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Rendiamo divina questa terra

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OM LOVE….ONE LOVE….OM LOVE….

OM NAMAH SHIVAYA!
THANK YOU!

Rendiamo divina questa terra!!!!

Possiamo diventare un grembo energetico, un campo di energia….e se riusciremo a far accadere questa cosa “impossibile”, nel futuro l’uomo vivrà in modo totalmente diverso. Non deve vivere all’inferno, come in passato. L’uomo può vivere in amore, in pace. L’uomo può vivere in profonda amicizia. L’uomo può vivere una vita di sola e semplice celebrazione. L’uomo può rendere divina questa Terra.
È vero: proprio questa Terra può diventare il paradiso e questo stesso corpo può essere il Buddha.
Crea intorno a te amicizia, perché in un’atmosfera amichevole sarà più facile crescere. Questa atmosfera deve essere di intimità, d’amore, di grazia. Solo così la meditazione sarà agevolata e la crescita spirituale si accentuerà.
Dice Pitagora: Scegli per amici, amici virtuosi…
Anche l’amicizia è scomparsa dalla faccia della Terra. Ciò che chiami amicizia non ha nulla a che vedere con l’antica idea di amicizia. La tua amicizia è puramente accidentale. Si lavora nello stesso ufficio, per cui si diventa amici. Oppure si studia nella stessa scuola e si diventa amici. Questa non è vera amicizia. Pitagora dice: Scegli i tuoi amici! Non puoi scegliere tuo padre, non puoi scegliere tua madre, non puoi scegliere i tuoi parenti, ma puoi scegliere i tuoi amici. Puoi scegliere la tua donna, puoi scegliere il tuo uomo, anche questa è un’estensione dell’amicizia.
Scegli per amici, amici virtuosi… persone che abbiano grazia, che siano in fioritura, che abbiano intorno a sé una qualità sottile, un campo energetico di virtù. E con “virtù” non intendo il più giusto, il più santo, niente affatto. Con “virtù” intendo persone con cui all’improvviso inizi a sentirti bene nell’anima; la cui compagnia, le cui vibrazioni, fanno danzare qualcosa in te; la cui presenza ti aiuta a elevarti.

TRATTO DA: Osho, Philosophia Perennis Vol. 1, Edizioni ECIG

http://www.oshoba.it/

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Innamorarsi dell’Amore – Osho

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Innamorarsi dell’amore – Osho

“Non posso definire l’amore; posso indicarti la via per farlo crescere, posso insegnarti come piantare una rosa, quanto innaffiarla, quanto concime darle, come proteggerla. E un giorno, all’improvviso, spunta il fiore e la tua casa è inondata di profumo. E così che l’amore accade.” “L’amore è la sola religione, la sola divinità, l’unico mistero da vivere e da comprendere. Nel comprendere l’amore, avrai compreso tutti i saggi e i mistici del mondo.” “Anziché pensare a come ricevere amore, inizia a darlo. Se lo dai, lo riceverai. Non esiste altra via.”

L’amore è il solo miracolo. L’amore è la scala che congiunge la terra al cielo. Imparato bene l’amore, hai imparato tutto. Mancato l’amore, tutta quanta la tua vita è mancata.

Quelli che chiedono di Dio, in realtà non chiedono di Dio : non chiedono, ma affermano qualcosa; affermano di non conoscere l’amore. Chi conosce l’amore, conosce l’Amato.

L’amore è l’intuizione dell’Amato. Chi chiede cosa sia la luce, manifesta semplicemente il fatto che è cieco. Chi chiede che cosa sia Dio, manifesta semplicemente il fatto che il suo cuore non è sbocciato nell’amore. Non chiedere di Dio : se non lo vedi, vuol dire che non hai occhi per vedere. Se non lo senti vuol dire che sei sordo. Se non riesci a toccarlo, vuol dire che non hai le mani, vuol dire che ti manca il tatto. Il problema non è Dio; Dio non può essere il problema. Dio non è lontano : Dio è qui ora. Tutto ciò che è, è in Dio ed è Dio.

Come può Dio essere un problema? Dio non va cercato. Dove puoi cercarlo? E’ dappertutto! Devi solo imparare ad aprire gli occhi dell’amore. Quando l’amore penetra nel tuo cuore, Dio è presente.

Nell’ebbrezza dell’amore è l’Amato. Nella visione dell’amore vi è la visione di Dio. Perciò l’amore è la sola vera alchimia interna : trasforma la vita materiale nel divino. E’ la sola alchimia : trasforma i metalli inferiori in oro. Senza amore la vita è piatta, grigia, incolore, senza canzoni, senza celebrazione. Si tira avanti, si può sperare solo nella morte. La morte verrà a liberarti da questa faccenda lunga e monotona.

L’amore immette i colori nella vita. Il grigio diviene arcobaleno, esplode in mille e uno colori, il monotono e piatto diviene psichedelico. L’amore trasforma il clima del tuo essere interno; e in quel cambiamento di clima tutta quanta l’esistenza si trasforma. Al di fuori non cambia nulla : eppure quando l’amore ti riempie, ti si dischiude un’esistenza completamente diversa. Dio e il mondo non sono distinti : sono l’esistenza. C’è una sola esistenza. Guardata senza amore, appare materiale. Guardato senza amore Dio appare come il mondo, il samsara. Guardato con amore, il mondo si trasforma, si trasfigura, diviene divino.

Osho.

Un futuro e un presente di Luce crea chi Ama . Sia oggi per te un giorno glorioso in cui l’amore che doni illumini l’universo.

La liberta dell’amore e danzare con esso….

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la dimensione dell’avere è sempre la dimensione della scontettezza.

…l’Amore deve essere appreso è la più grande arte che esista.

…l’Amore è molto più difficile: è danzare con qualcun’altro.

E’ necessario l’altro per conoscere cosa sia la danza.

Adattarsi a qualcuno è una grande arte; creare un’armonia tra due persone…due persone significano due mondi diversi.
Quando due mondi si avvicinano è naturale che si scontrano, è difficile creare armonia.

L’amore è armonia.

E la felicità, l’armonia e il benessere fioriscono solo dall’amore.

Imparate ad amare. Non abbiate fretta per il matrimonio, imparate prima ad amare, diventate grandi amanti.

…il romanticismo va bene se sei un poeta, e i poeti, si sa, non sono buoni amanti nè buoni mariti. Difatti la maggior parte dei poeti sono scapoli….

…l’Amore non è una passione.
L’Amore non è una emozione.
L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.

Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività

…molte angosce, molte ansie, riuscirai ad attraverserle tutte, e il tuo amore continuerà a fiorire sempre di più, perchè tutte quelle situazioni saranno delle sfide. Superandole il tuo Amore si rafforzerà sempre di più.

…l’Amore conosce l’inizio ma non la fine. E’ eternità.

…quando sei in relazione con una persona, non esserlo solo sessualmente, altrimenti il suo essere diverrà assurdo. Inoltre tratta la sessualità come una preghiera.

E’ un passaggio verso il divino. Non farne un atto sacrilegio.

….il Sesso dovrebbe essere fatto in un tempio. Associarlo ad un sedile posteriore è orribile.

…si dovrebbe far l’amore solo quando ci si sente immensamenti belli, felici, celebrativi. Si dovrebbe danzare prima di fare l’Amore, si dovrebbe cantare e pregare, leggere alcuni brandi di Budda, della Bibbia o del Corano.

L’Amore dovrebbe essere varcato come la soglia di un tempio di Dio, solo così vi darà vera soddisfazione.

L’Amore non è un bisogno ma un traboccare…

L’amore è un lusso. E’ abbondanza.

Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi.

Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.

Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.

Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos’altro in nome dell’amore.

Osho.

danza l’amore e vola nell’eternita!

L’amore e il sesso…

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“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti.
Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo.

Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”
Osho

OSHO

….. “Mi chiedi: “Cos’è il sesso e cos’è l’amore?” Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l’incontro di due anime. E questo è l’Amore!

Ma non sto parlando dell’amore convenzionale! … Non parlo dell’amore di cui parla il mondo! … Non parlo dell’amore di cui il mondo ha paura!

La gente ha paura di essere amata e di amare perché quell’amore porta infelicità! … Quell’amore porta con sé bugie, porta con sé prigionia, comporta schiavitù, distrugge la libertà. Per questo la gente ne ha paura. E questo accade poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi … si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.

Uno dei miei messaggi fondamentali è: se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.

Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.

L’amore di cui io parlo è la vera trasformazione dell’energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l’amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso … Hanno evitato di conoscere l’energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d’amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell’amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E mentre l’amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose… ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell’energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: “Taglia le radici, perché non sono belle!” Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo Amore.

Se penetrerete in profondità il mistero del sesso, l’amore nascerà spontaneamente. Diventerete più amorevoli e la vostra sessualità si ridurrà sino a divenire una fiamma di puro amore, mentre i fumi del sesso svaniranno.
La rozza energia del sesso si é trasformata in un profumo delicato, il profumo dell’amore!
Il sesso è energia! … E non dico energia sessuale, perché non c’è altra energia. Il sesso è l’unica energia che avete. Questa energia può venire trasformata, può diventare un’energia più elevata. E più in alto si muove meno rimane sessualità. Alla fine vi è un culmine, dove questa energia diventa compassione e amore. Nel suo supremo fiore possiamo chiamarla energia divina, ma la base, la radice, è nel sesso. Per cui il sesso è il più basso, il primo livello dell’energia ed il divino il livello più alto, ma è la stessa energia a fluire. La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una volta che hai diviso hai creato conflitto, ogni volta che dividi l’energia tu stesso ne risulti diviso e allora sarai o contro il sesso o a suo favore. Io non sono né a favore né contro, perché io non divido. Dico che il sesso è energia, sesso è il nome dell’energia: chiamala energia X. Sesso è il nome di questa energia X, questa energia sconosciuta quando la usi solo come forza biologica ma diventa divina una volta che è liberata dalla schiavitù della biologia, una volta che va al di là del corpo. E allora è l’amore di Gesù o la compassione di Buddha! … Il sesso va trasformato, e l’unico modo possibile per trasformarlo è essere sessuali con una profonda consapevolezza: fare del sesso una meditazione. Vivi la tua sessualità, ma con attenzione, con consapevolezza, con presenza totale dell’essere. Non permettere che diventi una forza inconsapevole. Non lasciarti trascinare o trattenere. Sperimentalo con comprensione e saggezza, in amore. Trasforma l’esperienza del sesso in un’esperienza di meditazione. E una volta che sei meditativo, la qualità dell’esperienza sessuale inizia a cambiare. La stessa energia che fluiva nella sessualità, inizia a fluire verso la consapevolezza. E quando diventi meditativo giungi a realizzare un fatto nuovo: non è il sesso a darti beatitudine, non è il sesso che dà l’estasi. E’ piuttosto uno stato della mente privo di pensieri, il coinvolgimento totale nell’atto che ti rendono beato … la consapevolezza è il ponte, il ponte d’oro da questo mondo a quell’altro, dall’inferno al regno dei cieli, dall’ego al divino.” …..

“accetta ciò che sei, amalo, celebralo e proprio in quella celebrazione inizierai a vedere l’unicità degli altri, l’incomparabile bellezza di ogni essere umano.” Osho

“L’unione dell’uomo e della donna è come l’unione del cielo e della terra. E’ grazie alla loro corretta unione che il cielo e la terra durano in eterno. Gli esseri umani sono divenuti mortali perchè hanno perduto questo segreto. La conoscenza di esso apre la strada all’immortalità” Shang Ku San Tai

“Io saluto il Buddha che e’ in te” – Osho

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“Se ti ricordi di te, diventi luce,
se ti dimentichi di te, diventi oscurità.
E nell’oscurità arrivano i ladri, accadono ogni sorta di incidenti.
Limitati a diventare più consapevole; e le cose cominceranno a cambiare.
Diventa più luminoso, e l’oscurità scomparirà da sé.”

Osho

“Io saluto il Buddha che e’ in te” – Osho

“Io saluto il buddha che e’ dentro di te. Forse tu non ne sei consapevole, forse non ti sogni neppure di essere un buddha, e che nessuno puo’ essere nient’altro che questo, non ti sogni neppure che la condizione di buddha sia il nucleo essenziale del tuo stesso essere: non e’ qualcosa che si verifichera’ nel futuro, ma qualcosa che e’ gia’ accaduto. E’ la sorgente stessa da cui provieni… e’ la sorgente e al tempo stesso anche la meta.

E’ dalla condizione di buddha che noi partiamo, ed e’ verso di essa che ci muoviamo. Quest’unica parola contiene tutto: l’intero cerchio della vita, dall’alfa all’omega. Ma tu sei profondamente addormentato, non sai chi sei. Non si tratta di diventare un buddha, devi solo prendere atto del fatto che lo sei, devi tornare alla tua sorgente, guardare dentro di te. Stare faccia a faccia con te stesso, ti rivelera’ la tua condizione di buddha.”

•Tratto da: “Il Sutra del cuore” – Edizioni del Cigno
•Il sito dedicato ad Osho:

Chiudi gli occhi e guarda dentro,
con lo stesso sguardo assente,
senza cercare nulla.
I pensieri fluiscono, ma tu li cerchi e non li osservi:
ti limiti a guardare.
Se vengono, va bene; se non vengono, va bene ugualmente.
Allora sei in grado di cogliere gli intervalli: un pensiero se va, un altro e’ in arrivo, e, fra uno e l’atro, un intervallo.
Poi vedrai che a poco a poco, il pensiero diviene trasparente:
allora, anche mentre un pensiero sta passando di fronte a te,
continui a essere cosciente dell’ìntervallo;
continui a vedere il cielo che si nasconde dietro la nuvola.

(Osho)

La meditazione è l’unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all’interno di un tempio.

ll caos, la confusione non e’ fuori…e’ dentro!

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Il caos non è all’esterno

Si dice che si impara dal caos, ma di quanto altro caos ha bisogno l’uomo per risvegliarsi?

Osho,

Il caos non è all’esterno, l’esterno è un cosmo, mentre all’interno esiste un caos. Ed è a causa del caos interiore che le persone non guardano dentro di sé. Hanno paura, sono terrorizzate e non osano guardare dentro di sé. Si tengono occupate in tutti i modi, in modo tale che non rimanga tempo utile per guardare all’interno, né spazio per farlo.

La gente continua ad ascoltare i Buddha che dicono: “Conosci te stesso”, e comprende cosa si intende con quel “conosci te stesso”, ma nessuno fa alcuno sforzo per conoscere se stesso. Ha paura del caos.

All’interno esiste il caos. All’esterno non c’è caos: le stelle si muovono secondo un ritmo, l’intera esistenza è ritmica, vive in una sintonia assoluta. é solo la mente dell’uomo a essere in un caos. E se vedi un qualsiasi caos all’esterno, esso è creato dall’uomo, è un suo frutto.

L’uomo resta un caos, a meno che non diventi una nonmente. La mente è un caos — è inevitabile che la mente sia un caos — e tu ti sei identificato con essa.

Cos’è la mente? La somma di passato e futuro. Il presente non è affatto parte della mente, il presente appartiene all’esistenza, ed è in assoluta armonia. Il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora; la tua mente è formata da queste due cose non-esistenziali: ricordi e immaginazioni, memorie e desideri, ricordi e speranze. é a causa di tutto questo che vivi in una condizione di follia.

Tutti sono pazzi, dentro di sé. Noi non definiamo nessuno “pazzo”, a meno che non tocchi il limite estremo. Ma la differenza tra i pazzi e le cosiddette persone sane, è solo di gradi, e una cosa qualsiasi può far scattare la pazzia. Voi state ribollendo vicino ai novantanove gradi; è sufficiente un solo grado in più — ti fallisce un affare, vai in bancarotta, tua moglie muore — e quando quel grado si aggiunge agli altri novantanove, inizi a evaporate… impazzisci.

Gli psichiatri, gli psicoterapisti, tutte queste persone servono solo a tenerti dentro i limiti: ti mantengono normalmente anormale, quella è la loro funzione. Essi sono agenti della società, così come, nei tempi antichi, lo erano i preti. Gli psicoterapisti sono i nuovi preti, un nuovo sacerdozio che opera per tener in vita questa società, che aiuta questa società a credere che tutto va bene.

Nulla va bene. Tutto è sul punto di crollare e basta un nulla, un qualsiasi incidente, per spingerti nel mondo della pazzia. Tu non fai che prepararti, continui a prepararti. E più sei sensibile, più sei vivo, maggiore è la possibilità che tu impazzisca.

Ai funerali della moglie, Perelli esplose in una disperazione sconsolata, al punto che gli amici dovettero tenerlo a forza per impedirgli di buttarsi nella fossa dove era stata deposta la bara della moglie.

Alla fine della cerimonia, ancora piegato in due dal dolore, fu condotto a casa, sulla limousine che era stata noleggiata per quell’ultimo viaggio, e l’uomo si ritirò in un’assoluta solitudine.

Dopo una settimana, non avendo sue notizie, preoccupati per ciò che poteva essere accaduto al poveretto, la famiglia della moglie mandò il fratello di lei a vedere come stava.

Dopo aver suonato a lungo, sempre più preoccupato, l’uomo scivolò nella casa, passando dalla veranda, vide che al pianterreno la casa era tranquilla, e salì le scale… lo trovò in camera da letto tutto infervorato a scoparsi la cameriera.

Il letto era disfatto, e le bottiglie di champagne disseminate ovunque rivelavano che la cosa andava avanti da giorni.

Sconvolto, il fratello della moglie esplose: “Ma tutto questo è terribile, Perelli… tua moglie, mia sorella, è morta da soli sette giorni, e tu fai questo? E tu fai questo!”

Perelli era impegnatissimo nella sua scopata che riuscì solo a voltare la testa e a mormorare: “Come sai cosa sto facendo? Non sapevo più come lenire il mio dolore… era veramente insopportabile!”

La gente vive nel caos. In qualche modo riesce a darsi un tono, a tenere in piedi una facciata, a fingere che tutto vada bene… ma non c’è nulla che vada bene.

E tu mi chiedi: “Si dice che si impara dal caos”.

Certo, è vero. Ma noi impariamo dal caos solo se andiamo dentro di noi, se entriamo consapevolmente in quel caos, se lo facciamo deliberatamente, sapendo di farlo. Se incontriamo il caos, ovviamente, impariamo, e non c’è altro modo per imparare. Ed è vero che da questo caos nascono le stelle più grandi. Da questo caos nascono i Buddha, ma dovete incontrarlo, confrontarvi con esso.

Ma noi continuiamo a fare l’esatto opposto: continuiamo a nasconderlo, a coprirlo. Non lo vogliamo mostrare a nessuno e non lo vogliamo vedere noi stessi. Ne abbiamo terrore, ne siamo spaventati a morte. Abbiamo paura di non riuscire a gestirlo. Temiamo che, entrando in esso, possiamo non essere più in grado di tornare indietro. Per cui ci aggrappiamo a qualsiasi cosa, all’esterno; ogni scusa è sufficiente per farci aggrappare. E continuiamo ad aggrapparci a una cosa o all’altra… semplicemente per continuare a evitare noi stessi.

La persona che eviti di più nella tua vita, sei tu. Tutta la tua vita è organizzata in modo da non incontrare mai te stesso. Sei stato addestrato, allevato, educato, culturalizzato, civilizzato, in modo tale che non incontrerai mai te stesso.

Incontrerai tutti, ad eccezione di te stesso, verrai presentato a tutti, fatta eccezione per te stesso, per il semplice motivo che la società non sa come interagire con il caos interiore.

é solo alla presenza di un Maestro, in un Buddhafield, che la gente prende il coraggio necessario per incontrarsi faccia a faccia con se stessa. E all’inizio è un crollo, ma se entri in quel caos consapevolmente, ben presto quel crollo diventa un’apertura oltre il caos stesso.

Tutta la funzione del Maestro tende a trasformare quei crolli in aperture esistenziali. Lo psicoterapista si limita a rattopparti. Ti mette addosso un po’ di bende, un po’ di lenimenti qui e là… ti aiuta a rimetterti in piedi, ti riporta al vecchio equilibrio. Ti fa familiarizzare di nuovo con il tuo vecchio sé. Torni a funzionare, riprendi a fare le vecchie cose che hai sempre fatto. Questa è la sua funzione, non quella di trasformarti.

Per fare questo, hai bisogno di una metapsicologia, la psicologia dei Buddha.

Vivere un crollo consapevolmente è la più grande avventura nella vita. Ed è il rischio più grande, perché non c’è alcuna garanzia che il crollo diventi un’apertura, un passaggio.

Lo diventa, ma queste cose non possono essere garantite. Il tuo caos è antichissimo; per moltissime vite sei stato nel caos: esso è denso ed è spesso. é praticamente un universo in sé e per sé. Quindi, quando ci entri, con le tue sole possibilità, ovviamente esiste un pericolo. Ma senza un confronto con questo pericolo, nessuno si è mai integrato, nessuno è mai diventato un individuo, un’organismo indivisibile.

Certo, questo “si dice” è vero: noi impariamo solo dal caos. Ma impariamo solo se lo attraversiamo, e vi dobbiamo entrare in un modo ben preciso, con uno stile, con un metodo: il semplice entrare nel caos senza alcun metodo sarà solo un crollo, impazzirai.

Lo Zen, o la meditazione, è il metodo che ti aiuterà ad attraversare il caos, a superare quell’oscura notte dell’anima, in maniera equilibrata, disciplinata, all’erta. L’alba non è molto lontana, ma prima che tu la possa raggiungere, devi attraversare quella notte oscura. E man mano che l’alba si avvicinerà, la notte diventerà sempre più oscura.

In realtà, questa è la funzione delle comunità religiose. Infatti, da solo puoi non riuscire a farlo, ma in una comune, in cui molte persone sono davanti a te, molte sono dietro di te, con un Maestro che ha conseguito quell’alba, che continua a incitarti a procedere, che continua a ripeterti: “Non ti preoccupare, la meta non è molto lontana”… e ci sono persone davanti a te che dicono: “Non ti preoccupare. Anche noi abbiamo attraversato una condizione simile, e anche tu riuscirai ad attraversarla. Basta solo un pò più di perseveranza, devi solo aspettare ancora un po’, essere un po’ più paziente!”

E poi c’è il Maestro che risplende come una stella. Egli continua ad aiutarti ogni giorno, tenendoti per mano nei momenti in cui vorresti scappare via, fuggire, tornare al vecchio mondo, dimenticandoti di tutto quanto, visto che è un incubo insopportabile.

Certo, si impara, ma si impara solo lungo una via ardua… non esiste scorciatoia.

Tu dici: “Ma di quanto altro caos ha bisogno l’uomo per risvegliarsi?”

Non è un problema di quantità: o sei addormentato oppure sei risvegliato. Nessuno è più addormentato di qualcun altro. Le persone che sono addormentate, lo sono allo stesso modo. Non importa quanto profondamente tu sia addormentato — non è una questione di quantità — tu sei addormentato, e questo è sufficiente.

La stessa cosa è vera per il risveglio: se sei risvegliato, sei semplicemente sveglio. Nessuno lo è di più, nessuno lo è di meno.

Per secoli i teologi hanno discusso… essi discutono sempre di stupidaggini. In India essi hanno discusso di chi fosse più risvegliato: Mahavira o Buddha? I giainisti sostengono che fosse Mahavira, i seguaci di Buddha che fosse lui. E il tutto è assolutamente sciocco, insensato. Non è una questione di maggiore o minore risveglio: se qualcuno è risvegliato, è sveglio. Sia Buddha che Mahavira sono risvegliati, la notte è finita, il caos è stato trasformato in un cosmo.

E questo è il miracolo: quando si è perfettamente risvegliati, il tuo stesso caos diventa un cosmo, poiché esso inizia ad assestarsi in un’orchestra; il chiasso diventa musica.

All’improvviso, tutto ciò che era folle, insensato, è trasformato in buddhità, in illuminazione; la stessa energia!

Il caos non è altro che energia, energia di cui sei inconsapevole. Se diventi consapevole, il fenomeno stesso della consapevolezza diventa un fenomeno che ti trasforma. Non occorre che tu faccia altro: il semplice essere consapevole è sufficiente.

é venuta la primavera. All’improvviso i boccioli iniziano ad aprirsi, spuntano i fiori, a migliaia… il mondo interiore è ricolmo di fragranza.

Ma l’uomo è assolutamente addormentato.

Mulla Nasruddin, notando un pappagallo appollaiato su di una finestra, in una fattoria, attratto dal ricco piumaggio dell’uccello, corse ad afferrare una scala, e salì fino alla finestra. Stava per mettere il suo cappello sopra all’uccello quando questi, che lo fissava con occhio torvo, gli chiese: “Cosa pensi di fare?”

“Mi scusi, mi scusi, signorina,” mormorò il povero Mulla, “pensavo fosse un uccello!”

La gente non è in sé! Tu pensi di essere consapevole, e questo è uno degli errori più grandi che tu possa fare: ti mantiene inconsapevole. L’idea stessa di essere consapevole è un inganno. Se pensi di essere già consapevole, non è più necessario fare altro, per risvegliarsi.

Devi renderti conto di essere ubriaco, ubriaco di molte cose: di avidità, di lussuria, di rabbia, di ambizione, di ego. Tutte queste sono droghe!

é un mondo veramente strano: le droghe comuni, che non sono così pericolose, sono proibite. La gente continuamente parla contro il fumo, che non è molto pericoloso. é una sorta di “pranayama”: si inspira e si espira, certo, è un po’ sciocco, perché potresti respirare aria pura, e invece respiri fumo sporco, e paghi pure per farlo… ma non è nulla di cui preoccuparsi.

Oppure, la gente è contraria all’alcol. Ma ogni tanto un pò di alcol non fa male, fa divertire! Ed è assolutamente vegetariano! Non fai del male a nessuno… ma contro queste cose esiste un forte rifiuto.

E le nuove droghe sono molto meglio dell’alcol. Ad esempio, l’LSD è migliore, meno dannoso dell’alcol: preso nelle giuste dosi, con la giusta guida, nella giusta atmosfera, ti può rivelare molte cose. Può diventare un metodo per incontrare te stesso. Ti può dare visioni nuove, nuove intuizioni nel tuo essere e nell’esistenza stessa. Ma la gente è contraria, mentre non è contro l’avidità, non è contro i giochi egoici, non è contro l’ambizione.

Ad esempio, fino a pochi mesi fa Morarji Desai era il Primo Ministro dell’India. Egli è profondamente contrario all’alcol, è una vera ossessione per lui: voleva imporre un assoluto proibizionismo. Ma non si rende conto di essere più alcolizzato di chiunque altro. é un egoista così raro, ed è così pieno di avidità e di ambizione… per tutta la sua vita ha cercato di occupare un posto o l’altro. E ancor oggi, a ottantacinque anni, ha appena dichiarato: “Se la gente mi vuole, mi presenterò alle elezioni”. Ed è risaputo che è perfino disposto a diventare il primo ministro di uno qualsiasi degli stati dell’Unione indiana, il Gujarat ad esempio… persone veramente affamate di potere!

Nessuno pensa che si tratta di sostanze intossicanti: ma ambizione, avidità, fame di potere, tengono l’umanità nel caos. Questa gente non è sola: siamo tutti nella stessa barca. Alcuni impazziscono per il potere, altri non impazziscono come loro, ma tutti pensano in termini di potere, denaro, prestigio, rispettabilità. Queste cose continuano a tenerti in uno stato di ebbrezza. In queste condizioni una persona può fare di tutto.

Morarji Desai vuole vivere il più a lungo possibile. Forse, in cuor suo, pensa di poter diventare fisicamente immortale, bevendo la propria urina! é contro l’alcol, ma non contro questa pratica. L’alcol è succo di frutta raffinato, di gran lunga migliore dell’urina! Ma lui non la chiama così, la definisce: “acqua di vita”…

Questa gente ha dominato l’umanità, ed è ambiziosa. E ora egli vuole vivere ancora… per cosa? Solo per avere più potere, per avere più potere per un periodo di tempo più lungo.

L’uomo non è distrutto dalle altre piccole cose — marijuana, LSD, e così via — è distrutto da qualcosa di molto più profondo: l’ambizione è la cosa più velenosa che esista. E ne siamo inconsapevoli.

Se non diventiamo coscienti dei nostri veleni interiori, non saremo in grado di trasformare i nostri esseri dall’oscurità alla luce. Rimarremo buchi neri, e abbiamo la capacità di diventare luce eterna.

Tre irlandesi, nessuno dei tre molto sobrio, parlavano tra di loro alla stazione degli autobus di una piccola città del Nord dell’Irlanda. La conversazione li coinvolse al punto che non si resero conto che l’autobus che aspettavano era arrivato. Quando l’autista urlò: “Tutti in vettura!” Si guardarono allibiti e corsero verso la vettura. Due dei tre riuscirono a salire, ma il terzo rimase a terra.

Mentre guardava tristemente la vettura allontanarsi, fu avvicinato da uno straniero che per rincuorarlo gli disse: “Non si dovrebbe sentire triste. In fondo, due su tre è una buona media…”.

Sconsolato, l’irlandese disse: “Loro erano venuti ad accompagnarmi…”.

E tutto questo è vero non solo per le persone ubriache, non solo per i politici, ebbri di potere, ma anche per le cosiddette persone religiose. Coloro che pensano di aiutare l’umanità, i grandi missionari, quanti fanno assistenza sociale… queste persone sono le più maligne, per il semplice motivo che esse stesse vivono nel caos, eppure tentano di aiutare gli altri. Esse non fanno che raddoppiare il loro caos, moltiplicarlo all’infinito.

Il mondo sarebbe di gran lunga più felice e più sano se non esistessero i missionari, se non esistessero gli assistenti sociali. Se la gente venisse lasciata a se stessa, rinsavirebbe molto più velocemente. Ma esistono tanti assistenti sociali… nessuno di loro vuole lasciarti in pace, nessuno riesce a lasciarti solo.

Un uomo stava picchiando una vecchietta, in mezzo alla strada. Si riunì una folla che prese coraggio e chiese a quell’energumeno perché si accanisse tanto su una povera vecchia.

E l’altro spiegò: “Voglio aiutarla ad attraversare la strada, ma lei continua a insistere che non vuole attraversarla… e io ho il compito di aiutare i vecchi ad attraversare la strada. Il traffico è pericoloso!”

Ecco cosa succede. E tutti questi missionari, questi benefattori dell’umanità sono piegati in avanti, per aiutarti!

Jake il barbiere, passando di fianco a una casa nelle prime ore del mattino, vide un uomo aggrappato a un portone.

“Cosa succede?” Chiese comprensivo, “è ubriaco?”

“Scì, temo di scì!”

“Abita qui?”

“Scì!”

“Vuole che l’aiuti a salire?”

“Scì, grascie!”

“A che piano abita?”

“Scecondo!”

Con difficoltà il buon Jake, un po’ tirando e un po’ strattonando, aiutò l’uomo a salire fino al secondo piano. E, di fronte a una porta chiusa, chiese se quella fosse la sua casa. Un cenno dell’uomo convinse Jake di essere alla fine della sua fatica… spinse dentro l’uomo, chiuse la porta, e scese al pianterreno.

Ma qui, alla debole luce di una lampada, vide un altro uomo, in apparenza più malconcio del primo, che si appoggiava a un muro.

“Anche lei ubriaco?” Chiese.

“Scì,” disse una flebile voce.

“E vive qui?”

“Scì!”

“E non mi dica che anche lei vive al secondo piano!”

“Scì!”

E di nuovo il buon Jake portò quello sconosciuto fino al secondo piano. Di fronte alla stessa porta, un gesto dell’ubriaco gli fece capire che anche lui abitava lì… lo spinse dentro e ridiscese.

Al pianterreno, con sua sorpresa, trovò un terzo uomo, anche lui evidentemente ubriaco, ma in condizioni pessime: era pieno di graffi, sanguinava, e il volto era ridotto a una maschera. Stava per avvicinarsi a lui, quando l’uomo prese a correre fuori dalla casa, dove cadde nelle braccia di un poliziotto di ronda.

“Scignora guardia,” iniziò disperato, puntando il dito contro il buon Jake, e poi proseguì con voce sorprendentemente lucida: “mi aiuti… è tutta la notte che quell’uomo continua a buttarmi giù dalla tromba dell’ascensore!”

No, la domanda non è sapere di quanto altro caos l’uomo ha bisogno per risvegliarsi; l’uomo ha semplicemente bisogno di risvegliarsi. E il solo modo per risvegliarsi è la meditazione. Non esiste altra via. Lo Zen è la sola via… camminare in Zen, stare seduti in Zen!

Osho, Tratto da: “Walking in Zen, Sitting in Zen”, pag. 9
Tratto da: “All’Origine”

Di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza

É inevitabile che il ricercatore spirituale debba soffrire lungo il sentiero?
Dipende: di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza; soffrire nasce dalla tua resistenza alla crescita. Crei sofferenza perché continui a resistere, non ti permetti di crescere. Hai paura di vivere la crescita totalmente, ti accompagni a lei senza passione.

Per questo soffri, perché ti dividi, ti dissoci. Una parte di te coopera e una parte di te oppone resistenza, è contraria. Questo conflitto interiore crea in te la sofferenza.

Quindi, lascia perdere questa idea, molte persone credono che si debba soffrire per crescere. é un’assurdità bella e buona! Se cooperi totalmente, non c’è affatto sofferenza. Se sei in uno stato di abbandono, invece di soffrire sarai felice. Ogni istante sarà un istante di beatitudine e di benedizione.

Dunque, non scaricare la responsabilità sulla crescita. La nostra mente è molto astuta e ingannatrice: dà sempre la responsabilità a qualcuno, a qualcosa, non si assume mai la responsabilità in prima persona. Tu sei la causa della sofferenza.

Se ti è possibile, ricorda tre cose.

La prima: se vuoi crescere lascia cadere il passato, perché ogni resistenza deriva dal passato. Continui a giudicare riferendoti al passato, ma il passato non è più, è del tutto irrilevante, eppure continua a interferire.

Continui a giudicare in base a quello, continui a dire: “Questo è giusto e quello è sbagliato”, e tutte queste idee di giusto e sbagliato, tutti questi giudizi, derivano da qualcosa che è morto.

Il tuo passato cadaverico pesa su di te al punto che ti impedisce di muoverti. Lascialo cadere completamente, e rimarrai sorpreso: la maggior parte della sofferenza scompare.

La seconda cosa da ricordare è: non crearti aspettative per il futuro. Se ti aspetti qualcosa, di nuovo creerai dolore, perché le cose non accadono conformandosi a te; le cose accadono in conformità col Tutto.

L’onda, una piccola onda nell’oceano, non può essere il fattore decisivo: l’oceano decide. L’onda deve restare in uno stato di abbandono. Se l’onda vuole andare verso Oriente, inevitabilmente nasceranno dei problemi, e in questo caso, la sofferenza sarà inevitabile.

Se i venti non vanno verso Oriente, se l’oceano non lo vuole, cosa farà l’onda? Soffrirà. Lo chiamerà destino, dirà che sono le circostanze, le condizioni sociali, la struttura economica, la società capitalista, la cultura borghese, l’inconscio freudiano… ora le chiami “le sofferenze della crescita”. Ma non stai facendo altro che spostare la responsabilità.

In realtà soffri a causa delle tue aspettative. Quando non sono appagate — e non lo saranno mai! — ne deriva frustrazione, ne consegue il fallimento, e tu ti senti rifiutato, come se l’esistenza non si curasse di te.

Lascia cadere le aspettative per il futuro. Rimani aperto, rimani disponibile a qualsiasi cosa accada, ma non programmare il futuro. Non fabbricare nessuna idea psicologica, nessuna fissazione sul futuro, su come dovrebbero andare le cose: allora vedrai scomparire un’altra porzione rilevante di sofferenza. Queste sono le due cause fondamentali della sofferenza.

E la terza cosa: al “Movimento per lo Sviluppo delle Potenzialità dell’Uomo” manca una cosa essenziale. Esso cerca di aiutarvi a crescere, ma ancora non è riuscito a creare in voi uno spazio meditativo. Per cui rimane una lotta costante, uno sforzo di volontà, ma non è rilassamento, non è riposo.

Quindi, resta da ricordare una terza cosa, e tutta la sofferenza scomparirà: crea energia meditativa, crea dentro di te uno spazio di meditazione. Ai metodi occidentali questo manca, ed è una cosa essenziale.

Ecco perché nella mia comune lo sforzo consiste nell’usare tutti i metodi occidentali di psicoterapia, affiancati da tutti i metodi orientali di meditazione.

Forse, oggi questo è l’unico posto in tutto il mondo, in cui l’Oriente e l’Occidente si stanno veramente incontrando, e non è un incontro diplomatico come accade all’ONU. Qui, questi due emisferi si stanno veramente fondendo, e non politicamente, non in modo diplomatico, perché un incontro diplomatico non è un incontro, è solo una facciata, una finzione.

Qui sta accadendo un incontro d’amore: l’Occidente e l’Oriente, per la prima volta, vivono una storia d’amore.

L’Occidente ha sviluppato tecniche molto importanti: la Gestalt, l’Encounter, la Primal, la Bioenergetica, e molte altre. E anche l’Oriente ha sviluppato molti metodi: Zazen, Vipassana, la danza Sufi, lo Yoga, il Tantra. Il loro approccio è diverso, così diverso che entrambi rappresentano solo una metà del Tutto, per cui a entrambi manca qualcosa.

I metodi orientali sono in grado di creare uno spazio meditativo, ma ti rendono introverso al punto che inizi a fuggire dalla vita; in passato tutti i metodi orientali si sono dimostrati essere un’evasione dalla realtà. Si arriva a desiderare di ritirarsi in un monastero, vuoi andare sull’Himalaya, vuoi andare in una caverna chissà dove, e vivere da solo. Questi metodi ti insegnano come stare da solo, felicemente solo: ma a questo punto, qualcosa viene a mancare.

La vita è anche relazione, la vita è anche stare insieme, la vita è anche comunione. é bellissimo essere beati in solitudine, ma questa è solo metà della storia: dovreste essere beati anche quando siete insieme a qualcuno.

E quando siete beati con qualcuno, la beatitudine raggiunge una vetta ancor più alta. In solitudine sei come un suonatore di flauto, un solista; quando sei beato in un rapporto, la musica assomiglia a un’orchestra.

L’Occidente ha creato metodi che vi danno un impulso maggiore verso l’essere estroversi. Vi forniscono sistemi, tecniche per imparare a essere in relazione, per stare bene nei rapporti con gli altri. Sono metodi d’amore, ma manca loro qualcosa.

Arrivi ad apprezzare le relazioni, ma ogni volta che sei solo… e, essenzialmente, tu sei solo. Sei nato solo e morirai solo; nel centro più profondo del tuo essere, sei sempre solo. Per cui, in superficie sei felice, ma in profondità persiste una sottile corrente di infelicità. Non sei in grado di incontrare te stesso, non riesci a stare di fronte a te stesso, non riesci a vederti.

L’Occidente ha fallito perché ha sviluppato solo l’estroversione; l’Oriente ha fallito perché ha sviluppato solo l’introversione. E l’uomo non è né estroverso né introverso.

Vorrei che venisse scritto a caratteri cubitali che la tipologia ideata da Carl Gustav Jung è assolutamente sbagliata.

L’uomo non può essere diviso così facilmente in categorie — non si può dire che qualcuno sia un introverso e qualcuno un estroverso — perché l’uomo è una totalità, un essere integro. Possiede una sfera interiore e una sfera esteriore, ed entrambe devono essere nutrite, entrambe devono essere appagate.

Quindi, se ti limiti a seguire i metodi occidentali soffrirai molto, perché attraverso di essi non sarai in grado di creare uno spazio meditativo. Se segui solo i metodi orientali, potrai creare uno spazio meditativo, ma diventerai assolutamente inutile nel mondo e ti mancherà l’arricchimento che deriva dalla comunione con altri esseri umani.

Qui io mi sforzo di creare la prima sintesi tra estroversione e introversione, e di aiutare l’uomo perché diventi abile in entrambe, simultaneamente. In questo modo, l’essere umano potrà spostarsi con facilità dall’estroversione all’introversione, e dall’introversione all’estroversione, non è necessario dividere l’uomo in categorie stagne. L’uomo può diventare pura fluidità.

é tanto semplice quanto l’uscire di casa. Quando esci di casa, non pensi di diventare un estroverso. Quando in casa senti che l’aria si è raffreddata e all’esterno non ci sono nuvole e il sole può scaldarti, esci: non ci pensi su due volte. Non decidi: “Adesso voglio essere un estroverso”.

Viceversa, se il sole scotta troppo e la calura ti soffoca, non prendi una decisione ferrea: “Devo rientrare. Ora voglio essere un introverso”. Niente affatto! Quando il sole è troppo caldo, non fai altro che entrare in casa, e quando all’interno è troppo freddo, esci. Uscire di casa oppure entrare in casa non è affatto un problema, perché tu non sei legato né all’interno né all’esterno.

Il mio sforzo qui è aiutarvi a essere liberi sia all’interno che all’esterno, perché voi non siete né la sfera interiore né quella esteriore, siete qualcosa che trascende entrambe.

La sfera interiore e la sfera esteriore non sono altro che parti della vostra personalità; è la casa in cui vivete ad avere un interno e un esterno. Ma la vostra consapevolezza non ha alcun “interno” né alcun “esterno”.

Dunque, ricorda queste tre cose: lascia perdere il passato, lascia perdere le aspettative sul futuro, e crea una sintesi tra introversione ed estroversione. E tutte le sofferenze scompariranno.

No, il ricercatore spirituale non deve necessariamente soffrire, lungo il sentiero. Soffri perché non sei consapevole delle tue responsabilità. Non soffri a causa della tua crescita. Soffri perché non sei cosciente delle tue resistenze, del tuo orientamento al passato, delle tue aspettative verso il futuro, e non sei consapevole del fatto che in te manca uno spazio meditativo.

Osho, Tratto da: “The Book of the Books”, 12 aprile 1980

Tratto da: “All’Origine”

Diventa consapevole che il caos e’ solo dentro…quando dentro sei in pace tutto il resto diventa pace.

Il Sutra del Cuore di Osho

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Il sutra del cuore di Osho

Tutto questo silenzio, questa quiete, questa pace, tutto questo infinito Niente che sei, è così vuoto che contiene ogni cosa, ed è così pieno…da Esso ogni cosa sorge e in Esso ogni cosa fa ritorno.

Che sollievo scoprire che senza che ci sia nessuno ad agire, a fare il più piccolo sforzo, tutto continua ad accadere ugualmente! “Sei tu la verità! Ma la verità può accadere soltanto nel silenzio totale, quando neppure un pensiero si muove, quando la mente non ha niente da dire, quando non esiste la benché minima increspatura sulla tua consapevolezza.”

Sprechiamo la vita nell’illusione che ci sia qualcosa di giusto o di sbagliato, nei giudizi, nell’idea di separazione.

In questa riflessione ci libereremo di molti di questi equivoci che creano paura, ansia, competizione, ecc. Non c’è niente che possa farci paura, non c’è niente che possa farci male, non c’è niente che possa farci niente. Siamo liberi, siamo consapevolezza. Siamo il substrato di tutta l’esistenza.

Conosci te stesso e sii libero!: un essere umano completo, spontaneo e rilassato.

“Se lo chiedi, l’esistenza ti può aiutare, ti aiuta solo se lo chiedi. Se non lo chiedi, rimane in disparte, non interferisce. Ma se chiedi, se ti apri, l’esistenza comincia a riversarsi in te.

Dipende da quanto ti apri: se ti apri totalmente, allora la parte è il Tutto, in questo caso l’uomo è magico come lo è il Tutto.” Non essere teso, rilassati, sii soltanto. In questa consapevolezza, quando esisti semplicemente e sei seduto senza fare niente, la primavera viene e l’erba cresce da sola. Da parte tua non c’è bisogno di fare niente; semplicemente sii e lascia che le cose accadano. Non cercare di dirigere, non cercare di manipolare. Lascia che la brezza passi, lascia che i raggi di sole arrivino, lascia che la vita danzi, e lascia che la morte arrivi e danzi dentro di te.

Chi sei tu per fare? Sei soltanto un’onda in questo oceano. Un giorno ci sei, e il giorno dopo scompari; l’oceano continua a esistere. Perché devi preoccuparti tanto? Arrivi, scompari.

E nel frattempo, in questo così breve intervallo, sei così preoccupato e teso, e prendi tutto il peso sulle tue spalle e porti pietre sul cuore, per nessun motivo alcuno. Tu sei libero in questo stesso momento! In questo stesso momento io ti dichiaro illuminato. Ma tu non ti fidi…

L’illuminazione non è una meta da raggiungere, è la vita più ordinaria, questa semplice vita che ti circonda. Ma quando non ti sforzi, questa vita ordinaria diventa straordinaria: allora gli alberi sono più verdi, allora gli uccelli cantano nei toni più svariati, allora tutto ciò che accade intorno è prezioso…allora i semplici sassi sono diamanti. Accetta questa semplice vita ordinaria.”

Chiudi gli occhi e guarda dentro,
con lo stesso sguardo assente,
senza cercare nulla.
I pensieri fluiscono, ma tu li cerchi e non li osservi:
ti limiti a guardare.
Se vengono, va bene; se non vengono, va bene ugualmente.
Allora sei in grado di cogliere gli intervalli: un pensiero se va, un altro e’ in arrivo, e, fra uno e l’atro, un intervallo.
Poi vedrai che a poco a poco, il pensiero diviene trasparente:
allora, anche mentre un pensiero sta passando di fronte a te,
continui a essere cosciente dell’ìntervallo;
continui a vedere il cielo che si nasconde dietro la nuvola.

(Osho)

“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti.
Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo.

Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”

Osho

….. “Mi chiedi: “Cos’è il sesso e cos’è l’amore?”

Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l’incontro di due anime. E questo è l’Amore!

Ma non sto parlando dell’amore convenzionale! … Non parlo dell’amore di cui parla il mondo! … Non parlo dell’amore di cui il mondo ha paura!

La gente ha paura di essere amata e di amare perché quell’amore porta infelicità! … Quell’amore porta con sé bugie, porta con sé prigionia, comporta schiavitù, distrugge la libertà. Per questo la gente ne ha paura. E questo accade poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi … si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.
Uno dei miei messaggi fondamentali è: se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.
Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.
L’amore di cui io parlo è la vera trasformazione dell’energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l’amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso … Hanno evitato di conoscere l’energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d’amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell’amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E mentre l’amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose… ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell’energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: “Taglia le radici, perché non sono belle!” Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo Amore.
Se penetrerete in profondità il mistero del sesso, l’amore nascerà spontaneamente. Diventerete più amorevoli e la vostra sessualità si ridurrà sino a divenire una fiamma di puro amore, mentre i fumi del sesso svaniranno.
La rozza energia del sesso si é trasformata in un profumo delicato, il profumo dell’amore!
Il sesso è energia! … E non dico energia sessuale, perché non c’è altra energia. Il sesso è l’unica energia che avete. Questa energia può venire trasformata, può diventare un’energia più elevata. E più in alto si muove meno rimane sessualità. Alla fine vi è un culmine, dove questa energia diventa compassione e amore. Nel suo supremo fiore possiamo chiamarla energia divina, ma la base, la radice, è nel sesso. Per cui il sesso è il più basso, il primo livello dell’energia ed il divino il livello più alto, ma è la stessa energia a fluire. La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una volta che hai diviso hai creato conflitto, ogni volta che dividi l’energia tu stesso ne risulti diviso e allora sarai o contro il sesso o a suo favore. Io non sono né a favore né contro, perché io non divido. Dico che il sesso è energia, sesso è il nome dell’energia: chiamala energia X. Sesso è il nome di questa energia X, questa energia sconosciuta quando la usi solo come forza biologica ma diventa divina una volta che è liberata dalla schiavitù della biologia, una volta che va al di là del corpo. E allora è l’amore di Gesù o la compassione di Buddha! … Il sesso va trasformato, e l’unico modo possibile per trasformarlo è essere sessuali con una profonda consapevolezza: fare del sesso una meditazione. Vivi la tua sessualità, ma con attenzione, con consapevolezza, con presenza totale dell’essere. Non permettere che diventi una forza inconsapevole. Non lasciarti trascinare o trattenere. Sperimentalo con comprensione e saggezza, in amore. Trasforma l’esperienza del sesso in un’esperienza di meditazione. E una volta che sei meditativo, la qualità dell’esperienza sessuale inizia a cambiare. La stessa energia che fluiva nella sessualità, inizia a fluire verso la consapevolezza. E quando diventi meditativo giungi a realizzare un fatto nuovo: non è il sesso a darti beatitudine, non è il sesso che dà l’estasi. E’ piuttosto uno stato della mente privo di pensieri, il coinvolgimento totale nell’atto che ti rendono beato … la consapevolezza è il ponte, il ponte d’oro da questo mondo a quell’altro, dall’inferno al regno dei cieli, dall’ego al divino.” …..

Namaste.

Vi auguro di trovare quest’anno la vostra vera Essenza….Il Divino interiore che da sempre vive in voi….Auguri!

“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti. Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo. Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”

La natura della mente – CONOSCERE LA MENTE- di Osho

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La mente dell’uomo si e’ ammalata e diventata una ferita.Non e’ piu’un centro sano.
Quando una parte del corpo e’ammalata,tutta la vostra attenzione e’ convogliata su di essa.Se la gamba vi fa male ne diventate consapevoli altrimenti non vi accorgete nemmeno di averla.Piu’ il corpo e’ sano e meno lo sentite. Sentite solo le parti che sono ammalate.E l’unica parte del corpo che ora sentite e’ la testa.
La vostra consapevolezza ruota intorno alla mente.
Dovete comprendere con chiarezza lo stato della vostra mente.
Se vi sedete da soli e annotaste su un foglio tutto cio che vi passa per la mente,non osereste mostrare quel foglio a nessuno perche’ scoprireste quanto folli sono i vostri pensieri.
Pensieri irrilevanti e inutili e contraddittori da farvi temere di essere impazziti..
Ecco perche’ le persone hanno paura di stare da sole e cercano compagnia in continuazione.E SE non trovano compagnia leggono un giornale,ascoltano la radio.
Nessuno vuole stare solo perche stando soli si scopre il proprio reale stato interiore.
Quando sei con l’altro,non sei consapevole di te stesso.La ricerca dell’altro
e’unicamente la ricerca di un’opportunita’ per fuggire da te stesso.
Cerchi gli altri perche’ hai paura di te stesso….e se ti conoscessi completamente….scopriresti di essere pazzo.L’uomo ha paura della solitudine perche’ in essa scoprirebbe il riflesso del suo stato reale,e sarebbe spaventoso e terrorizzante…Anche coloro che cercano rifugio nella recita di un mantrae ‘ ugule agli altri…fugge da se stesso…pur di non vedere la sua mente,si focalizza sul mantra o va in un tempio isolato tentando di dimenticare se stesso.

Cio che le persone nascondono nel proprio intimo e’ assai diverso da cio’ che esprimono all’esterno.All’esterno si parla di amore pace e cortesia,all’interno si scatena l’odio…
Tutto cio che un uomo dice nel sonno e’ piu’ autentico di cio’ che dice da sveglio poiche’ sgorga dalla sua interiorita’.
Cio’ che vedi di te stesso nei tuoi sogni e’ piu’ autentico di cio che vedi di te stesso sulla piazza del mercato o in mezzo alla folla.
Nella folla la tua faccia e’ truccata,artificiale,nella tua interiorita’ sei una persona totalmente diversa.
Nell’incontro con la mente devi avere un contatto diretto con cio che sei essenzialmente.In solitudine devi aprire totalmente la tua mente e vedere cosa c’e’ dentro.E’un atto di coraggio. Devi lasciar perdere la paura di conoscere te stesso. Hai paura di essere malvagio o malfattore
dopo che hai coltivato un’immagine di te totalmente opposta e cioe della brava persona,innocente,autentica e veritiera.Chi ha questa paura non potra’ mai incontrare la propria mente.
La gente e’ interessata a incontrare la propria anima e’ interessata a conoscere l’esistenza ma non ha il coraggio di avere un incontro semplice e diretto con la propria mente.
Prendersi ogni giorno mezz’ora in solitudine e semplicemente osservare i pensieri che passano nella mente senza giuducarli perche goiudicando li reprimi e piu’ li reprimi piu ritornano.
QUALSIASI cosa ci sia nella mente,conoscila cosi’ com’e’. Avrai paura all’inizio, paura di essere pazzo ma e’essenziale che tu conosca cio che e’ nella tua mente per potertene liberare.
Non reprimere i pensieri perche’ piu’ li reprimi e piu’ penetrano in profondita’ nel tuo essere.
proibire e’ attrarre,rifiutare e’ invitare,impedire e’ indurre in tentazione.
Se reprimi la rabbia essa aumenta.Se non vuoi essere sensuale e reprimi i tuoi impulsi per paura del giudizio altrui o perche’ tu lo giudichi sbagliato,accadra’ che la sessualita’ diventera’ come una scimmia e ti tentera’ sempre di piu’..
Non vuoi l’avidita’,l’ego, e questi arrivano…e cio che vuoi,la spiritualita’,la religiosita’l’illuminazione non arrivano.
Dovremmo essere pronti a osservare qualsiasi cosa appaia senza giudicare come se stessi seduto in riva ad un fiume guardando indifferente l’acqua che scorre.
l’acqua fluisce portando con se’ le pietre,le foglie e i pezzi di legno e tu osservi seduto in silenzio sulla riva.

Il problema, che sta alla base di tutti i problemi, è la mente stessa. Quindi, come prima cosa, è necessario sapere che cosa sia la mente; di che materiale sia fatta, se sia un’entità o solo un processo; se sia sostanziale o solo un’apparenza.

E, a meno che non si conosca la natura della mente, non riuscirete mai a risolvere nessun problema della vostra vita.

Potete sforzarvi, ma se cercate di risolvere problemi singoli, individuali, siete destinati a fallire: questo è assolutamente certo. Infatti, non esiste un solo problema individuale: la mente è il problema. Anche se risolvi questo o quel problema, non servirà a nulla, perché la radice rimane intoccata.

E’ proprio come potare i rami di un albero, sfrondarlo senza sradicarlo. Nuove foglie spunteranno, nuovi rami cresceranno, anche più di prima; la potatura aiuta l’albero a diventare più rigoglioso. A meno che tu non sappia come potarlo, il tuo sforzo non ha senso: è stupido. Distruggerai te stesso, non l’albero.

In quella lotta, sprecherai energia, tempo, vita, e l’albero diventerà sempre più forte, più fitto e più folto. Sarai sorpreso di ciò che accade: fai un lavoro durissimo, cercando di risolvere questo o quel problema, ma i problemi continueranno a crescere e ad aumentare. Anche se si risolve un problema, altri dieci prenderanno il suo posto.

Non cercare di risolvere i singoli problemi separatamente: non ne esistono; la mente in quanto tale è il problema.

Ma la mente è nascosta sottoterra; per questo dico che è la radice: non si vede. Quando ti trovi ad affrontare un problema, questo è alla luce del sole, puoi vederlo, e per questo t’inganna. Ricorda sempre che ciò che si vede non è mai la radice: la radice rimane sempre invisibile, è sempre nascosta. Non lottare mai con ciò che è manifesto, perché ti troverai a lottare con delle ombre. Può accadere che tu ti perda, ma non sarà possibile alcuna trasformazione della tua vita; gli stessi problemi continueranno ad affiorare.

Se osservi la tua vita, puoi capire ciò che intendo dire. Non sto parlando della mente su un piano teorico, ma della sua realtà pratica. Questo è il fatto: la mente dev’essere dissolta.

Le persone vengono da me e mi chiedono: “Come si può arrivare ad avere una mente serena?” E io rispondo: “Non esiste niente di simile. Mente serena? Non ne ho mai sentito parlare.” La mente non è mai serena, la pace è non-mente. La mente di per sé, non può mai essere serena, silenziosa. Per sua stessa natura, la mente è in tensione, è in uno stato di confusione.

La mente non può mai essere limpida; non può avere chiarezza, perché per sua natura è confusione, annebbiamento. La chiarezza è possibile senza la mente; la pace è possibile senza la mente; il silenzio è possibile senza la mente. Quindi, non provare mai a raggiungere una mente silente.

Se ci provi, fin dall’inizio ti muovi in una dimensione impossibile.

Perciò, la prima cosa da fare, è comprendere la natura della mente; solo così è possibile fare qualcosa.”

Se provi a osservare, vedrai che non ti imbatti mai in qualcosa di simile alla mente. Non è una cosa, è solo un processo; non è una cosa, assomiglia a una folla. Esistono pensieri individuali, ma si agitano così velocemente che è impossibile vedere gli intervalli tra l’uno e l’altro. Non riesci a vedere questi intervalli, perché non sei molto consapevole e all’erta: hai bisogno di un’intuizione più profonda. Nel momento in cui i tuoi occhi riescono a guardare più in profondità, all’improvviso individuerai un pensiero, poi un altro e un altro ancora, ma non ci sarà nessuna mente.

L’insieme dei pensieri — milioni di pensieri — ti danno l’illusione che la mente esista. E’ proprio come una folla: milioni di persone che si affollano; esiste qualcosa che possa essere definibile “folla”? Puoi dire che una folla esiste, al di là di un insieme di individui che sono raccolti in uno stesso luogo? Ma il loro stare insieme, il fatto che sono raccolti in gruppo, ti dà la sensazione che esista qualcosa che puoi definire “folla”.

Solo gli individui esistono.

Questo è il primo passo nella comprensione della mente. Osserva e troverai i pensieri, ma non incontrerai la mente. E se questa osservazione diventa davvero una tua esperienza diretta — non perché te lo dico io: in questo caso non ti sarà di molto aiuto — se diviene la tua esperienza, se diventa un elemento della tua conoscenza, all’improvviso, molte cose inizieranno a cambiare. Poiché hai compreso un aspetto così profondo della mente, seguiranno molti cambiamenti.

Osserva la mente, e guarda dov’è, che cos’è. Scoprirai che i pensieri galleggiano, e che esistono spazi intermedi fra l’uno e l’altro. E se prolunghi la tua osservazione, ti accorgerai che gli intervalli sono più numerosi dei pensieri, perché ogni pensiero deve essere separato dall’altro; di fatto, ogni parola è separata dall’altra. E più vai a fondo, e più intervalli troverai, e sempre più ampi. Vedrai un pensiero che galleggia, poi uno spazio dove non c’è alcun pensiero; quindi verrà un altro pensiero, poi un altro spazio ancora.

Se sei inconsapevole, non puoi scorgere questi intervalli: salti da un pensiero all’altro, non vedi mai quell’intervallo. Se acquisti consapevolezza, vedrai spazi sempre più numerosi; se diventi del tutto consapevole, allora ti si riveleranno spazi immensi. E proprio in quegli spazi accade il “satori”. In quegli spazi, la verità bussa alla tua porta. In quegli spazi, arriva l’ospite; in quegli spazi, si realizza dio, o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamare questa esperienza. Quando poi la consapevolezza è assoluta, allora esiste solo un unico vasto intervallo di nulla. Accade proprio come con le nuvole: le nuvole si muovono, e possono essere così dense, da non permettere di vedere il cielo nascosto dietro di loro. Si è perduta l’azzurra vastità del cielo; sei completamente avvolto dalle nuvole. In questo caso continua a osservare: una nube si muove e un’altra non è ancora entrata nel tuo campo visivo e… all’improvviso, uno squarcio nell’azzurro del cielo infinito.

La stessa cosa accade dentro di te: tu sei l’azzurra vastità del cielo, e i pensieri sono come nubi che si librano sopra di te, ti riempiono. Ma gli intervalli esistono, il cielo esiste. Intuire per un attimo, che cosa sia il cielo, è satori; diventare il cielo è samadhi. L’intero percorso, che dal satori va al samadhi, è un tuffo nella comprensione della mente: nient’altro.

La mente non esiste come entità separata. Questa è la prima cosa: solo i pensieri esistono.

La seconda cosa: i pensieri esistono indipendentemente da te; non sono un tutt’uno con la tua natura, ma vanno e vengono, mentre tu continui a esistere, permani. Tu sei come il cielo: è sempre là, né viene, né va. Le nubi invece passano; sono un fenomeno di pochi attimi, non durano in eterno. Anche se cerchi di attaccarti a un pensiero, non puoi trattenerlo a lungo: deve andare, perché nasce e muore. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Sono visitatori, ospiti, ma non sono i padroni di casa.

Osserva profondamente, e a quel punto sarai davvero il padrone e i pensieri saranno gli ospiti. E finché rimangono tali sono belli, ma se ti dimentichi completamente di essere il padrone di casa, ed essi prendono il tuo posto, allora sarai nei pasticci. Ecco cos’è l’inferno: tu sei il padrone di casa, la casa ti appartiene, ma i padroni sono gli ospiti… ricevili, prenditene cura, ma non ti identificare con loro, altrimenti diventeranno i padroni.

La mente diventa il problema, perché i pensieri sono così profondamente radicati in te, che hai scordato completamente le distanze fra te e loro, ha scordato che sono solo dei visitatori che vanno e vengono.

Ricorda sempre colui che dimora in te: quella è la tua natura, il tuo Tao. Stai sempre attento a ciò che mai va e mai viene, proprio come il cielo. Cambia la “gestalt”: non ti fissare sui visitatori; rimani radicato nella consapevolezza di essere il padrone: gli ospiti potranno andare e venire. Naturalmente, ci sono ospiti buoni e ospiti cattivi, ma non te ne devi preoccupare. Un buon padrone di casa dedica a tutti gli ospiti la stessa attenzione, senza fare alcuna distinzione. Un buon padrone, è un buon padrone: si presenta un cattivo pensiero e lui lo tratta esattamente come fa con quelli buoni. Non lo riguarda affatto che i pensieri siano buoni o cattivi. Infatti, distinguendo tra pensieri buoni e cattivi, che cosa fai? Ti avvicini ai pensieri buoni e respingi lontano da te quelli cattivi; e prima o poi ti identificherai con quelli buoni, ed essi diventeranno i padroni. Qualsiasi pensiero, quando diventa il capo, crea miseria, perché non è la verità. Il pensiero è un simulatore con cui tu ti identifichi, e quell’identificazione è una malattia.

Gurdjieff, era solito affermare la necessità di una sola cosa: non essere identificato con ciò che va e viene.

Il mattino, il giorno, la sera, vengono e poi se ne vanno; arriva la notte e poi ancora il mattino. Tu permani (non in quanto “tu”, perché anche questo è un pensiero) in quanto pura consapevolezza; non il tuo nome, anche questo è un pensiero; non la tua forma, anch’essa è un pensiero; non il tuo corpo, perché un giorno ti accorgerai che anch’esso è un pensiero: solo pura consapevolezza, senza nome, senza forma. Solo la purezza, l’assenza di forma e di nome; solo il fenomeno reale dell’essere consapevole; solo questo permane.

Se ti identifichi, diventi la mente. Se ti identifichi, diventi il corpo. Se ti identifichi diventi il nome e la forma, e a questo punto il padrone si è perso e tu dimentichi l’eterno e ciò che è momentaneo acquista importanza e rilievo.

Ciò che è momentaneo è il mondo, l’eterno è divino.

Questa è la seconda intuizione a cui devi giungere: riconoscere che tu sei il padrone e i pensieri sono gli ospiti.

Se continui a osservare, presto arriverai al terzo punto: ti accorgerai, cioè, che i pensieri sono stranieri, intrusi, estranei. Nessun pensiero ti appartiene: entrano sempre dall’esterno; tu sei solo un passaggio. Un uccello entra in casa da una porta e vola via da un’altra. Proprio come un pensiero entra e esce da te.

Continui a credere che i pensieri siano tuoi; non solo, combatti per loro, dicendo: “Questo è il mio pensiero, è vero.” Parli, discuti, dibatti, cerchi di mostrare che quello è il tuo pensiero.

No, nessun pensiero è tuo, nessun pensiero è originale, tutti sono presi a prestito, e non sono neanche di seconda mano, perché sono stati di milioni di persone prima di te…

Un pensiero è altrettanto esterno a te, quanto un oggetto.

Il famoso fisico, Eddington, ha affermato da qualche parte, che quanto più la scienza va in profondità nell’analisi della materia, tanto più fortemente emerge la consapevolezza che le cose siano pensieri… può essere, non sono un fisico, ma d’altro canto vorrei dirvi… Eddington può aver ragione nel dire che andando sempre più in profondità, cose e pensieri si assomigliano sempre di più. Se scendi profondamente in te, i pensieri saranno sempre più simili a cose.

In effetti, sono le due facce del medesimo fenomeno: una cosa è un pensiero, un pensiero è una cosa.

Che cosa intendo dire affermando che un pensiero è una cosa? Voglio dire, che puoi lanciare i pensieri come fai con le cose. Con un pensiero si può addirittura colpire qualcuno in testa, proprio come fai con un oggetto. Con un pensiero si può uccidere una persona, come se le lanciassi contro un pugnale. Si può offrire il proprio pensiero come un dono, oppure diffonderlo come una malattia. I pensieri sono cose, hanno forza, ma non ti appartengono. Arrivano, dimorano per un po’ dentro di te, poi ti lasciano. L’intero universo è colmo di pensieri, e di cose: queste rappresentano la tensione fisica dei pensieri e quelli la tensione mentale delle cose.

Questa è la terza intuizione rispetto ai pensieri: essi sono cose, che hanno forza, e che bisogna trattare con cautela.

Di solito si continua, inconsapevolmente, a pensare a qualsiasi cosa. E’ difficile trovare una persona che, con l’intenzione, non abbia commesso molti delitti; altrettanto difficile è trovare una persona che, con la mente, non abbia commesso ogni sorta di peccati e crimini: e poi queste cose accadono. E ricorda, puoi anche non uccidere, ma pensare continuamente di uccidere qualcuno, può creare la situazione per cui quella persona venga uccisa. Il tuo pensiero, può essere catturato da qualcuno, perché intorno a te esistono persone più deboli e i pensieri scorrono verso il basso, come l’acqua. Così, se pensi di continuo qualcosa, qualcuno che sia in una condizione di debolezza, può far suo il tuo pensiero e uccidere un uomo.

Per questo, chi ha raggiunto la conoscenza dell’intima essenza dell’uomo, afferma che ognuno di noi, e tutti in verità, siamo responsabili per ciò che accade sulla terra. La guerra del Vietnam non è solo responsabilità di Nixon: ogni essere pensante ne è responsabile. Esiste solo un individuo che può non addossarsi tale responsabilità: colui che è nello stato di non-mente. Per il resto, ognuno di noi è responsabile di tutto ciò che accade. Se la terra è un inferno, tu ne sei il creatore, tu ne partecipi.

Non continuare a buttare addosso agli altri la responsabilità, perché è anche tua, è un fenomeno che interessa l’intera collettività. Può essere che la malattia esploda in un luogo qualunque: l’esplosione può verificarsi a migliaia, milioni di chilometri lontano da te: questo non fa alcuna differenza, perché il pensiero è al di là dello spazio, non ne ha bisogno.

Questo è il motivo per cui viaggia velocissimo, neppure la luce si propaga alla stessa velocità, in quanto ha bisogno dello spazio per muoversi. Il pensiero viaggia ancor più veloce, in quanto non ha bisogno del tempo per muoversi, lo spazio per lui non esiste. Puoi essere qui, pensare a qualcosa, e questa stessa cosa accade in America. Come ti si può ritenere responsabile? Nessun tribunale può punirti, ma di fronte alla corte suprema dell’esistenza sarai condannato, anzi sei già stato condannato. Per questo sei così infelice.

La gente mi dice: “Non abbiamo mai fatto del male a nessuno, eppure siamo tanto infelici.” Anche senza far niente, tu puoi pensare, e il pensiero è più sottile dell’azione. Ci si può difendere dall’azione, ma non dal pensiero. Tutti sono vulnerabili rispetto al pensiero.

Non pensare, è una necessità irrinunciabile per poter essere liberi dal peccato, liberi dal crimine, liberi da tutto ciò che ci circonda: questo significa essere un buddha.

Un buddha è un individuo che vive senza la mente, perciò non è responsabile. Per questo motivo, in Oriente, diciamo che un buddha non accumula mai “karma”, né crea situazioni confuse e aggrovigliate che incideranno sul futuro. Egli vive, cammina, si muove, mangia, parla, fa un sacco di cose, per cui dovrebbe accumulare dei “karma”, perché “karma” significa attività. Eppure, in Oriente diciamo che ciò non accade: anche se un buddha commette un omicidio, non si crea un “karma”. Come mai? E perché tu, anche se non uccidi, accumuli comunque “karma”?

E’ semplice: tutto quello che un buddha fa, lo fa al di là della mente. E’ spontaneo, non si muove sul piano dell’agire, non ci pensa: accade. Non è colui che agisce, egli è un vuoto; non mette in azione la mente, non progetta qualcosa, ma se l’esistenza fa sì che qualcosa accada, egli lascia che ciò avvenga. Non c’è più in lui l’ego a opporre resistenza, non è più l’ego ad agire.

Essere vuoto ed essere un non-sé, significano questo: essere un semplice “non-essere”, anatta, assenza del sé. In questo caso, niente si accumula; quindi, non sei responsabile di niente che accada intorno a te, per cui trascendi.

Ogni pensiero ha un qualche effetto concreto per te e per gli altri. Stai bene attento!

Se dico di stare bene attento, non intendo riferirmi all’avere pensieri positivi, no. Infatti, se hai pensieri positivi, ne avrai anche di negativi. Come può esistere il bene senza il male? Se pensi all’amore, scoprirai che proprio lì vicino, appena dietro l’amore, è nascosto l’odio. Come fai a pensare all’amore senza pensare anche all’odio? Puoi non pensarlo a livello cosciente; l’amore può risiedere negli spazi consci della mente, ma l’odio è nascosto nell’inconscio e si muovono insieme.

Ogni qualvolta pensi alla compassione, pensi alla crudeltà. Puoi forse pensare alla compassione, senza pensare alla crudeltà? Puoi pensare alla non violenza, senza pensare alla violenza? La stessa parola “non- violenza” contiene la violenza; è inclusa in quello stesso concetto. Puoi pensare al celibato, senza pensare al sesso? E’ impossibile: che valore avrebbe il celibato, senza l’idea del sesso? E se si fonda sull’idea di sesso, che razza di celibato è?

No, esiste una qualità dell’essere completamente diversa, che nasce dal non pensiero: non pensieri positivi o negativi, semplicemente uno stato di non pensiero. Limitati ad osservare, rimani consapevole, ma non pensare. E se qualche pensiero entra… ed entrerà sicuramente, perché i pensieri non sono tuoi, galleggiano nell’aria. Tutt’intorno esiste una noosfera, una sfera del pensiero che ti circonda completamente. Così come l’aria, il pensiero è tutt’intorno a te, e continua a entrare in te per conto suo: si ferma solo col crescere della tua consapevolezza. C’è qualcosa in lei: allorché diventi più consapevole, scompare semplicemente, si dissolve, perché la consapevolezza crea un’energia più forte del pensiero.

La consapevolezza è come il fuoco per il pensiero. Quando accendi una lampada in casa, l’oscurità non riesce più a entrare; la spegni, e da ogni parte il buio si diffonde: in meno di un attimo ti avvolge. L’oscurità, non entra in una casa con le luci accese; i pensieri sono come l’oscurità: entrano soltanto se all’interno non c’è luce. La consapevolezza è un fuoco: più diventi consapevole, meno pensieri entrano in te.

Se ti integri veramente nella tua consapevolezza, i pensieri non entrano in te: diventi come una cittadella inespugnabile, niente può penetrarvi. Ciò non significa essere chiusi, anzi, vuol dire essere incondizionatamente aperti, ma la stessa energia della consapevolezza diventa la tua roccaforte. E se i pensieri non possono entrare in te, ti gireranno intorno e se ne andranno. Li vedrai arrivare e, semplicemente, non appena ti arrivano vicini, prenderanno un’altra strada. A quel punto potrai andare ovunque, anche all’inferno: niente potrà sfiorarti più.

Questo è ciò che intendiamo per illuminazione.

Osho, Tratto da: “Tantra: La comprensione suprema”
Bompiani editore

Conosci te stesso e conoscerai ogni cosa….vai oltre la mente e vivi nell’eterna pace Divina.

Riflessione-meditazione..L’ego..il falso centro…di Osho

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L’ego: il falso centro

Come prima cosa, si deve comprendere cos’è l’ego.
Un bimbo nasce.

Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. E quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno.

Nascere significa questo.

Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi, vede gli altri.

Gli “Altri” significano il tu. Egli dapprima diventa consapevole della madre. Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto,

ed egli si dimentica del corpo.

E’ così che un bimbo cresce.

Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con l’altro, diviene consapevole di se stesso.

Tale consapevolezza è una consapevolezza riflessa. Egli non è consapevole di chi lui sia. E’ semplicemente consapevole della madre e di ciò che lei pensa di lui. Se sorride, se gli fa dei complimenti, se gli dice: “Quanto sei bello”, se lo abbraccia e lo bacia, il bimbo è soddisfatto di sé.

In questo modo, è nato l’ego.

Attraverso i complimenti, l’amore, le cure, egli si sente bene, sente di essere apprezzato, sente di avere un significato. Nasce un centro.

Ma questo centro è un centro riflesso. Non è il suo vero essere. Egli non sa chi è; sa solo quello che gli altri pensano di lui.

E questo è l’ego: il riflesso, ciò che pensano gli altri. Se nessuno pensa che lui sia utile, se nessuno gli fa i complimenti, se nessuno gli sorride, anche in questo caso nasce un ego: un ego malato, triste, rifiutato, simile a una ferita; un ego che si sente inferiore, indegno. Anche questo è ego. Anche questo è un riflesso.

Dapprima viene la madre, e all’inizio la madre rappresenta tutto il mondo. Poi alla madre si uniscono gli altri, e il mondo continua a crescere. E più il mondo cresce, più l’ego diventa complesso, perché vi si riflettono le opinioni di molte altre persone.

L’ego è un fenomeno di accumulazione, un sottoprodotto della vita vissuta con gli altri. Se un bambino vive completamente solo, non accadrà che in lui cresca un ego. Ma questo non aiuta affatto. Egli rimarrà come un animale. Questo non vuol dire che arriverà a conoscere il suo autentico sé, per nulla!

Il reale può essere conosciuto solo attraverso il falso, quindi l’ego è necessario. Bisogna passarci attraverso. E’ una disciplina. Il reale può essere conosciuto solo attraverso l’illusione. Non potete conoscere la verità direttamente. Prima dovete conoscere ciò che non è vero. Prima dovete scontrarvi con il falso: questo incontro, vi aiuterà a conoscere la verità. Se conoscete il falso in quanto tale, la verità sorgerà in voi.

L’ego è una necessità; è una necessità sociale, è una conseguenza della società. La società è tutto ciò che vi circonda: non siete voi, ma quello che vi sta intorno.

Tutto, eccetto voi, è la società. E tutti riflettono. Andrai a scuola e il maestro rifletterà chi sei. Diventerai amico di altri bambini, e gli altri bambini rifletteranno chi sei. Pian piano, tutti quanti aggiungono qualcosa al tuo ego, e tutti cercano di modificarlo, in modo tale che tu non divenga un problema per la società.

Gli altri non si preoccupano di te.

Il loro unico interesse è la società.

La società si preoccupa di se stessa, e così dev’essere.

A loro non importa che tu divenga un conoscitore di te stesso. A loro importa che tu divenga una parte efficiente del meccanismo della società: devi adattarti allo schema.

Quindi, cercano di darti un ego compatibile con la società.

Ti insegnano una morale. La morale comporta il darti un ego compatibile con la società. Se sei immorale, in un modo o nell’altro, sarai sempre un disadattato.

Ecco perché mettiamo i criminali in prigione: non perché abbiano fatto qualcosa di sbagliato; non perché la prigione possa aiutarli a migliorare, anzi… semplicemente, essi non sono compatibili. Sono fonte di problemi. Hanno ego particolari, che la società non approva. Se la società li approvasse, tutto andrebbe bene.

Un uomo ammazza qualcuno: è un assassino.

E lo stesso uomo, in tempo di guerra, uccide migliaia di persone… e diventa un grande eroe. La società non è disturbata da un delitto, però il delitto deve essere commesso negli interessi della società: in questo caso è pienamente accettato. La società non si preoccupa della moralità.

La moralità presuppone semplicemente che tu ti debba adattare alla società.

Se la società è in guerra, la morale cambia.

Se la società è in pace, esiste una morale diversa.

La morale è politica sociale. E’ diplomazia. E ogni bambino deve essere allevato ed educato in maniera tale, da rientrare negli schemi della società: questo è tutto, in quanto alla società interessa avere componenti efficienti.

Alla società non interessa che tu raggiunga la conoscenza di te stesso.

La società crea un ego, perché l’ego può essere controllato e manipolato. Il sé non potrà mai essere né controllato né manipolato. Nessuno ha mai sentito parlare di un società che controlli il sé: non è possibile.

E il bambino ha bisogno di un centro; il bambino è totalmente inconsapevole del suo centro. La società gli dà un centro, e il bambino a poco a poco, si convince che quello sia il suo vero centro: l’ego che gli dà la società.

Un bambino torna a casa: se è risultato il primo della classe, tutta la famiglia è felice. Lo abbracciate e lo baciate, ve lo prendete sulle spalle, lo fate ballare, e gli dite: “Figlio bello! Siamo orgogliosi di te.” Gli state dando un ego, un ego sottile. E se il bambino torna a casa deluso, sconfitto, una frana — non ce l’ha fatta, oppure lo hanno messo nell’ultimo banco — allora nessuno gli fa complimenti, ed egli si sente rifiutato… la prossima volta ci metterà più impegno, perché il suo centro è stato scosso.

L’ego è sempre agitato, è sempre in cerca di alimento, in cerca di qualcuno che gli faccia delle lodi. E’ per questo motivo che chiedete continuamente attenzione.

Ho sentito raccontare:

Mulla Nasruddin e sua moglie stavano uscendo da un cocktail party, e Mulla disse: “Cara, nessuno ti ha mai detto che sei affascinante, che sei bella, che sei stupenda?”

Sua moglie si sentì salire alle stelle, era felicissima. Rispose: “Mi domando come mai nessuno me l’abbia mai detto.”

Nasruddin replicò: “E allora, cosa te lo fa pensare… ?”

Tu prendi dagli altri l’idea di chi sei.

Non è un’esperienza diretta.

Sono gli altri a darti l’idea di chi sei. Essi danno forma al tuo centro. Questo centro è falso, perché porti in te stesso il tuo vero centro.

Nessun altro può metterci voce…. non sono affari suoi!

Nessun altro gli può dare una forma… vieni al mondo con quel centro.

Tu sei nato con lui.

Quindi, tu hai due centri. Un centro tuo, che ti è dato dall’esistenza stessa: questo è il sé. E l’altro creato dalla società: questo è l’ego. E’ una cosa falsa… ed è in se stesso un grandissimo stratagemma. Attraverso di esso la società ti controlla: devi comportarti in un certo modo, perché solo in questo caso la società ti apprezza.

Devi camminare in un certo modo; devi ridere in un certo modo; devi assumere un certo comportamento, avere una morale, un codice. Solo così la società ti apprezzerà, e se ciò non accade, il tuo ego ne sarà sconvolto. E quando l’ego viene scosso, tu non sai più dove sei, non sai più chi sei.

Gli altri ti hanno dato quell’idea.

Quell’idea è l’ego.

Cercate di capirlo quanto più profondamente possibile, perché questa è una cosa che si deve gettare via. E a meno che non la gettiate via, non potrete mai raggiungere il sé… perché voi tutti siete dipendenti dal centro: non potete muovervi, e di conseguenza non siete in grado di guardare nella direzione del sé.

E ricordate: ci sarà un periodo di transizione, un intervallo di tempo, durante il quale l’ego sarà fatto a pezzi; voi non saprete più dove siete né chi siete, e tutti i confini si confonderanno.

Sarete confusi, nel caos.

In questo caos, avrete paura di perdere il vostro ego, ma deve essere così. Bisogna passare attraverso il caos per arrivare a toccare il vero centro. Se avrete coraggio, questo periodo sarà breve.

Se invece avete paura e ricadete nell’ego, e ricominciate ancora una volta a organizzarlo, allora ci vorrà moltissimo tempo, forse addirittura intere vite.

Una volta un bambino andò a far visita ai nonni; aveva solo quattro anni. La sera, quando la nonna lo mise a letto, improvvisamente si mise a gridare, a piangere: “Voglio andare a casa, ho paura del buio.”

La nonna allora gli disse: “So bene che anche a casa dormi al buio, non ho mai visto la luce accesa, perché allora qui hai paura?”

Il bambino rispose: “E’ vero, ma quello è il mio buio; questo buio qui, invece, non lo conosco.”

Anche dell’oscurità si pensa: “Questa è la mia”.

All’esterno… un’oscurità sconosciuta. Con l’ego la sensazione è: “Questa è la mia oscurità.”

Può anche essere difficoltoso; può creare molte sofferenze, tuttavia si pensa: è mio. Qualcosa da afferrare; qualcosa a cui aggrapparsi; qualcosa sotto i piedi… non siete in un limbo, nel vuoto. Puoi anche essere infelice, ma perlomeno esisti. Persino l’essere sofferente ti dà il senso di “Io sono”. Se te ne allontani, arriva la paura; inizi a temere l’oscurità che non conosci e il caos… perché la società è riuscita a far luce solo su una piccola parte del tuo essere.

E’ come entrare in una foresta: fai un po’ di pulizia, liberi un piccolo spazio, lo recinti, costruisci una capanna, un giardinetto, un prato… e sei soddisfatto. Oltre la siepe, la foresta, il mondo selvaggio. Qui tutto è a posto: hai pianificato tutto. E’ accaduta la stessa cosa.

La società ha fatto un po’ di pulizia nella vostra consapevolezza. Ha ripulito perfettamente una piccola parte e l’ha recintata. E lì dentro tutto è a posto.

E’ questo che fanno tutte le vostre università. Tutta la cultura e tutti i condizionamenti, servono solo a ripulire quella piccola porzione del vostro essere in modo tale da farvi sentire a casa.

Ma ecco che vi spaventate.

Oltre la siepe c’è il pericolo.

Voi esistete oltre la siepe, così come esistete al suo interno, e la vostra mente cosciente è appena una parte, un decimo di tutto il vostro essere. Gli altri nove decimi sono in attesa, nell’oscurità, e in questi nove decimi è nascosto, da qualche parte, il vostro centro reale.

E’ necessario rischiare… essere coraggiosi.

Occorre fare un passo nell’ignoto.

Per un attimo, tutti i confini spariranno.

Per un attimo, avrete le vertigini.

Per un attimo, sarete spaventati e sconcertati, come se fosse avvenuto un terremoto.

Ma se siete coraggiosi e non tornate indietro, se non ricadete di nuovo nell’ego e continuate ad andare avanti… dentro di voi esiste un centro, che possedete da vite intere.

Questa è la vostra anima, il vostro sé.

Quando vi ci avvicinerete, tutto cambierà, tutto si organizzerà di nuovo. Ma questa volta l’assestamento non sarà opera della società. Ora ogni cosa diventerà un tutto organico e armonico, non un caos: nascerà un nuovo ordine.

Ma questo non è più l’ordine della società: è l’ordine stesso dell’esistenza: è ciò che Buddha, chiama Dhamma; Lao Tzu, Tao; Eraclito, Logos. Non è fatto dall’uomo: è l’ordine stesso dell’esistenza.

Ecco che allora, all’improvviso, tutto sarà di nuovo bello; anzi, per la prima volta, è davvero bello, perché le cose fatte dall’uomo non possono essere belle. Al massimo se ne può nascondere la bruttezza, ma niente di più. Si può cercare di renderle attraenti, ma non potranno mai essere belle.

La differenza è la stessa che esiste tra un fiore vero e uno di plastica o di carta. L’ego è un fiore di plastica, morto. Sembra un fiore, ma non lo è. Di fatto, non lo si può chiamare fiore. Anche da un punto di vista linguistico è sbagliato, perché un fiore è qualcosa che fiorisce, mentre questo oggetto di plastica è solo un oggetto, non può fiorire. E’ morto, in lui non c’è vita alcuna.

Tu hai, dentro di te, un centro in fiore. E’ per questo che gli hindu lo chiamano Fior di Loto, perché è qualcosa che fiorisce. Lo chiamano il loto dai mille petali.” Mille”, significa “infiniti petali”. E continua a fiorire, non si ferma mai, non muore mai.

Voi però, vi accontentate di un ego di plastica.

E sono molti i motivi per cui vi accontentate. Con una cosa morta ci sono molti vantaggi. Il primo, è che una cosa morta non muore mai. Non può… non è mai stata viva. Quindi, potete comprare fiori di plastica; sotto un certo aspetto vanno bene: durano molto… non sono eterni, ma durano a lungo.

Il fiore vero, che spunta in giardino, è eterno, ma non dura a lungo. E ciò che è eterno ha un suo modo di esserlo. E questa è la via di ciò che è eterno: nascere e morire continuamente. Con la morte si ricrea, torna a essere di nuovo giovane.

A noi sembra che il fiore vero sia morto… non muore mai, cambia semplicemente corpo, e in questo modo è sempre fresco.

Lascia il vecchio corpo e entra in quello nuovo. Fiorisce da qualche altra parte… e continua a fiorire.

Ma noi non siamo in grado di cogliere questa continuità, perché è invisibile: vediamo solo un fiore e poi un altro fiore… non vediamo mai la continuità.

E’ lo stesso fiore che è sbocciato ieri.

E’ lo stesso sole… ma con un abito diverso.

L’ego ha una sua qualità: è morto, è una cosa di plastica. Ed è molto facile averlo, perché sono gli altri a dartelo. Non hai bisogno di cercarlo, non è richiesta nessuna ricerca. Ecco perché solo diventando un ricercatore dell’ignoto, potrai essere un individuo, altrimenti non lo sarai mai.

Tu sei solo parte della folla. Sei tu stesso una folla.

Se non hai un centro reale, come farai a essere un individuo?

L’ego non è dell’individuo. E’ un fenomeno sociale, appartiene alla società, non è tuo. Ti dà però una funzione nella società, ti inserisce in una gerarchia. E se ti accontenti di questo, perderai ogni occasione di trovare il tuo “sé”. Ed è per questo che sei così infelice. Con un vita artificiale, come puoi essere felice?

Con una vita falsa, come puoi vivere in estasi e in beatitudine? Ed ecco che questo ego crea molte sofferenze, milioni di sofferenze.

Tu non lo puoi vedere, perché è la tua stessa oscurità e tu sei identificato con essa.

Non hai mai notato che tutti i tipi di infelicità penetrano in te attraverso l’ego? Non ti può rendere beato, può solo renderti infelice.

L’ego è l’inferno.

Ogni volta che soffri, cerca semplicemente di osservare, di analizzare… e scoprirai, che è l’ego, in qualche modo, la causa di tutto. Inoltre, esso continua a scoprire nuovi motivi di sofferenza.

Una volta mi trovavo a casa di Mulla Nasruddin, e la moglie diceva cose terribili su di lui in modo rabbioso, villano, aggressivo, era quasi sul punto di scoppiare, con violenza. Il Mulla se ne stava però seduto in silenzio, e ascoltava. All’improvviso la moglie si voltò verso di lui e gli disse: “E così, hai ancora da ridire, vero?”

Mulla rispose: “Ma se non ho aperto bocca.”

“Lo so”, rispose la moglie, “ma stai ascoltando in modo molto aggressivo.”

Sei un egoista, come tutti. Alcuni problemi sono grossolani, superficiali, e non presentano troppe difficoltà. Altri invece sono sottili, profondi e sono questi i veri problemi.

L’ego lotta in continuazione con gli altri, perché non ha nessuna confidenza con se stesso; non può averne, è qualcosa di falso. Quando non hai niente in mano e invece pensi di avere qualcosa, ecco che nasce il problema. Se qualcuno dice: “Non c’è niente”, comincerà subito la lotta, perché anche tu senti che non c’è niente… l’altro ti rende cosciente di questa evidenza.

L’ego è falso, è nulla, e questo lo sai anche tu. Come puoi non saperlo? E’ impossibile. Un essere consapevole, come può non sapere che il suo ego è semplicemente falso? Gli altri gli dicono che non c’è niente, e tutte le volte che gli altri ti dicono che non c’è niente, ti feriscono, dicono la verità, e niente colpisce come la verità. Devi difenderti: se non lo fai, se non stai sulla difensiva, che cosa accadrà di te?

Ti perderai. La tua identità si spezzerà.

Per questo devi difenderti e lottare: qui nasce il conflitto.

Chi è centrato nel suo sé, non è mai in conflitto. Possono essere gli altri a lottare con lui, ma lui non si metterà mai in conflitto con nessuno.

Una volta, mentre un maestro Zen camminava per la strada, un uomo si precipitò su di lui e lo colpì duramente. Il maestro cadde, poi si rialzò, e riprese a camminare nella stessa direzione di prima, senza neppure voltarsi indietro.

Un discepolo che era con il maestro rimase molto colpito e chiese: “Chi è quell’uomo? Che cosa vuol dire tutto questo? Nessuno può voler uccidere un essere che vive come te; e tu non lo hai neppure guardato. Chi è, e perché l’ha fatto?”

Il maestro rispose: “E’ un problema suo, non mio.”

Puoi metterti a combattere con un illuminato, ma sarà un tuo problema, non suo. E se tu rimani ferito in quella lotta, anche questo sarà un tuo problema, non suo. L’illuminato non può colpirti. E’ come picchiare contro un muro: ti potrai anche ferire, ma non è il muro che ti colpisce.

L’ego è sempre alla ricerca di guai. Perché? Perché se nessuno ti presta attenzione, il tuo ego inizia a sentirsi affamato.

Vive sull’attenzione degli altri.

Perciò, anche se qualcuno lotta ed è in collera con te, questo ti va bene: per lo meno ti ha prestato attenzione. Se qualcuno ti ama tutto va bene; ma se nessuno ti ama, ti va bene anche la rabbia. Perlomeno sei oggetto di attenzione. Se però questa attenzione non esiste, se nessuno pensa che sia importante, che tu sia qualcuno, come farai a nutrire l’ego?

E’ necessaria l’attenzione degli altri… e tu cerchi di attirarla in mille modi: ti vesti in un certo modo, cerchi di farti bello, ti comporti in modo educato, cerchi di cambiare. Quando percepisci che la situazione è di un certo tipo, ti adegui immediatamente, in modo che la gente ti presti attenzione.

Questo è vero e proprio mendicare.

Un vero mendicante è colui che ricerca e chiede attenzione. E un vero imperatore è colui che vive di se stesso, che ha un proprio centro e non dipende da nessun’altro.

Buddha è seduto sotto l’albero del bodhi… se il mondo di colpo scomparisse, farebbe forse qualche differenza per lui? No, per nulla. Se il mondo intero scomparisse, non farebbe alcuna differenza, perché egli ha conseguito il proprio centro.

Tu invece, se tua moglie scappa, divorzia, va con qualcun altro, vai in pezzi, resti completamente sconvolto: lei, infatti, ti prestava attenzione, si dedicava a te, ti amava, ti stava sempre attorno, ti faceva sentire qualcuno. Ora, il tuo impero è completamente perduto, sei semplicemente distrutto. Cominci a pensare al suicidio. Ma perché? Perché se la moglie ti lascia, dovresti suicidarti? Perché se il marito ti lascia, dovresti suicidarti? Perché non hai nessun centro che sia davvero tuo. Erano il marito o la moglie a dartelo.

Questo è il modo in cui la gente vive. Questo è il modo in cui si diventa dipendenti dagli altri. E’ una vera e propria schiavitù, ed è molto profonda. L’ego deve essere schiavo: dipende dagli altri. Solo una persona priva di ego è per la prima volta un maestro, non più uno schiavo. Cerca di capirlo.

Inizia a cercare l’ego: non negli altri — che non ti riguarda — ma in te stesso. Tutte le volte che ti senti infelice, meschino, chiudi immediatamente gli occhi: cerca di scoprire dove ha origine questa infelicità, e ogni volta scoprirai che il tuo falso centro è entrato in conflitto con qualcuno.

Ti aspetti qualcosa… e non succede niente. Ti aspetti qualcosa… e accade tutto il contrario: il tuo ego ne rimane sconvolto, cadi nell’infelicità più nera. Limitati ad osservarlo: quando ti senti infelice prova a scoprirne il motivo.

Le cause non stanno al di fuori di te.

Il motivo fondamentale è dentro di te, ma tu guardi sempre al di fuori, chiedi sempre: chi mi rende così infelice?

Chi provoca questa mia rabbia, questa mia angoscia?

Se guardi all’esterno, non lo scoprirai mai.

Limitati a chiudere gli occhi e a guardare sempre dentro di te.

La fonte di ogni miseria, rabbia, angoscia, è nascosta dentro di te: è il tuo ego.

E se trovi la fonte, sarà facile andare oltre. Se riesci a vedere che il tuo stesso ego è la causa di ogni sofferenza, preferirai abbandonarlo, perché nessuno può portarsi dietro la causa della propria sofferenza, una volta che la conosce.

E ricordarti che non c’è bisogno di lasciar cadere l’ego. Non puoi farlo. Se ci provi, arriverai ad avere un ego più raffinato che dirà: “Sono diventato umile”.

Non cercare di essere umile. Di nuovo sarà una maschera dell’ego, ancora non sarà morto. Non cercare di essere umile.

Nessuno può darsi da fare per essere umile; e nessuno lo può diventare attraverso lo sforzo. Quando l’ego non c’è più, in te nasce l’umiltà. Non è una creazione: è l’ombra del vero centro.

Un uomo davvero umile, non è né umile né egoista.

E’ unicamente semplice.

Non è neppure consapevole di esser umile.

Se si è consapevoli di essere umili, l’ego esiste ancora.

Guarda le persone umili… ce ne sono a milioni che credono di esserlo. Si inchinano molto profondamente, ma osservali: sono gli egoisti più elusivi. Ora si nutrono alla fonte dell’umiltà. Dicono: “Sono umile”, e poi ti guardano e aspettano la tua approvazione.

“Come sei umile!” vorrebbero sentirti dire. “Sei davvero l’uomo più umile del mondo; nessuno è umile come te.” E osserva il sorriso che compare sui loro volti.

Che cos’è l’ego? L’ego è una gerarchia che si fonda sull’idea: ” Nessuno è come me”, e che può benissimo alimentarsi con l’umiltà. “Nessuno è come me, sono il più umile di tutti gli uomini.”

Una volta, accadde che un fachiro, un mendicante, pregasse in una moschea, la mattina presto, quando era ancora buio. Era una festa religiosa per i mussulmani, e lui pregava dicendo: “Non sono nessuno, sono il più povero dei poveri, il più peccatore tra i peccatori.”

All’ improvviso, un’altra persona cominciò a pregare. Era l’imperatore di quel Paese, che non si era accorto che qualcun altro stava pregando — era ancora buio — e anche lui cominciò a dire: “Non sono nessuno, non sono niente. Sono semplicemente vuoto, un mendicante che bussa alla tua porta.” E quando si accorse che qualcun altro stava dicendo la stessa cosa, sbottò: “Smettila! Chi è che cerca di superarmi? Chi sei? Come osi dire davanti al tuo imperatore che non sei nessuno, mentre anche lui lo sta dicendo?”

Ecco come funziona l’ego. E’ così sottile e astuto, che bisogna stare molto, molto attenti: solo così lo si può vedere.

Non cercare di essere umile, cerca semplicemente di capire che tutta l’infelicità e l’angoscia nascono dall’ego.

Osserva semplicemente! Non c’è bisogno di lasciarlo cadere, non si può. Chi ci riuscirà? A quel punto, colui che lo lascerà cadere, diventerà un nuovo ego, perché l’ego ritorna sempre.

Qualunque cosa tu faccia, limitati a metterti in disparte e osserva, guarda: non fare altro.

Qualunque cosa tu faccia — umiliarti, renderti modesto e semplice — niente ti sarà di aiuto. Puoi solo fare una cosa: limitarti a osservare che l’ego è la fonte di ogni miseria. Ma non dirlo, non ripeterlo, osserva. Perché dire che è la fonte di ogni infelicità, e continuare a ripeterlo, non serve a niente. Tu devi arrivare a capirlo. Ogni volta che ti senti infelice, chiudi semplicemente gli occhi: non cercare di scoprirne le cause all’esterno; prova a vedere da dove viene questa disperazione.

E’ il tuo stesso ego.

Se continui a sentire e a capire, se questa comprensione che l’ego ne sia la causa, si radica profondamente in te, un giorno, all’improvviso, ti accorgerai che l’ego è semplicemente scomparso. Nessuno lo lascia cadere; nessuno è in grado di lasciarlo cadere. Puoi semplicemente osservare che, a un certo punto, è scomparso, perché la comprensione stessa che sia l’ego a creare ogni sofferenza, lo fa cadere. Questa profonda comprensione, è la caduta stessa dell’ego.

Ma tu sei bravissimo a vedere l’ego degli altri; anche se nessuno, in realtà, è in grado di vedere l’ego di un altro…. quando invece riguarda te, nasce il problema, perché non conosci questa regione, non l’hai mai attraversata.

Il vero sentiero verso il divino, verso l’assoluto, deve passare attraverso la regione dell’ego. Bisogna riconoscere come falso ciò che è falso. Bisogna riconoscere la fonte della nostra sofferenza in quanto tale, e a questo punto l’ego cade da solo, semplicemente.

Quando ti rendi conto che è un veleno, cade da sé. Quando ti rendi conto che è fuoco, cade da sé. Quando ti rendi conto che è l’inferno, cade da sé. Quindi non affermare mai: “Ho lasciato cadere l’ego”. Ridi semplicemente di tutto, del fatto che eri tu stesso l’autore di tutta la tua sofferenza.

Stavo guardando dei fumetti di Charlie Brown. In uno di questi, gioca con i cubi, per costruirsi una casa. E’ seduto al centro, e monta le pareti… a un certo punto, si trova chiuso dentro: ha costruito pareti tutt’intorno a sé, e si mette a gridare: “Aiuto! Aiuto!”

E’ stato lui a fare tutto! E ora è chiuso dentro, imprigionato. E’ un atteggiamento infantile, ma è quello che avete fatto tutti voi, finora. Avete costruito una casa tutto intorno a voi, e ora gridate: “Aiuto! Aiuto!” E la sofferenza aumenta a dismisura, perché colui che dovrebbe portarvi aiuto, si trova sulla stessa barca.

Una donna bellissima va dallo psicanalista per la prima seduta, e lui, d’acchito, le chiede: “Per favore si avvicini”. E non appena la paziente gli si avvicina, il dottore le salta addosso, stringendosela tra le braccia e baciandola.

La donna rimane esterrefatta. Lo psicanalista continua: “Ora si segga pure. Questo risolve i miei problemi… adesso parliamo dei suoi!”

Il problema diventa complesso, perché chi dovrebbe portare aiuto, si trova sulla stessa barca. Ed è, inoltre, felice di aiutare, perché in questo modo l’ego si sente molto, molto bene: sei di grande aiuto, sei un guru, un maestro, stai aiutando una infinità di persone; e quanto più numerosi sono i tuoi seguaci, tanto meglio ti senti.

Ma tu sei sulla stessa barca: non puoi aiutarli.

Anzi, li danneggerai.

Chi ha ancora i propri problemi, non può essere di grande aiuto. Solo chi non ne ha più, può aiutarti. Solo allora, avrà la chiarezza per vedere attraverso di te: una mente che non ha problemi propri, può vederti: per lei diventi trasparente.

Una mente che non ha problemi, può vedere dentro di sé, ed è per questo che è in grado di vedere attraverso gli altri.

In Occidente, esistono numerose scuole di psicoanalisi, ma non sono di aiuto alle persone, anzi sono piuttosto un danno. E questo perché chi aiuta gli altri, o cerca di aiutarli, o si propone in quanto aiuto, in realtà si trova sulla stessa barca di coloro che vorrebbe salvare.

E’ difficile vedere il proprio ego.

E’ molto facile vedere quello degli altri. Ma non è questo il punto, tu non li puoi aiutare.

Prova a vedere il tuo ego.

Osservalo semplicemente.

E non avere fretta di lasciarlo cadere, osservalo semplicemente. Quanto più lo osservi, tanto più sarai in grado di osservarlo. E un giorno, all’improvviso, ti accorgerai che è semplicemente caduto. E quando cade per conto suo, solo in questo caso cade veramente. Non c’è altro modo. Non puoi farlo cadere prima del tempo.

Cade esattamente come una foglia secca.

L’albero non fa niente: basta un soffio di vento, qualcosa che accade… e la foglia secca semplicemente si stacca. L’albero non si accorge nemmeno che la foglia secca sia caduta. Non fa rumore, non pretende niente, proprio niente.

La foglia secca cade semplicemente, e non fa altro che frantumarsi sul terreno. Proprio così…

Quando, attraverso la comprensione e la consapevolezza, maturerai, e avrai realizzato davvero che l’ego è la causa di tutta la tua sofferenza, un giorno vedrai semplicemente cadere quella foglia secca.

Si poserà a terra, morirà per conto suo, senza che tu abbia fatto nulla, senza la pretesa di essere stato tu a farla cadere. Ti accorgerai che l’ego è semplicemente scomparso, e in quel momento emergerà il vero centro.

Questo vero centro è l’anima, il sé, dio, la verità o qualsiasi altro nome gli vogliate dare.

E’ senza nome, per cui gli si può dare qualunque nome.

Puoi dargli tu stesso il nome che preferisci.

Osho, Tratto da: Oltre le Frontiere della mente.

Siedi silenzioso dentro te…e scopri tutto cio’ che non sei veramente…scopri il Tuo vero SE’ immortale….solo allora sarai Amore…

Riflessioni su Sesso e Amore

Standard

“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti.
Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo.

Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”
Osho

“Mi piace immensamente la negatività delle persone
e la prendo come una sfida,
una sfida al mio amore. Se posso amare loro,
solo allora so che cos’è l’amore.
Se posso amare solo le persone che mi amano,
allora è business, è un affare. Se posso persino amare le persone
che non mi amano,
che sono piene di odio verso di me,
che vorrebbero distruggermi, allora è vero amore.
E’ amore incondizionato,
non pretende nulla in cambio.”
osho

“accetta ciò che sei, amalo, celebralo
e proprio in quella celebrazione
inizierai a vedere l’unicità degli altri,
l’incomparabile bellezza di ogni essere umano.”

OSHO

….. “Mi chiedi: “Cos’è il sesso e cos’è l’amore?” Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l’incontro di due anime. E questo è l’Amore!
Ma non sto parlando dell’amore convenzionale! … Non parlo dell’amore di cui parla il mondo! … Non parlo dell’amore di cui il mondo ha paura!
La gente ha paura di essere amata e di amare perché quell’amore porta infelicità! … Quell’amore porta con sé bugie, porta con sé prigionia, comporta schiavitù, distrugge la libertà. Per questo la gente ne ha paura. E questo accade poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi … si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.
Uno dei miei messaggi fondamentali è: se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.
Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.
L’amore di cui io parlo è la vera trasformazione dell’energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l’amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso … Hanno evitato di conoscere l’energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d’amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell’amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E mentre l’amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose… ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell’energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: “Taglia le radici, perché non sono belle!” Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo Amore.
Se penetrerete in profondità il mistero del sesso, l’amore nascerà spontaneamente. Diventerete più amorevoli e la vostra sessualità si ridurrà sino a divenire una fiamma di puro amore, mentre i fumi del sesso svaniranno.
La rozza energia del sesso si é trasformata in un profumo delicato, il profumo dell’amore!
Il sesso è energia! … E non dico energia sessuale, perché non c’è altra energia. Il sesso è l’unica energia che avete. Questa energia può venire trasformata, può diventare un’energia più elevata. E più in alto si muove meno rimane sessualità. Alla fine vi è un culmine, dove questa energia diventa compassione e amore. Nel suo supremo fiore possiamo chiamarla energia divina, ma la base, la radice, è nel sesso. Per cui il sesso è il più basso, il primo livello dell’energia ed il divino il livello più alto, ma è la stessa energia a fluire. La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una volta che hai diviso hai creato conflitto, ogni volta che dividi l’energia tu stesso ne risulti diviso e allora sarai o contro il sesso o a suo favore. Io non sono né a favore né contro, perché io non divido. Dico che il sesso è energia, sesso è il nome dell’energia: chiamala energia X. Sesso è il nome di questa energia X, questa energia sconosciuta quando la usi solo come forza biologica ma diventa divina una volta che è liberata dalla schiavitù della biologia, una volta che va al di là del corpo. E allora è l’amore di Gesù o la compassione di Buddha! … Il sesso va trasformato, e l’unico modo possibile per trasformarlo è essere sessuali con una profonda consapevolezza: fare del sesso una meditazione. Vivi la tua sessualità, ma con attenzione, con consapevolezza, con presenza totale dell’essere. Non permettere che diventi una forza inconsapevole. Non lasciarti trascinare o trattenere. Sperimentalo con comprensione e saggezza, in amore. Trasforma l’esperienza del sesso in un’esperienza di meditazione. E una volta che sei meditativo, la qualità dell’esperienza sessuale inizia a cambiare. La stessa energia che fluiva nella sessualità, inizia a fluire verso la consapevolezza. E quando diventi meditativo giungi a realizzare un fatto nuovo: non è il sesso a darti beatitudine, non è il sesso che dà l’estasi. E’ piuttosto uno stato della mente privo di pensieri, il coinvolgimento totale nell’atto che ti rendono beato … la consapevolezza è il ponte, il ponte d’oro da questo mondo a quell’altro, dall’inferno al regno dei cieli, dall’ego al divino.” …..

L’ORGASMO NON HA SESSUALITA’ ALCUNA

Amato Maestro,
cos’è l’orgasmo riferito alla meditazione e ai piani più alti della consapevolezza?
Il sentirsi orgasmici in un profondo stato di meditazione non è forse assenza assoluta di sessualità?

In sé l’esperienza dell’orgasmo è sempre non sessuale. Anche quando la si consegue attraverso il sesso; in sé l’orgasmo non ha sessualità alcuna.
Puoi arrivare all’orgasmo tramite il sesso È una fusione delle polarità negativa e positiva, una fusione così profonda che l’uomo non è più uomo, la donna non è più donna. Essi non sono più due entità, esiste solo un’energia che li avvolge entrambi. Essi si sono fusi in quell’energia.
Può durare un istante, non ha importanza; ma in sé quell’esperienza non ha nulla a che vedere con il sesso
Ιl primo orgasmo sarà inevitabilmente raggiunto tramite il sesso Ε la mia comprensione mi dice che la meditazione si è evoluta partendo dall’esperienza dell’orgasmo.
Coloro che posero le basi della meditazione, in particolare Shiva, erano conosciuti anche come grandi amanti. Shiva nel suo “Vigyana Bhairava Tantra” ha descritto, con formule scientifiche, centododici metodi di meditazione: ogni meditazione è racchiusa in un aforisma. Quei centododici sutra sono come semi. In essi Shiva ha condensato tutto ciò che si riferisce al metodo.
Forse Shiva fu il primo uomo a scoprire la meditazione. Ε si può dedurre, in maniera estremamente scientifica, che chiunque abbia sperimentato l’orgasmo, se è provvisto di un briciolo di intelligenza, si è accorto che si tratta di un’esperienza non sessuale, anche se vi si arriva tramite il sesso
Questo serve a farci intuire che possono esserci altre vie per arrivarci, utilizzando strumenti non sessuali; visto che in sé quell’esperienza non è sessuale, è ovvio che il sesso non sia la sola strada per arrivarci.
Se si sperimenta l’orgasmo, non occorre molta intelligenza per capirlo: diventa evidente. Forse la sessualità crea lο sfondo in cui accade. Ma l’esperienza dell’orgasmo non vi offre nessun richiamo sessuale: è pura spiritualità.
Chiunque l’abbia sperimentato, deve aver concluso che devono esserci altre vie per arrivarci, visto che il sesso non è necessariamente un elemento portante. Per cui, quelle persone devono aver osservato come accade. Ε le cose sono diventate evidenti: nell’istante dell’orgasmo, il tempo si arresta, ti scordi del tempo. La tua mente si arresta, non pensi più. Esiste una profonda quiete e un’intensa consapevolezza.
Non sei addormentato Non sei caduto in un sonno ipnotico. Tutto è chiaro. La mente non funziona come al solito: il processo del pensiero si è arrestato. Non esiste più la sensazione del tempo; sembra esservi un’assenza di tempo.
In seguito penserai che è durato solo pochi secondi, ma questo lο penserai solo dopo: nell’esperienza, sembra un’eternità. Ε sei pienamente consapevole, come mai lo sei stato: sei consapevole come mai prima, sei sveglio!
Qualsiasi osservatore, vivendo questa esperienza, penserà: “Se si riesce ad attivare questi elementi – consapevolezza, assenza di pensiero, assenza di tempo – si arriverà a una condizione orgasmica, evitando la sessualità”.
Ε io ho capito questo: è così che l’uomo deve aver scoperto la meditazione, la prima volta; perché altrimenti, non essendo la meditazione qualcosa di biologico ο di naturale, non si potrebbe semplicemente arrivare a scoprirla col tempo. Tuttavia la biologia ti ha fornito un’esperienza; se cerchi di capirla, inevitabilmente cercherai altri metodi per realizzarla. Sai che ti è accaduta; hai sperimentato l’assenza di pensiero, di tempo, e la presenza di una consapevolezza totale; per cui è una cosa possibile.
Non vai più a tentoni nel buio, non si tratta di teorie ο ipotesi: sai che è una cosa possibile. Ne sei venuto a conoscenza attraverso la via biologica. Ora, se quei tre elementi possono essere conservati senza l’elemento sessuale, l’orgasmo avviene di nuovo.
La differenza è questa: l’orgasmo sessuale è assolutamente momentaneo. Sebbene sembri eterno, mentre si verifica, non lo è: quella sensazione è prodotta dalla sua intensità. Viceversa, tramite la meditazione può essere lungo quanto si vuole, in quanto la meditazione non dipende da un’altra persona, sia essa uomo ο donna, ο da una particolare sintonia tra le due menti, ο da un ritmo tra le due energie. L’orgasmo sessuale dipende da molte cose, e in particolare dalla presenza dell’altra persona.
La meditazione è indipendente dall’altro; occorri solo tu per creare la situazione. Se ne deduce che devi partire dalla consapevolezza, perché non conosci altro modo per arrestare i pensieri. Non hai il potere di fermare i pensieri ο di arrestare il tempo Rimane, quindi, una sola cosa: la consapevolezza. Cioè, tu puoi essere più consapevole, ο lο puoi essere meno.
Lo sai. Se all’improvviso questa casa si incendiasse, saresti più all’erta. Tu sai che la tua consapevolezza ha alti e bassi. In certi momenti sei più consapevole, in altri lo sei meno. Per cui è possibile creare situazioni in cui si è più coscienti.
Ecco perché la consapevolezza diventò il fondamento della meditazione. Ε con la consapevolezza avrai una sorpresa: più diventi consapevole, più i pensieri scompaiono. Quando sei pienamente consapevole, non ci sono più pensieri, e all’improvviso il tempo si arresta. Ιl tempo può esistere in te, solo grazie al movimento dei pensieri.
Di fatto, il tempo può essere misurato solo tramite il movimento. Ad esempio, come misuri lo scorrere del tempo su un orologio? Grazie al movimento delle lancette; altrimenti sarebbe impossibile.
Se ogni cosa è immobile, ti sarebbe impossibile pensare all’esistenza di qualcosa come il tempo. Ma sai che è passata un’auto, un treno, e tra questi movimenti esiste un intervallo.. quell’intervallo presuppone il tempo Ad un certo punto senti il rumore di un aereo… questo è movimento, questo ti fa scoprire il movimento intorno a te.
Dentro di te esiste solo un movimento, quello dei pensieri. Quando il pensiero si arresta, all’improvviso il tempo scompare: non esiste più un movimento che permetta di misurarlo. Ecco perché, se nella notte sogni molto, al mattino penserai che sia stata una notte molto, molto lunga: la causa sta nel movimento avvenuto in te. Viceversa, se non hai sognato affatto, avrai solo la sensazione di esserti semplicemente addormentato, e subito dopo di esserti svegliato. La notte è trascorsa in un lampo.
Quando sei ansioso, infelice, quando soffri, il tempo passa lentamente, a causa del tuo soffrire. Vorresti che tutto passasse velocemente, ma a causa della tua aspettativa la sofferenza non passa mai, e il tempo scorre lentamente.
Ma quando incontri un amico dopo anni, scopri che le ore sono trascorse senza che te ne accorgessi, e sembra che vi siate incontrati solo poco fa. Quando sei felice, ο quando sei triste, immediatamente influenzi con i tuoi stati d’animo la velocità del tempo. Ma quando non sei né l’una né l’altra cosa, sei semplice silenzio, il tempo non ha possibilità alcuna di muoversi.
Quindi, man mano che si diventa consapevoli, come prima cosa si vedono diminuire i pensieri, e questi alla fine si arrestano. A quel punto si scopre che il tempo è svanito: in questo modo si sarà scoperta la chiave della meditazione elementare. Ε tutti i vari metodi non saranno altro che una diversificazione del primo, combinazioni diverse dello stesso metodo base. Le combinazioni variano, ma fondamentalmente saranno solo consapevolezza e testimonianza.
Ε non sembra esserci altro modo per trovare la meditazione che non sia l’orgasmo, poiché è la sola esperienza che la natura offre che si avvicini alla meditazione. Ε la cosa triste è che milioni di persone non hanno esperienza alcuna dell’orgasmo, poiché tutte le religioni impediscono da sempre di farne esperienza.
È una cosa ridicola, perché se la gente non ha nessuna esperienza dell’orgasmo, la meditazione rimane pura fantasia; oppure qualcosa di accessibile solo a dei giganti: “Ma noi siamo semplici esseri umani, e non possiamo essere più consapevoli. Come potremmo? Facciamo del nostro meglio, ma come fare ad arrestare i pensieri?”
La responsabilità di aver tenuto la gente lontana dalla sfera della meditazione è tutta delle religioni, in quanto sono tutte fermamente nemiche del sesso. Esse hanno impedito alla gente, non di sperimentare il sesso, bensì l’orgasmo, in quanto il sesso è stato avvelenato dal senso di colpa.
Non riuscendo a vietare il sesso, hanno impedito alla gente di giocare con la propria sessualità; hanno impedito alla gente di rispettare il sesso e di viverlo in profondità.
Ιl sesso è diventato un peccato, e questo fa sentire in colpa la gente. L’υοmο ha fretta di concludere il più velocemente possibile, perché non si può peccare a lungo. Sapendo di fare qualcosa di sbagliato, si ha fretta di finire.
Ε se l’uomo ha fretta, non può arrivare a nessun orgasmo; si limiterà ad eiaculare; cosa che dimostrerà come tutti gli insegnanti di religione avessero avuto ragione: stai sprecando la tua energia. In quel caso, infatti, l’uomo avrà la sensazione di non aver ottenuto nulla: è stato uno spreco, oltretutto stancante.
Il giorno dopo forse avrà il mal di testa, si sentirà intontito, privo di vivacità. Penserà che forse i preti hanno ragione, e sentirà di essere stato già punito.
È una cosa stranissima: i preti hanno creato l’idea della colpa, e questo senso di colpa riesce a dimostrarti che stai facendo qualcosa di sbagliato.
La donna è rimasta immobile, facendo all’amore, in quanto le è stato detto che goderne, ο giocare, ο anche solo muoversi, non è una cosa da signora, lο fanno solo le prostitute. Le signore stanno semplicemente sdraiate, come dei cadaveri, pensando: “Lasciamo che faccia ciò che vuole e che finisca al più presto possibile”, e si comportano così perché il fare all’amore non dà loro nulla di nulla.
Per lo meno l’uomo troverà un sollievo all’energia che lο stava appesantendo, ma la donna non ottiene neppure quel sollievo. Per cui è naturale che le donne siano più contrarie al sesso degli uomini. E ogni donna, in cuor suo, pensa che gli uomini siano solo degli animali: desiderano solo il sesso.
Queste sono conseguenze di tutti gli insegnamenti religiosi. In questo modo, anche se non si è riusciti a vietare il sesso… altrimenti l’umanità sarebbe già scomparsa – si è vietato l’orgasmo: alla procreazione non è necessario! In questo modo la biologia non ha posto problemi: è rimasta, privata dell’orgasmo.
L’orgasmo non era un elemento necessario alla riproduzione, era un elemento capace di aprire una finestra su un’evoluzione superiore della consapevolezza.
Ma quegli idioti di leader religiosi e di preti hanno sbarrato quella finestra. Hanno sempre spronato le persone a meditare; ma quando queste fallivano, quando non riuscivano a raggiungere la sfera della meditazione, i preti dicevano loro: “Peccatori! Come potreste? Prima di tutto dovete essere celibi, digiunare, mortificarvi”. Tutte cose che impediscono di vivere un’esperienza orgasmica, la sola via naturale a una prima intuizione di cosa sia la meditazione.
A questo punto siete in grado di capire la difficoltà in cui mi trovo. Se dico alla gente: “Ι vostri preti vi hanno impedito di diventare religiosi”, nessuno riuscirà a capire cosa dico. Ma ciò che dico ha prove assolutamente scientifiche.
Deve esistere qualcosa nella natura dell’essere umano che apra una finestra verso un’evoluzione superiore; altrimenti, come lο si potrebbe convincere che esistono esperienze più elevate? Come ci arrivò il primo uomo? Perché si mise a meditare, e come scoprì la via alla meditazione?
Qualcuno, in un passato lontano, deve aver trovato delle analogie nella sua natura, e deve aver visto che, sebbene ci arrivasse grazie al sesso, si raggiungeva un punto in cui il sesso non c’entrava affatto: il sesso si limitava ad aprire una porta su una realtà nuova. Ε quella porta poteva essere aperta senza il sesso, in maniera di gran lunga più semplice, senza dipendere da altri.
Ιl fatto che il sesso sia diventato un tabù, che sia stato vietato, rifiutato, criticato, è una sfortuna tra le più grandi che abbiano colpito l’umanità. Non si è riusciti a impedirlo, ma di certo si è ottenuto il risultato di avvelenare la crescita spirituale dell’uomo.
Per concludere: non è solo l’orgasmo che esperimenti in meditazione a essere non sessuale, lo è anche quello sperimentato tramite il sesso L’orgasmo è di per sé un’esperienza non sessuale.
La via naturale, la via più facile, la prima è arrivarci tramite il sesso, ed è una cosa più che buona. Segue le intenzioni della natura. A quel punto arrivi a capire che quell’esperienza è alla tua portata: allora ci puoi giocare, e puoi trovare diverse vie per raggiungerla. Tutte quelle vie sono diventate meditazioni. Ε non ti impediscono certo di utilizzare la via sessuale, perché è stato proprio il sesso a darti la prima esperienza orgasmica, a darti la prima intuizione di cosa sia l’illuminazione, ti ha allontanato dalla biologia e dalla natura.
Per questo si deve essere riconoscenti alla propria sessualità. Ιl problema di sentirsi in colpa non dovrebbe neppure esistere.
Se le religioni avessero insegnato alla gente a essere riconoscente nei confronti della sessualità, avremmo prodotto un tipo di essere umano tοtalmente diverso: non la creatura infelice e sofferente che si vede oggi in tutto il mondo.
Avremmo prodotto persone veramente allegre ed estatiche; la gente avrebbe scordato completamente l’infelicità, la sofferenza e l’angoscia, in cui oggi sta vivendo

SE NON SAI COSA STAI PERDENDO…

Ti ho sentito dire che il 99% delle donne in Oriente non sa cosa sia l’orgasmo. Come mai allora esse hanno un’attitudine tanto armoniosa e per nulla frustrata, al contrario delle donne occidentali?

È uno dei paradossi della vita, ma è molto facile comprenderlo. In Oriente il 99% delle donne non sa cosa sia l’orgasmo. Tu mi chiedi: come mai allora esse hanno un’attitudine tanto armoniosa e per nulla frustrata, al contrario delle donne occidentali? Proprio per questo! Se hai avuto la possibilità di sperimentare qualcosa che poi ti viene negato, questo fa scattare il meccanismo della frustrazione. Se non avessi mai neppure sospettato l’esistenza dell’orgasmo, non correresti alcun rischio di sentirti frustrata. Fino al secolo scorso, anche in Occidente esisteva una situazione simile, e anche allora la donna non si sentiva frustrata.
Per più di un millennio abbiamo vissuto credendo che la donna potesse avere un orgasmo di tipo vaginale; poi grazie alla psicanalisi e ad altre ricerche sulle energie umane, si è scoperto che non è affatto vero che la donna abbia un orgasmo di tipo vaginale. In realtà, la vagina della donna è un organo piuttosto insensibile. Ιl suo orgasmo viene dal clitoride e non ha niente a che fare con la vagina. La donna può riprodurre senza avere alcun orgasmo; può fare all’amore senza avere l’orgasmo; ed è per questo che sia in Oriente che in Occidente, essa era appagata nel diventare madre. Anzi, generalmente era contraria al sesso, perché non le dava alcuna gioia, ma solo gravidanze.
Per secoli le donne hanno vissuto come macchine per fare figli. L’uomo le ha usate come macchine da riproduzione, non come esseri umani, poiché su 10 figli ne morivano 9, quindi se un uomo voleva 2 ο 3 figli, la donna doveva produrne 2 ο 3 dozzine. Quindi, per tutta la durata della sua vita sessuale, da quando ciοè era in grado di procreare, la donna passava da una gravidanza all’altra, e continue gravidanze portano molte sofferenze.
La donna non è mai stata a favore del sesso. Lo ha dovuto accettare, lo ha tollerato. Lo ha accettato solo perché era suo dovere; ma dentro di sé ha sempre odiato il marito, perché di fatto per lei era solo un animale. Perché le donne hanno sempre venerato i santi? La ragione più profonda è la loro castità, che li rende esseri superiori: una donna non può certo provare lo stesso rispetto per suo marito. Una volta che hai avuto una relazione sessuale con una donna, lei non può più provare rispetto per te. Questo è il prezzo che ogni uomo ha sempre dovuto pagare, perché la donna sa di essere stata usata. In tutte le lingue, l’espressione che viene usata correntemente lο dimostra con chiarezza: è l’uomo a “scopare” la donna, non viceversa. È strano, fanno l’amore insieme, l’uno con l’altro, ma in ogni lingua si dice sempre che è l’uomo “che fa l’amore”: la donna è solo un oggetto. La donna lο può tollerare solo perché è stata condizionata ad accettarlo come parte del suo dovere; il marito è come un Dio e il compito della moglie è di rendergli la vita il più piacevole possibile.
Ma il sesso di per sé non le ha mai dato nulla. Ed è stata tenuta all’oscuro… perché, sin dai tempi più antichi, quando ancora non esisteva il matrimonio e l’uomo e la donna erano liberi come uccelli, devono essersi resi conto entrambi della capacità della donna di avere orgasmi multipli. È estremamente pericoloso per il marito dare via libera all’energia orgasmica della donna. Ιl fatto che lei possa avere orgasmi multipli appare come un’ingiustizia, un errore della natura.
Per questo l’uomo ha cercato di dimenticare completamente che la donna è in grado di avere l’orgasmo.
Ed ecco perché, ancora oggi, questa è la situazione in Oriente, e in particolare nelle regioni interne della nazione, escludendo le città più moderne. Lì alcune donne, attraverso l’educazione, hanno forse trovato una fonte maggiore d’informazione; forse hanno sentito parlare di nomi come Masters e Johnson, pionieri nello scoprire la capacità della donna di avere orgasmi multipli.
In Occidente invece, questo è diventato un problema, poiché la scoperta dell’orgasmo multiplo e dell’inganno subìto da secoli da parte delle donne sono avvenuti simultaneamente.
Proprio quando, con il sorgere del movimento di liberazione della donna, cresceva l’esigenza di comprendere tutti i torti subiti dalle donne, ecco che improvvisamente apparve questo nuovo fenomeno, questa nuova scoperta. Ε le donne più fanatiche tra quelle del movimento di liberazione divennero lesbiche, creandosi l’alibi che solo una donna può essere in grado di aiutare un’altra donna ad avere orgasmi multipli, dato che l’orgasmo non ha niente a che fare con la vagina.
Ι corpi dell’uomo e della donna sono molto simili, eccetto che l’uomo ha solo i capezzoli, mentre la donna ha seni veri e propri. Ιl clitoride è il correlativo, in misura minimale, del pene maschile, ed è esterno alla vagina.
Ι bambini nascono tramite la vagina e l’uomo non ha bisogno di toccare il clitoride per procreare. Senza giocare con il clitoride, la donna non può avere l’orgasmo; perciò è sempre stato molto semplice evitarlo. La donna in Oriente sembra più contenta semplicemente perché non sa ciò che perde. È più armoniosa perché non ha mai neanche lontanamente pensato alla propria liberazione. Tutto l’Oriente, d’altro canto, ha subìto l’ideologia della rassegnazione: alla povertà, alla schiavitù, alla malattia, alla morte; e questo vale sia per gli uomini che per le donne. L’idea stessa di rivoluzione era inconcepibile per la mente orientale, perché il condizionamento è molto forte e antico: gli orientali credono che qualsiasi cosa tu sia, questo è il prodotto delle tue azioni in vite passate. Non c’entrano né le strutture sociali, né il sistema, né la divisione in classi della società, e neppure la dominazione sulla donna da parte dell’uomo. Ιl condizionamento è così vecchio, che ci segue fin dalla nascita, e viene favorito dall’intero ambiente.
In Oriente, tutte le religioni sostengono che la donna nasce come tale, a causa delle sue azioni nelle vite passate; l’uomo è un essere superiore e la donna un essere inferiore. Questo è stato accettato in maniera inconfutabile. Se sei povero, non è a causa dello sfruttamento capitalista, ma perché hai commesso degli errori nelle vite precedenti.
La mente dell’uomo è stata distolta dalla realtà e indirizzata verso spiegazioni immaginarie: non puoi far nulla per cambiare la tua vita passata; devi far buon viso a cattivo gioco. In Oriente, si sono sviluppate sette religiose incredibili, che nessuna persona con un minimo di buon senso accetterebbe, ma con milioni di seguaci.
Ad esempio, i giainisti credono che la donna non possa raggiungere l’illuminazione, perché un corpo femminile non può essere veramente celibe. Non può eliminare il suo ciclo mestruale, e perciò rimane un essere sessuale. Quindi può raggiungere uno stato di appagamento, di grazia, di preghiera, solo nell’accudire il marito e nell’accettare tutto come destino, altrimenti non sarà in grado di rinascere sotto forma maschile, nella prossima vita. In questo momento non si può fare altro che accettare il proprio destino ed esserne soddisfatti. Qualsiasi tipo di ribellione finirà persino col distruggere un’eventuale possibilità futura; ogni insoddisfazione, qualunque tipo di frustrazione, non solo distruggerà il vostro presente, ma ostacolerà anche il vostro futuro. Per cui la via più facile, la soluzione più intelligente, è di rimanere in silenzio. Nessuno può aiutarti, perché hai commesso degli errori nelle vite precedenti. In realtà, il tuo essere povero non ha niente a che vedere con le tue vite passate… ma questa è solo una scoperta recente, non è ancora penetrata nella mente orientale.
Un’altra scoperta recente è questa: come le donne, anche gli uomini hanno un ciclo mestruale. Per cui, se il ciclo mestruale viene considerato un impedimento all’illuminazione della donna, di conseguenza lo sarà anche per l’uomo, anche se, nel suo caso, si manifesta in maniera meno percettibile. Nella donna è una manifestazione fisica, puoi notarlo attraverso la perdita di sangue che avviene ogni mese; ma se l’uomo conservasse un diario, rimarrebbe sorpreso: ogni mese, dopo 28 giorni, per 4 ο 5 giorni, diventa insopportabile, di cattivo umore, esattamente allo stesso modo in cui diventa irritabile la donna, e anche lui viene disturbato da piccole cose. La stessa persona non si sarebbe irritata per certe cose in un periodo diverso… ma lο è durante questi 4 ο 5 giorni… il suo ciclo mensile ha un carattere più psicologico, mentre quello della donna è principalmente fisiologico; questa è l’unica differenza. Ed è un bene per tutte le coppie sapere esattamente quando la donna è nel suo ciclo mestruale, così l’uomo può essere più comprensivo, poiché quello che le sta succedendo è al di là della sua volontà. La donna sarà più irritabile, si infastidirà più facilmente, sarà più irascibile, più brontolona.
In Oriente, per risolvere il problema, è stato escogitato un sistema molto strano: durante il suo ciclo mestruale, la donna è costretta a rimanere in una stanza piccola e buia della casa. Non può uscire e non può incontrarsi con nessuno, poiché si crede che persino la sua ombra riesca a contaminare qualsiasi cosa. Non può preparare il cibo personalmente, deve assumere un atteggiamento di riservatezza e provar vergogna di se stessa. Da un certo punto di vista, il fatto che rimanga isolata dagli altri per 4 ο 5 giorni può considerarsi positivo, poiché elimina la possibilità di ulteriori conflitti. Ma questo è un modo di vedere a senso unico e come tale resta ingiustificato, poiché in questo caso si dovrebbe tenere in considerazione anche il ciclo dell’uomo.
La combinazione peggiore si ha quando entrambi hanno il mestruo nello stesso periodo. Allora la situazione rasenta il limite della guerra. Ma questo non succede quasi mai: il marito ha il suo ciclo in un certo periodo, la moglie in υn’altro. Ma se il marito riuscisse a tenere un diario per 4 ο 5 mesi, potrebbe cercare di rintracciarvi il giorno di inizio e di fine del proprio ciclo; in questo modo potrebbe incoraggiare sua moglie e la sua famiglia ad assumere, durante questi 4 ο 5 giorni, un atteggiamento di maggior tolleranza e compassione nei suoi confronti, visto che anche lui finirà per trovarsi nella stessa situazione. Uomini e donne non fanno parte di specie diverse. Possono differire, ma di fatto appartengono alla stessa specie. Quindi quella vecchia idea che la donna non possa illuminarsi nel suo corpo… per colpa del ciclo mestruale, che diviene una prova inconfutabile della sua incapacità a rimanere casta… è solo un’assurdità. L’uomo può fingere di essere celibe, solo perché il suo “ciclo” non presenta sintomi visibili.
In India esiste una setta, i Terapanth. Una delle loro credenze è questa: anche se dovessi passare accanto a un pozzo e sentire qualcuno che grida: “Aiuto, aiuto…”, dovresti continuare a camminare per la tua strada come se non lο avessi sentito, poiché quella persona sta semplicemente subendo una punizione per qualche azione sbagliata compiuta nella sua vita passata. Se tu intervieni, le toccherà nuovamente cadere in un pozzo. Perché crearle delle complicazioni inutili? Tu pensi di aiutarla, ma in realtà non stai facendo altro che rimandare la situazione. È meglio che subisca la punizione e la faccia finita, piuttosto che accettare il tuo aiuto ed essere poi obbligata dal destino a ricadere nel pozzo. Se intervieni, in primo luogo interferisci del tutto inutilmente con il destino di un uomo, e nessuno può cambiare il corso del proprio destino, nessuno può cancellare il proprio passato; ognuno deve subirne le conseguenze. In secondo luogo, il tuo interferire potrebbe causarti indirettamente delle conseguenze negative.
Tu salvi quest’uomo e magari lui domani commette un omicidio… probabilmente tu non verrai arrestato e non subirai alcun processo, ma la legge del Karma, in cui tutte le religioni orientali credono, non ti dimenticherà. Dovrai subirne le conseguenze, poiché se tu non lo avessi salvato, quell’uomo non avrebbe potuto commettere un omicidio. Certo, sei stato solo un complice involontario, inconsapevole, ma questo non cambia nulla agli occhi della legge. La legge deve essere soddisfatta comunque. Questa è la conclusione logica della teoria della legge del Karma, la legge delle azioni e delle reazioni.
Ecco perché in Oriente non ci sono mai state rivoluzioni. Ed è anche il motivo per cui le donne appaiono così armoniose e non frustrate come le donne occidentali. È facile da capire: esse hanno accettato il loro destino. Le donne occidentali, per la prima volta nella storia, si stanno ribellando contro tutta una serie di idee fittizie sul destino, sulla legge del Karma, sulle vite passate. È un’idea talmente ridicola: credere che per qualcosa che hai fatto nelle tue vite passate, l’intera esistenza stia pazientemente lì ad aspettare il momento buono per darti una punizione. Chi mai si prenderà la briga di conservare un elenco con i nomi di milioni di persone, in attesa di essere punite? Ε sappiamo com’è nella vita: una volta, a un monaco giainista con cui stavo discutendo sulla legge del Karma, dissi: “È molto semplice risolvere il problema. Metti la mano sul fuoco e vediamo cosa succede, se si brucia ora ο nella tua prossima vita”. Le conseguenze seguono immediatamente l’azione. Gli dissi: “Dai, metti lì la mano…”, e vedendolo esitare aggiunsi: “Perché esiti? Ce ne vorrà del tempo… visto che brucerà nella prossima vita.” “Questo è uno strano modo di discutere”, mi rispose, “la mano si brucerà adesso!”
Allora gli dissi: “Questo servirà a farti capire che in natura, nella vita, le azioni sono immediatamente seguite dalle conseguenze, proprio come tu sei seguito immediatamente dalla tua ombra. Non c’è nessun intervallo di tempo: la tua ombra non arriva adesso, solo perché tu hai camminato nelle tue vite precedenti, per cui semplicemente vedendo la tua ombra noi possiamo dedurre che qualcuno deve essere passato di qui in un’altra vita.”
Ma la donna occidentale ha dovuto attraversare un periodo di grande rivoluzione che ha distrutto il suo appagamento e la grazia che le appartenevano da sempre. Questo l’ha portata a un estremo. La donna ha cominciato a comportarsi in modo sgradevole e duro. Non è una ribellione nata da una comprensione, ma un semplice atteggiamento reazionario. Tra le cause che hanno portato a una diversità tra le donne occidentali e quelle orientali, la prima è dovuta a Carlo Maτx. Egli propose, e riuscì a convincere di questo gli intellettuali di tutto il mondo, che la povertà non ha niente a che fare con alcuna vita passata, con il fato ο con il destino, che non è Dio a decidere chi sarà povero, e che questa struttura può essere cambiata perché non è stata fatta da Dio, ma è voluta dall’uomo, poiché Dio, come entità, non esiste.
La rivoluzione russa ha provato sperimentalmente che Carlo Marx aveva ragione, le strutture potevano essere cambiate, al punto che i re potevano diventare miserabili e i miserabili potevano diventare re. E Dio non è certo andato in giro a dire: “Fermi! Ho scritto il loro destino sulle loro fronti e perciò non si può cambiare.” In Russia l’intera famiglia dello zar fu massacrata: 19 persone tra cui uomini e donne, vecchi, giovani e bambini, persino un’infante di appena sei mesi e un vecchio di 95 anni. Furono tutti fatti a pezzi e Dio non intervenne dicendo: “Cosa state facendo a questa famiglia? Cosa volete fare a coloro che io ho reso padroni del mondo intero? State andando contro una mia decisione.” A quei tempi l’impero russo era il più vasto e lo zar era l’uomo più ricco del mondo.
Dunque, il primo colpo è venuto da Carlo Marx. Ιl secondo da Sigmund Freud, poiché dichiarò uomini e donne uguali e appartenenti alla stessa specie e disse che qualsiasi teoria ο filosofia che condanni le donne, è semplicemente inumana e maschilista. La terza e ultima stangata, viene dalle ricerche di Masters e Johnson, che hanno portato alla luce il fatto che la donna è stata privata dell’orgasmo per secoli. Essi hanno dimostrato che l’uomo è stato veramente inumano nel suo comportamento. Ha usato la donna perle sue esigenze sessuali, ma non le ha permesso di provare alcun piacere.
Queste tre idee hanno completamente cambiato l’atmosfera in Occidente, ma non sono ancora penetrate nella mente orientale che è tuttora profondamente legata alla tradizione. Hanno invece avuto un risultato diverso per le donne occidentali, che ora sono sul sentiero di guerra. Ma si tratta solo di un fenomeno reazionario, ed è per questo che io non sono favorevole a ciò che sta succedendo ora nel mondo, sotto il nome di femminismo: voglio che le donne siano libere, ma non che vadano a finire all’estremo opposto.
Ιl movimento di liberazione della donna sta raggiungendo l’altro estremo: sta cercando di far subire all’uomo esattamente ciò che l’uomo ha fatto subire alla donna. Ε questa è pura stupidità. Il passato è passato: non esiste più, e gli errori che l’uomo ha commesso sono stati commessi inconsciamente. Non si è trattato di una cospirazione consapevole contro le donne. Né l’uomo né la donna sono stati consapevoli. Il movimento di liberazione della donna si dichiara contro qualsiasi tipo di relazione con gli uomini: proclama l’annullamento totale di rapporti. Esso sostiene che la donna dovrebbe amare solo altre donne e boicottare gli uomini, promuovendo così il lesbismo. Questa è pura perversione.
Ε per reazione le donne fanno all’uomo tutto ciò che l’uomo ha fatto loro: comportarsi male, maltrattare, dire parolacce, fumare sigarette, tutto ciò che l’uomo ha sempre fatto. Naturalmente, agendo così e anche vestendosi come gli uomini, esse perdono la loro grazia, la loro bellezza.
È uno strano fenomeno osservare in che misura il modo in cui ti vesti può cambiarti. Ιl modo di vestire della donna orientale ha una sua armonia e dona grazia a tutto il suo corpo. La donna occidentale sembra invece che voglia competere con i cow-boy: blue jeans, vestiti sbrindellati, pettinature terribili. Forse in questo modo le donne pensano di vendicarsi, mentre in realtà stanno solo distruggendo se stesse. La vendetta ti distrugge sempre.
Mi piacerebbe vedere le donne comportarsi da ribelli. Ιl ribelle sa che “errare” è umano ι che perdonare è ancora più umano. Ιl passato è stato colmo di errori di ogni tipo. Rompi i ponti con il passato, ricomincia da capo: questo vale anche per i rapporti tra uomo e donna, alla luce delle nuove scoperte. Trovate insieme modi in cui la vita può essere una bella esperienza, una danza d’amore senza tutti gli errori commessi nel passato. Non ripeteteli di nuovo.
La situazione assomiglia al movimento del pendolo: l’uomo ha commesso degli errori idioti, ora è la donna che commette errori idioti. Ma l’umanità nel suo complesso continua a subirne le conseguenze. Non importa chi commette idiozie, ma è il caso di realizzare che in questo mοdο l’umanità non potrà evolversi.
L’uomo e la donna devono giungere a un accordo. Devono perdonare ciò che è accaduto nel passato e allo stesso tempo dimenticarlo. Ed entrambi devono ricominciare da capo fondandosi sulle nuove scoperte, ricordandosi però una cosa: la donna non deve imitare l’uomo, poiché la sua capacità di attrazione, la sua bellezza, hanno una dimensione diversa. Se imita gli uomini, la donna non sarà altro se non una “brutta copia” dell’uomo e perderà così la sua identità. Ε la sta già perdendo. Ιl corpo, in maniera invisibile, segue la mente. Il corpo della donna occidentale sta perdendo la sua antica grazia, le sue forme di un tempo. Le donne occidentali non hanno più seni belli come un tempo. Per quale ragione? Ιl corpo segue la mente: le donne avevano curve meravigliose, ora stanno diventando piatte come tavole. Ε una donna senza seni, simile a una linea diritta, priva di curvature, è una cosa brutta da vedere. È antiestetica. Ma come i suoi vestiti influenzano il corpo, lo stesso fanno le sue abitudini mentali. Non deve diventare una brutta copia dell’uomo, deve invece diventare perfetta come donna, e creare più distinzione possibile tra sé e l’uomo. Maggiori sono le differenze, più ci sarà attrazione, più ci saranno bellezza e grazia. La donna deve trovare una identità propria. Sono totalmente in favore della liberazione: liberazione per entrambi, uomini e donne.
È un meccanismo semplice: lo schiavista diventa schiavo dei suoi stessi schiavi. L’uomo ha schiavizzato la donna, ma ne è anche divenuto schiavo. Ed è per questo che è impossibile trovare un marito che non sia succube della moglie, ο perlomeno io non sono ancora riuscito a trovarlo.
Ho sempre cercato un marito che non sia succube. Fuori di casa sono tutti leoni, ο per lο meno sono membri del “Lions Club”. In casa non sono altro che topi. Se se ne rendessero conto, dovrebbero aprire un “Club dei Topi.” Ε questo rifletterebbe la verità: un club dei mariti “comandati a bacchetta.”
Non è possibile rendere schiavo qualcuno, senza diventare schiavi a propria volta. Ciò che dai, ricevi. Dai amore e riceverai amore. Dai schiavitù e sarai a tua volta reso schiavo. Qualsiasi cosa tu dai, in una forma ο l’altra, ti ritorna. Sia l’uomo che la donna hanno bisogno di liberazione: liberazione dal passato, liberazione da tutti gli errori, da tutte le orribili ideologie del passato. Ε devono creare un nuovo mondo, un uomo nuovo, una nuova donna.
Ma niente di simile sta succedendo da nessuna parte. Vorrei che la “mia gente”, e specialmente le donne, creasse un autentico movimento di liberazione delle donne, che non sia reazionario, che non nasca dalla rabbia e dall’odio, ma che sia frutto di uno stato di consapevolezza, di comprensione, di amore, di meditazione. In questo modo, le donne occidentali non perderanno la loro grazia, la loro pienezza. Infatti, anche l’uomo può avere più grazia se lascia alla donna la possibilità di essere più aggraziata. Anche l’uomo può essere più bello, se lascia alla donna la possibilità di esprimere la propria bellezza. Questo implica una distanza maggiore: più sono distanti e più forte è il richiamo, maggiore è l’attrazione, maggiore l’avventura.
Quando vedo una donna fumare sigarette… semplicemente non credo ai miei occhi! Quale sarà la sua prossima mossa? Forse farà pipì stando in piedi! Sembra che debba fare tutte le sciocchezze che ha fatto l’uomo. La donna deve mantenersi al di sopra delle reazioni e creare tanta grazia e tanta bellezza intorno a sé da contagiare l’uomo, che a sua volta inizierà ad avere una individualità più bella, una personalità più aggraziata. Ε il loro incontro non dovrà più essere destinato a diventare matrimonio; essi dovrebbero avere la capacità di essere amici, al di là del vecchio concetto di amicizia. La parola “friendship” (amicizia), ci fa ricordare una “relationship” (relazione). Questa “ship” (nave) è affondata portando con sé l’intera umanità. Ora non ci sono più navi si cui viaggiare: esiste l’affetto, accompagnato da una profonda comprensione del fatto che nella vita nulla è permanente.
Anche l’amore è solo una rosa: al mattino la vedi danzare nel vento, sotto il sole, come se dovesse vivere in eterno, con magnificenza, con sicurezza, con autorevolezza: così fragile e allo stesso tempo così forte contro il vento, contro la pioggia, contro il sole. Ma al calar della sera i suoi petali sono caduti, e con loro è svanita anche la rosa.
Questo non significa che sia stata un’illusione, significa semplicemente che nella vita tutto cambia. Ed è il cambiamento che mantiene le cose sempre nuove, fresche.
Ιl giorno in cui il matrimonio scomparirà, la vita di entrambi, uomini e donne, diventerà più sana e sarà certamente più lunga di quanto tu possa immaginare. Forse tu non riesci a capire quale relazione esista tra questo e il matrimonio. Ιl fatto è che il matrimonio, in un certo senso, è contrario ai cambiamenti della vita, e crea qualcosa di permanente, di monotono, di noioso. La vita perde interesse. Infatti due coniugi devono distruggere i propri interessi, altrimenti ci sarà un conflitto continuo. Ιl marito non può interessarsi a un’altra donna, la donna non può scherzare con un altro uomo. Diventano prigionieri l’uno dell’altra; la vita diventa una routine noiosa.
Chi ha voglia di vivere così? La voglia di vivere si indebolisce. Questo porta a disturbi, malattie, perché queste persone non hanno più alcuna resistenza verso la morte, anzi pensano a come farla finita con questo circolo vizioso; nel profondo del loro cuore cominciano a chiedere di morire. Sorge un desiderio di morte. Sigmund Freud fu il primo a scoprire che nell’inconscio dell’uomo esiste il desiderio di morire. Ma io non sono d’accordo con Sigmund Freud. Questo desiderio di morte non è un fenomeno naturale: è un prodotto del matrimonio, la conseguenza di una vita noiosa. Quando si incomincia a sentire che vivere non è più un’avventura, che non c’è più niente da esplorare… non ci sono nuovi pascoli, che senso ha vivere? In questo caso un eterno riposo nella tomba sembra più confortevole, molto più lussuoso, ed immensamente più piacevole.
In nessun animale esiste il desiderio di morte. In natura nessun animale ha il desiderio di suicidarsi. Ma stranamente è stato osservato che negli zoo gli animali commettono suicidi. Se Sigmund Freud facesse delle ricerche solo sugli animali dello zoo, concluderebbe che negli animali esiste un desiderio di morte così come esiste un desiderio di vita. Ma gli animali dello zoo non sono veri animali e il matrimonio trasforma tutti in animali da zoo, relegati ed incatenati in mille modi invisibili. Sigmund Freud non aveva alcuna idea di cosa fossero gli animali selvaggi ο gli esseri umani selvaggi.
Io voglio che gli esseri umani abbiano in loro qualcosa di selvaggio Questo è il mio ribelle.
Egli non farà parte dello zoo, rimarrà un essere naturale; non andrà in nessun modo contro la vita, ma riuscirà a fluire con lei. Se l’uomo e la donna arriveranno a questa comprensione, cosa non tanto difficile, anzi la soluzione più facile, non saremo più animali da zoo, ci libereremo dallo zoo Questo è ciò di cui abbiamo bisogno: liberarci dal matrimonio. Se la donna riesce a crescere nella sua naturale spontaneità e l’uomo a mantenere la propria natura primitiva e come due sconosciuti si incontreranno in forma amichevole, allora il loro amore avrà una profondità incredibile e produrrà una gioia immensa, una danza di beatitudine. Senza bisogno di alcun contratto sotto alcuna legge: il loro amore sarà una legge di per sé.
Ε quando l’amore scomparirà saranno in grado di dirsi addio, ringraziandosi per i bellissimi istanti trascorsi insieme, per tutte le canzoni cantate insieme, per tutti gli incantevoli momenti passati in riva al mare. Porteranno con loro questi ricordi preziosi e saranno eternamente riconoscenti all’altro Ma non ostacoleranno la libertà l’uno dell’altra: il loro stesso amore glielo impedirà, perché dovrebbe dare più libertà, mentre in passato ha dato solo schiavitù.
In Occidente le donne hanno un bisogno enorme di far sorgere un nuovo movimento di liberazione della donna, perché le leader di adesso non meditano, non sono sane di mente. Sono pazze, e lottano contro degli uomini a loro volta impazziti.
Occorre un ρο’ di salute mentale. È necessario avere una profonda compassione, persino verso coloro che ti hanno fatto del male in passato a causa della loro incoscienza, perché questa non era intenzionale. Viceversa ora il movimento di liberazione della donna cerca di far del male all’uomo in maniera del tutto consapevole e questo è ancora più orribile; fortunatamente non ha ancora superato i limiti e non ci sono molte donne che appoggiano queste reazionarie. La nascita di un nuovo movimento di liberazione della donna può attirare milioni di donne intelligenti e consapevoli. Questo tipo di movimento potrà avere tutto l’aiuto possibile da parte dell’uomo, perché non si tratta di lottare contro l’uomo, ma di lottare contro il passato, in cui tu hai sofferto, in cui l’uomo ha sofferto, in cui tutti hanno sofferto
La ribellione non è rivolta contro l’uomo, ma contro il passato di entrambi e questo tipo di ribellione avrà la fragranza della religiosità, porterà grazia e gratitudine alla gente. Spero che ora vi sia chiaro come mai è sorta la differenza tra le donne occidentali e le donne orientali. Non esisteva prima di questo secolo.

Ho sentito dire… il presidente Ronald Reagan sta fissando il cratere di un famoso vulcano greco Alla fine esclama: “Sembra proprio l’inferno! ”
“Ah, voi americani siete proprio stati dappertutto!” Commenta la guida.

La donna occidentale è diventata più colta: è stata dappertutto!
Ed è divenuta consapevole di cose delle quali la donna orientale è completamente all’oscuro Nella sua innocenza esistono una grazia e una bellezza che sono al di fuori di questo mondo: ti danno un barlume dell’aldilà. Questo dovrebbe essere il caso di tutte le donne del mondo Ogni donna ha la capacità di diventare una freccia diretta verso la divinità: la sua grazia, la sua bellezza, il suo amore, la sua devozione, possono indicarti la strada per una dimensione più elevata dell’essere e per stati più elevati di consapevolezza.
La donna non è solo capace di procreare, è anche in grado di dar vita a se stessa, in quanto ricercatrice di verità. Ma questo lato della donna non è stato ancora per nulla esplorato Vorrei che la mia gente, che è ribelle, esplorasse anche questo aspetto

Tratto da “The Rebel”
15 Giugno 1987 mattino

Il Sesso nel Tantra

Il Tantra ti invita a usare te stesso. Per esempio, il sesso esiste, è l’energia fondamentale: quella da cui sei nato, è l’energia fondamentale dentro di te. Le cellule essenziali del tuo essere, tutte le cellule del tuo corpo sono sessuali. Di conseguenza, l’attività della mente umana è imperniata sul sesso. Secondo lo Yoga si deve combattere questa energia. Secondo il Tantra, invece, occorre usare l’energia del sesso. Non combatterla, ma trasformarla. Non devi pensare in termini di antagonismo, ma di amicizia. E’ la tua stessa energia. Non è qualcosa di male, di cattivo. Qualsiasi energia è neutrale. Può nuocerti, può giovarti. Puoi farne un ostacolo, una barriera: puoi trasformarla in un gradino, la puoi usare per evolvere. Usata correttamente l’energia ti è amica; usala nel modo sbagliato ti è nemica. Presa in sé, l’energia è neutrale. Il Tantra dice: “Sii compassionevole per ciò che riguarda il desiderio; non creare alcuna lotta. Muoviti nel desiderio con piena consapevolezza”. E quando ti muovi nel desiderio con piena consapevolezza lo trascendi. Ci sei dentro, eppure ne resti al di fuori. La via del Tantra sembra difficile: come muoversi nel desiderio senza esserne sopraffatti? Come partecipare all’atto sessuale restando pienamente consapevoli? La mente comune, abbitudinaria, ne ha paura, sembra una cosa pericolosa. Non che lo sia, ma tutto ciò che conosci sul sesso produce in te questa paura. Noi non siamo normali e naturali. Siamo assolutamente anormali, siamo malati, siamo pazzi! Solo che, poiché tutti sono come noi, non ce ne rendiamo conto: la pazzia è così normale che non essere pazzi sembra anormale. Fra di noi Buddha è anormale, Gesù è anormale: queste persone non sono dei nostri. La nostra normalità è malata. Se prendi il sesso con naturalezza, senza ricoprirlo con una filosofia, senza farti guidare da motivazioni filosofiche pro o contro, se consideri il sesso come le tue mani, o i tuoi occhi, se lo valuti come una cosa naturale, completamente accettata, allora ti apri al fascino del Tantra. Solo così il Tantra potrà essere utile a un largo numero di persone. I giorni del Tantra si avvicinano. Prima o poi il Tantra esploderà fra le masse per la prima volta, perché per la prima volta i tempi sono maturi per vivere la sessualità in modo naturale.
(brano tratto da “Tantra, spiritualità e sesso” di Osho ed. Ecig)

Riscopriamo insieme ala vera essenza dell’amore e della sessualita’!

Amarsi e’ la piu’ straordinaria danza della vita!Essere Uno con l’altro e’ scoprire l’unita’ dell’intera esistenza!