosa significa spiritualità per voi? Per me è tutta la mia esistenza. È lo scopo della mia vita. Eppure, per la maggior parte di voi ha ancora poco significato.

La spiritualità eleva gli esseri umani verso le più alte vette dell’evoluzione. Ho reso spirituale ogni parte della mia vita. Tutto
quello che faccio, è una pratica spirituale. Dio è sempre nella mia mente; tutto converge su Dio. I miei pensieri sono come mantra, perché la mia mente è chiara e colma di Dio.
Qualsiasi cosa intraprenda è ispirata direttamente dalla volontà dell’Infinito. Sono sempre in adorazione presso il Divino, e così la mia mente non è coinvolta in cose inutili e non è legata ai risultati delle mie azioni. Ho piena fiducia che tutto vada per il eglio,perché tutto ciò che accade, è già stato definito dalla Divinità. In ogni problema vedo un’opportunità per crescere, per imparare e per affidarmi ancora di più al Divino.

Sono privo di paure. Non ho paura in nessuna situazione, perché ho totalmente fede nella realtà ultima che pervade la vita intera e che è la madre e il padre di tutta la materia, tutto ciò che vive e tutte le forme di vita. Pertanto, anche quando cammino, è come se calcassi il suolo di un tempio sacro. Non è importante dove mi trovi. Tutta la terra è la Divina Madre Terra e così sto sempre facendo pradakshina, camminando intorno al tempio. Anche mangiare e cucinare per me è sacro. Mentre cucino, canto bhajan devozionali. Così anche il riso che preparo canta i bhajan; permeato da quella vibrazione.

Offro tutto ciò che mangio a Dio. Per me anche mangiare, è offrire cibo al Divino che dimora dentro di me. Anche andare a dormire per me, è un atto di devozione. Mentre mi sdraio sul pavimento per dormire, penso al Divino, mi prostro a Dio in venerazione.
Quindi… qual è il punto della domanda?
Come e perché è nata la spiritualità… per elevare l’umanità, il più possibile. Tutto ciò che vi ho descritto in precedenza, sono le azioni di chi è molto evoluto. Non importa a quale religione appartenga. Chi è totalmente coinvolto con il Divino, diventa uno con Esso.
Questa realtà va oltre i limiti e le classificazioni umane. Una persona molto evoluta non è toccata interiormente dall’illusione, dalle menzogne e dagli effetti di azioni passate (karma). È sempre soddisfatto dentro e assapora la beatitudine che porta l’unità con il Divino. Chi ha conosciuto l’ambrosia della perfetta felicità, capisce che questa è la più grande avventura, che supera notevolmente l’esperienza del mondo dei sensi, come il possesso di capitali o lussi infiniti. Ecco perché chi conosce la gioia perfetta desidera condividere la propria esperienza. Non possono sopportare la vista
della continua truffa che perpetuate contro voi stessi, inseguendo castelli materiali in aria.
Vogliono farvi godere la vera ed eterna roccaforte dell’amore divino, che già esiste dentro il vostro Sé.

L’obiettivo della spiritualità è rendere l’uomo perfetto.
Che cosa è la perfezione?
Un uomo perfetto è senza difetti, completo e pienamente sviluppato. È assolutamente integro, puro e capace. Libero da ogni
impurità, non conosce né attrazione né repulsione. Equanime in tutte le circostanze,non nutre desideri, rabbia, avidità o passione.
Non è maligno o invidioso. Senza ostentazioni e mai arrogante. È totalmente senza ahankaram: ego. Ha raggiunto la più alta meta spirituale. Lo scopo della spiritualità è rendere voi così!
La spiritualità è nata per guidare l’umanità verso il più elevato. L’uomo è essenzialmente divino ma essendo sotto l’influenza delle tante illusioni mondane (maya) ha dimenticato la sua natura divina. Lo scopo della pratica spirituale è fargli riscoprire la sua vera identità con la realtà assoluta, con il Divino. Chi ha molto talento sarà guidato dalla forza divina a entrare in contatto con un
vero maestro spirituale illuminato. Attraverso il servizio nella missione del maestro spirituale e la giusta auto-analisi, insieme con
un genuino desiderio di progredire, l’aspirante può realizzare il suo vero Sé; ma è necessaria una dedizione sincera e costante.

Per farvi comprendere e diventare il Sé più elevato. Per prima cosa dovete capire la vostra natura. Conoscere ciò che fa lavorare la
mente e come reagisce. Esaminate le vostre colpe e accettate i difetti, come evidenziato dal maestro spirituale. Sradicandoli della
vostra personalità e cambiando potrete avvicinarvi al vostro Sé superiore.

Per mostrarvi che c’è una grande forza oltre a tutto ciò che esiste, voi compresi.
C’è una storia nel poema epico indiano Mahabharata la cui morale è questa: la cosa che stupisce di più al mondo è che l’uomo
crede di non morire. Non può accettare la propria morte ma il cammino spirituale lo porterà ad accettare la sua breve vita, gli farà capire che tutto è temporaneo e sotto il controllo di un’energia infinita molto più grande di lui. Avere fiducia in quella grande
forza è di per sé un gran balzo in avanti verso la conoscenza spirituale.

Continua nel numero del mese prossimo…

TRATTO DA….http://www.sripremananda.org/PAV/PDF/ITALIANO/PAV2013_09_IT.pdf

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