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Rendiamo divina questa terra

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OM LOVE….ONE LOVE….OM LOVE….

OM NAMAH SHIVAYA!
THANK YOU!

Rendiamo divina questa terra!!!!

Possiamo diventare un grembo energetico, un campo di energia….e se riusciremo a far accadere questa cosa “impossibile”, nel futuro l’uomo vivrà in modo totalmente diverso. Non deve vivere all’inferno, come in passato. L’uomo può vivere in amore, in pace. L’uomo può vivere in profonda amicizia. L’uomo può vivere una vita di sola e semplice celebrazione. L’uomo può rendere divina questa Terra.
È vero: proprio questa Terra può diventare il paradiso e questo stesso corpo può essere il Buddha.
Crea intorno a te amicizia, perché in un’atmosfera amichevole sarà più facile crescere. Questa atmosfera deve essere di intimità, d’amore, di grazia. Solo così la meditazione sarà agevolata e la crescita spirituale si accentuerà.
Dice Pitagora: Scegli per amici, amici virtuosi…
Anche l’amicizia è scomparsa dalla faccia della Terra. Ciò che chiami amicizia non ha nulla a che vedere con l’antica idea di amicizia. La tua amicizia è puramente accidentale. Si lavora nello stesso ufficio, per cui si diventa amici. Oppure si studia nella stessa scuola e si diventa amici. Questa non è vera amicizia. Pitagora dice: Scegli i tuoi amici! Non puoi scegliere tuo padre, non puoi scegliere tua madre, non puoi scegliere i tuoi parenti, ma puoi scegliere i tuoi amici. Puoi scegliere la tua donna, puoi scegliere il tuo uomo, anche questa è un’estensione dell’amicizia.
Scegli per amici, amici virtuosi… persone che abbiano grazia, che siano in fioritura, che abbiano intorno a sé una qualità sottile, un campo energetico di virtù. E con “virtù” non intendo il più giusto, il più santo, niente affatto. Con “virtù” intendo persone con cui all’improvviso inizi a sentirti bene nell’anima; la cui compagnia, le cui vibrazioni, fanno danzare qualcosa in te; la cui presenza ti aiuta a elevarti.

TRATTO DA: Osho, Philosophia Perennis Vol. 1, Edizioni ECIG

http://www.oshoba.it/

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Innamorarsi dell’Amore – Osho

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Innamorarsi dell’amore – Osho

“Non posso definire l’amore; posso indicarti la via per farlo crescere, posso insegnarti come piantare una rosa, quanto innaffiarla, quanto concime darle, come proteggerla. E un giorno, all’improvviso, spunta il fiore e la tua casa è inondata di profumo. E così che l’amore accade.” “L’amore è la sola religione, la sola divinità, l’unico mistero da vivere e da comprendere. Nel comprendere l’amore, avrai compreso tutti i saggi e i mistici del mondo.” “Anziché pensare a come ricevere amore, inizia a darlo. Se lo dai, lo riceverai. Non esiste altra via.”

L’amore è il solo miracolo. L’amore è la scala che congiunge la terra al cielo. Imparato bene l’amore, hai imparato tutto. Mancato l’amore, tutta quanta la tua vita è mancata.

Quelli che chiedono di Dio, in realtà non chiedono di Dio : non chiedono, ma affermano qualcosa; affermano di non conoscere l’amore. Chi conosce l’amore, conosce l’Amato.

L’amore è l’intuizione dell’Amato. Chi chiede cosa sia la luce, manifesta semplicemente il fatto che è cieco. Chi chiede che cosa sia Dio, manifesta semplicemente il fatto che il suo cuore non è sbocciato nell’amore. Non chiedere di Dio : se non lo vedi, vuol dire che non hai occhi per vedere. Se non lo senti vuol dire che sei sordo. Se non riesci a toccarlo, vuol dire che non hai le mani, vuol dire che ti manca il tatto. Il problema non è Dio; Dio non può essere il problema. Dio non è lontano : Dio è qui ora. Tutto ciò che è, è in Dio ed è Dio.

Come può Dio essere un problema? Dio non va cercato. Dove puoi cercarlo? E’ dappertutto! Devi solo imparare ad aprire gli occhi dell’amore. Quando l’amore penetra nel tuo cuore, Dio è presente.

Nell’ebbrezza dell’amore è l’Amato. Nella visione dell’amore vi è la visione di Dio. Perciò l’amore è la sola vera alchimia interna : trasforma la vita materiale nel divino. E’ la sola alchimia : trasforma i metalli inferiori in oro. Senza amore la vita è piatta, grigia, incolore, senza canzoni, senza celebrazione. Si tira avanti, si può sperare solo nella morte. La morte verrà a liberarti da questa faccenda lunga e monotona.

L’amore immette i colori nella vita. Il grigio diviene arcobaleno, esplode in mille e uno colori, il monotono e piatto diviene psichedelico. L’amore trasforma il clima del tuo essere interno; e in quel cambiamento di clima tutta quanta l’esistenza si trasforma. Al di fuori non cambia nulla : eppure quando l’amore ti riempie, ti si dischiude un’esistenza completamente diversa. Dio e il mondo non sono distinti : sono l’esistenza. C’è una sola esistenza. Guardata senza amore, appare materiale. Guardato senza amore Dio appare come il mondo, il samsara. Guardato con amore, il mondo si trasforma, si trasfigura, diviene divino.

Osho.

Un futuro e un presente di Luce crea chi Ama . Sia oggi per te un giorno glorioso in cui l’amore che doni illumini l’universo.

La liberta dell’amore e danzare con esso….

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la dimensione dell’avere è sempre la dimensione della scontettezza.

…l’Amore deve essere appreso è la più grande arte che esista.

…l’Amore è molto più difficile: è danzare con qualcun’altro.

E’ necessario l’altro per conoscere cosa sia la danza.

Adattarsi a qualcuno è una grande arte; creare un’armonia tra due persone…due persone significano due mondi diversi.
Quando due mondi si avvicinano è naturale che si scontrano, è difficile creare armonia.

L’amore è armonia.

E la felicità, l’armonia e il benessere fioriscono solo dall’amore.

Imparate ad amare. Non abbiate fretta per il matrimonio, imparate prima ad amare, diventate grandi amanti.

…il romanticismo va bene se sei un poeta, e i poeti, si sa, non sono buoni amanti nè buoni mariti. Difatti la maggior parte dei poeti sono scapoli….

…l’Amore non è una passione.
L’Amore non è una emozione.
L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.

Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza. L’amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività

…molte angosce, molte ansie, riuscirai ad attraverserle tutte, e il tuo amore continuerà a fiorire sempre di più, perchè tutte quelle situazioni saranno delle sfide. Superandole il tuo Amore si rafforzerà sempre di più.

…l’Amore conosce l’inizio ma non la fine. E’ eternità.

…quando sei in relazione con una persona, non esserlo solo sessualmente, altrimenti il suo essere diverrà assurdo. Inoltre tratta la sessualità come una preghiera.

E’ un passaggio verso il divino. Non farne un atto sacrilegio.

….il Sesso dovrebbe essere fatto in un tempio. Associarlo ad un sedile posteriore è orribile.

…si dovrebbe far l’amore solo quando ci si sente immensamenti belli, felici, celebrativi. Si dovrebbe danzare prima di fare l’Amore, si dovrebbe cantare e pregare, leggere alcuni brandi di Budda, della Bibbia o del Corano.

L’Amore dovrebbe essere varcato come la soglia di un tempio di Dio, solo così vi darà vera soddisfazione.

L’Amore non è un bisogno ma un traboccare…

L’amore è un lusso. E’ abbondanza.

Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi.

Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.

Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.

Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos’altro in nome dell’amore.

Osho.

danza l’amore e vola nell’eternita!

L’amore e il sesso…

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“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti.
Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo.

Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”
Osho

OSHO

….. “Mi chiedi: “Cos’è il sesso e cos’è l’amore?” Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l’incontro di due anime. E questo è l’Amore!

Ma non sto parlando dell’amore convenzionale! … Non parlo dell’amore di cui parla il mondo! … Non parlo dell’amore di cui il mondo ha paura!

La gente ha paura di essere amata e di amare perché quell’amore porta infelicità! … Quell’amore porta con sé bugie, porta con sé prigionia, comporta schiavitù, distrugge la libertà. Per questo la gente ne ha paura. E questo accade poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi … si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.

Uno dei miei messaggi fondamentali è: se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.

Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.

L’amore di cui io parlo è la vera trasformazione dell’energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l’amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso … Hanno evitato di conoscere l’energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d’amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell’amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E mentre l’amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose… ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell’energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: “Taglia le radici, perché non sono belle!” Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo Amore.

Se penetrerete in profondità il mistero del sesso, l’amore nascerà spontaneamente. Diventerete più amorevoli e la vostra sessualità si ridurrà sino a divenire una fiamma di puro amore, mentre i fumi del sesso svaniranno.
La rozza energia del sesso si é trasformata in un profumo delicato, il profumo dell’amore!
Il sesso è energia! … E non dico energia sessuale, perché non c’è altra energia. Il sesso è l’unica energia che avete. Questa energia può venire trasformata, può diventare un’energia più elevata. E più in alto si muove meno rimane sessualità. Alla fine vi è un culmine, dove questa energia diventa compassione e amore. Nel suo supremo fiore possiamo chiamarla energia divina, ma la base, la radice, è nel sesso. Per cui il sesso è il più basso, il primo livello dell’energia ed il divino il livello più alto, ma è la stessa energia a fluire. La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una volta che hai diviso hai creato conflitto, ogni volta che dividi l’energia tu stesso ne risulti diviso e allora sarai o contro il sesso o a suo favore. Io non sono né a favore né contro, perché io non divido. Dico che il sesso è energia, sesso è il nome dell’energia: chiamala energia X. Sesso è il nome di questa energia X, questa energia sconosciuta quando la usi solo come forza biologica ma diventa divina una volta che è liberata dalla schiavitù della biologia, una volta che va al di là del corpo. E allora è l’amore di Gesù o la compassione di Buddha! … Il sesso va trasformato, e l’unico modo possibile per trasformarlo è essere sessuali con una profonda consapevolezza: fare del sesso una meditazione. Vivi la tua sessualità, ma con attenzione, con consapevolezza, con presenza totale dell’essere. Non permettere che diventi una forza inconsapevole. Non lasciarti trascinare o trattenere. Sperimentalo con comprensione e saggezza, in amore. Trasforma l’esperienza del sesso in un’esperienza di meditazione. E una volta che sei meditativo, la qualità dell’esperienza sessuale inizia a cambiare. La stessa energia che fluiva nella sessualità, inizia a fluire verso la consapevolezza. E quando diventi meditativo giungi a realizzare un fatto nuovo: non è il sesso a darti beatitudine, non è il sesso che dà l’estasi. E’ piuttosto uno stato della mente privo di pensieri, il coinvolgimento totale nell’atto che ti rendono beato … la consapevolezza è il ponte, il ponte d’oro da questo mondo a quell’altro, dall’inferno al regno dei cieli, dall’ego al divino.” …..

“accetta ciò che sei, amalo, celebralo e proprio in quella celebrazione inizierai a vedere l’unicità degli altri, l’incomparabile bellezza di ogni essere umano.” Osho

“L’unione dell’uomo e della donna è come l’unione del cielo e della terra. E’ grazie alla loro corretta unione che il cielo e la terra durano in eterno. Gli esseri umani sono divenuti mortali perchè hanno perduto questo segreto. La conoscenza di esso apre la strada all’immortalità” Shang Ku San Tai

“Io saluto il Buddha che e’ in te” – Osho

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“Se ti ricordi di te, diventi luce,
se ti dimentichi di te, diventi oscurità.
E nell’oscurità arrivano i ladri, accadono ogni sorta di incidenti.
Limitati a diventare più consapevole; e le cose cominceranno a cambiare.
Diventa più luminoso, e l’oscurità scomparirà da sé.”

Osho

“Io saluto il Buddha che e’ in te” – Osho

“Io saluto il buddha che e’ dentro di te. Forse tu non ne sei consapevole, forse non ti sogni neppure di essere un buddha, e che nessuno puo’ essere nient’altro che questo, non ti sogni neppure che la condizione di buddha sia il nucleo essenziale del tuo stesso essere: non e’ qualcosa che si verifichera’ nel futuro, ma qualcosa che e’ gia’ accaduto. E’ la sorgente stessa da cui provieni… e’ la sorgente e al tempo stesso anche la meta.

E’ dalla condizione di buddha che noi partiamo, ed e’ verso di essa che ci muoviamo. Quest’unica parola contiene tutto: l’intero cerchio della vita, dall’alfa all’omega. Ma tu sei profondamente addormentato, non sai chi sei. Non si tratta di diventare un buddha, devi solo prendere atto del fatto che lo sei, devi tornare alla tua sorgente, guardare dentro di te. Stare faccia a faccia con te stesso, ti rivelera’ la tua condizione di buddha.”

•Tratto da: “Il Sutra del cuore” – Edizioni del Cigno
•Il sito dedicato ad Osho:

Chiudi gli occhi e guarda dentro,
con lo stesso sguardo assente,
senza cercare nulla.
I pensieri fluiscono, ma tu li cerchi e non li osservi:
ti limiti a guardare.
Se vengono, va bene; se non vengono, va bene ugualmente.
Allora sei in grado di cogliere gli intervalli: un pensiero se va, un altro e’ in arrivo, e, fra uno e l’atro, un intervallo.
Poi vedrai che a poco a poco, il pensiero diviene trasparente:
allora, anche mentre un pensiero sta passando di fronte a te,
continui a essere cosciente dell’ìntervallo;
continui a vedere il cielo che si nasconde dietro la nuvola.

(Osho)

La meditazione è l’unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all’interno di un tempio.

ll caos, la confusione non e’ fuori…e’ dentro!

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Il caos non è all’esterno

Si dice che si impara dal caos, ma di quanto altro caos ha bisogno l’uomo per risvegliarsi?

Osho,

Il caos non è all’esterno, l’esterno è un cosmo, mentre all’interno esiste un caos. Ed è a causa del caos interiore che le persone non guardano dentro di sé. Hanno paura, sono terrorizzate e non osano guardare dentro di sé. Si tengono occupate in tutti i modi, in modo tale che non rimanga tempo utile per guardare all’interno, né spazio per farlo.

La gente continua ad ascoltare i Buddha che dicono: “Conosci te stesso”, e comprende cosa si intende con quel “conosci te stesso”, ma nessuno fa alcuno sforzo per conoscere se stesso. Ha paura del caos.

All’interno esiste il caos. All’esterno non c’è caos: le stelle si muovono secondo un ritmo, l’intera esistenza è ritmica, vive in una sintonia assoluta. é solo la mente dell’uomo a essere in un caos. E se vedi un qualsiasi caos all’esterno, esso è creato dall’uomo, è un suo frutto.

L’uomo resta un caos, a meno che non diventi una nonmente. La mente è un caos — è inevitabile che la mente sia un caos — e tu ti sei identificato con essa.

Cos’è la mente? La somma di passato e futuro. Il presente non è affatto parte della mente, il presente appartiene all’esistenza, ed è in assoluta armonia. Il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora; la tua mente è formata da queste due cose non-esistenziali: ricordi e immaginazioni, memorie e desideri, ricordi e speranze. é a causa di tutto questo che vivi in una condizione di follia.

Tutti sono pazzi, dentro di sé. Noi non definiamo nessuno “pazzo”, a meno che non tocchi il limite estremo. Ma la differenza tra i pazzi e le cosiddette persone sane, è solo di gradi, e una cosa qualsiasi può far scattare la pazzia. Voi state ribollendo vicino ai novantanove gradi; è sufficiente un solo grado in più — ti fallisce un affare, vai in bancarotta, tua moglie muore — e quando quel grado si aggiunge agli altri novantanove, inizi a evaporate… impazzisci.

Gli psichiatri, gli psicoterapisti, tutte queste persone servono solo a tenerti dentro i limiti: ti mantengono normalmente anormale, quella è la loro funzione. Essi sono agenti della società, così come, nei tempi antichi, lo erano i preti. Gli psicoterapisti sono i nuovi preti, un nuovo sacerdozio che opera per tener in vita questa società, che aiuta questa società a credere che tutto va bene.

Nulla va bene. Tutto è sul punto di crollare e basta un nulla, un qualsiasi incidente, per spingerti nel mondo della pazzia. Tu non fai che prepararti, continui a prepararti. E più sei sensibile, più sei vivo, maggiore è la possibilità che tu impazzisca.

Ai funerali della moglie, Perelli esplose in una disperazione sconsolata, al punto che gli amici dovettero tenerlo a forza per impedirgli di buttarsi nella fossa dove era stata deposta la bara della moglie.

Alla fine della cerimonia, ancora piegato in due dal dolore, fu condotto a casa, sulla limousine che era stata noleggiata per quell’ultimo viaggio, e l’uomo si ritirò in un’assoluta solitudine.

Dopo una settimana, non avendo sue notizie, preoccupati per ciò che poteva essere accaduto al poveretto, la famiglia della moglie mandò il fratello di lei a vedere come stava.

Dopo aver suonato a lungo, sempre più preoccupato, l’uomo scivolò nella casa, passando dalla veranda, vide che al pianterreno la casa era tranquilla, e salì le scale… lo trovò in camera da letto tutto infervorato a scoparsi la cameriera.

Il letto era disfatto, e le bottiglie di champagne disseminate ovunque rivelavano che la cosa andava avanti da giorni.

Sconvolto, il fratello della moglie esplose: “Ma tutto questo è terribile, Perelli… tua moglie, mia sorella, è morta da soli sette giorni, e tu fai questo? E tu fai questo!”

Perelli era impegnatissimo nella sua scopata che riuscì solo a voltare la testa e a mormorare: “Come sai cosa sto facendo? Non sapevo più come lenire il mio dolore… era veramente insopportabile!”

La gente vive nel caos. In qualche modo riesce a darsi un tono, a tenere in piedi una facciata, a fingere che tutto vada bene… ma non c’è nulla che vada bene.

E tu mi chiedi: “Si dice che si impara dal caos”.

Certo, è vero. Ma noi impariamo dal caos solo se andiamo dentro di noi, se entriamo consapevolmente in quel caos, se lo facciamo deliberatamente, sapendo di farlo. Se incontriamo il caos, ovviamente, impariamo, e non c’è altro modo per imparare. Ed è vero che da questo caos nascono le stelle più grandi. Da questo caos nascono i Buddha, ma dovete incontrarlo, confrontarvi con esso.

Ma noi continuiamo a fare l’esatto opposto: continuiamo a nasconderlo, a coprirlo. Non lo vogliamo mostrare a nessuno e non lo vogliamo vedere noi stessi. Ne abbiamo terrore, ne siamo spaventati a morte. Abbiamo paura di non riuscire a gestirlo. Temiamo che, entrando in esso, possiamo non essere più in grado di tornare indietro. Per cui ci aggrappiamo a qualsiasi cosa, all’esterno; ogni scusa è sufficiente per farci aggrappare. E continuiamo ad aggrapparci a una cosa o all’altra… semplicemente per continuare a evitare noi stessi.

La persona che eviti di più nella tua vita, sei tu. Tutta la tua vita è organizzata in modo da non incontrare mai te stesso. Sei stato addestrato, allevato, educato, culturalizzato, civilizzato, in modo tale che non incontrerai mai te stesso.

Incontrerai tutti, ad eccezione di te stesso, verrai presentato a tutti, fatta eccezione per te stesso, per il semplice motivo che la società non sa come interagire con il caos interiore.

é solo alla presenza di un Maestro, in un Buddhafield, che la gente prende il coraggio necessario per incontrarsi faccia a faccia con se stessa. E all’inizio è un crollo, ma se entri in quel caos consapevolmente, ben presto quel crollo diventa un’apertura oltre il caos stesso.

Tutta la funzione del Maestro tende a trasformare quei crolli in aperture esistenziali. Lo psicoterapista si limita a rattopparti. Ti mette addosso un po’ di bende, un po’ di lenimenti qui e là… ti aiuta a rimetterti in piedi, ti riporta al vecchio equilibrio. Ti fa familiarizzare di nuovo con il tuo vecchio sé. Torni a funzionare, riprendi a fare le vecchie cose che hai sempre fatto. Questa è la sua funzione, non quella di trasformarti.

Per fare questo, hai bisogno di una metapsicologia, la psicologia dei Buddha.

Vivere un crollo consapevolmente è la più grande avventura nella vita. Ed è il rischio più grande, perché non c’è alcuna garanzia che il crollo diventi un’apertura, un passaggio.

Lo diventa, ma queste cose non possono essere garantite. Il tuo caos è antichissimo; per moltissime vite sei stato nel caos: esso è denso ed è spesso. é praticamente un universo in sé e per sé. Quindi, quando ci entri, con le tue sole possibilità, ovviamente esiste un pericolo. Ma senza un confronto con questo pericolo, nessuno si è mai integrato, nessuno è mai diventato un individuo, un’organismo indivisibile.

Certo, questo “si dice” è vero: noi impariamo solo dal caos. Ma impariamo solo se lo attraversiamo, e vi dobbiamo entrare in un modo ben preciso, con uno stile, con un metodo: il semplice entrare nel caos senza alcun metodo sarà solo un crollo, impazzirai.

Lo Zen, o la meditazione, è il metodo che ti aiuterà ad attraversare il caos, a superare quell’oscura notte dell’anima, in maniera equilibrata, disciplinata, all’erta. L’alba non è molto lontana, ma prima che tu la possa raggiungere, devi attraversare quella notte oscura. E man mano che l’alba si avvicinerà, la notte diventerà sempre più oscura.

In realtà, questa è la funzione delle comunità religiose. Infatti, da solo puoi non riuscire a farlo, ma in una comune, in cui molte persone sono davanti a te, molte sono dietro di te, con un Maestro che ha conseguito quell’alba, che continua a incitarti a procedere, che continua a ripeterti: “Non ti preoccupare, la meta non è molto lontana”… e ci sono persone davanti a te che dicono: “Non ti preoccupare. Anche noi abbiamo attraversato una condizione simile, e anche tu riuscirai ad attraversarla. Basta solo un pò più di perseveranza, devi solo aspettare ancora un po’, essere un po’ più paziente!”

E poi c’è il Maestro che risplende come una stella. Egli continua ad aiutarti ogni giorno, tenendoti per mano nei momenti in cui vorresti scappare via, fuggire, tornare al vecchio mondo, dimenticandoti di tutto quanto, visto che è un incubo insopportabile.

Certo, si impara, ma si impara solo lungo una via ardua… non esiste scorciatoia.

Tu dici: “Ma di quanto altro caos ha bisogno l’uomo per risvegliarsi?”

Non è un problema di quantità: o sei addormentato oppure sei risvegliato. Nessuno è più addormentato di qualcun altro. Le persone che sono addormentate, lo sono allo stesso modo. Non importa quanto profondamente tu sia addormentato — non è una questione di quantità — tu sei addormentato, e questo è sufficiente.

La stessa cosa è vera per il risveglio: se sei risvegliato, sei semplicemente sveglio. Nessuno lo è di più, nessuno lo è di meno.

Per secoli i teologi hanno discusso… essi discutono sempre di stupidaggini. In India essi hanno discusso di chi fosse più risvegliato: Mahavira o Buddha? I giainisti sostengono che fosse Mahavira, i seguaci di Buddha che fosse lui. E il tutto è assolutamente sciocco, insensato. Non è una questione di maggiore o minore risveglio: se qualcuno è risvegliato, è sveglio. Sia Buddha che Mahavira sono risvegliati, la notte è finita, il caos è stato trasformato in un cosmo.

E questo è il miracolo: quando si è perfettamente risvegliati, il tuo stesso caos diventa un cosmo, poiché esso inizia ad assestarsi in un’orchestra; il chiasso diventa musica.

All’improvviso, tutto ciò che era folle, insensato, è trasformato in buddhità, in illuminazione; la stessa energia!

Il caos non è altro che energia, energia di cui sei inconsapevole. Se diventi consapevole, il fenomeno stesso della consapevolezza diventa un fenomeno che ti trasforma. Non occorre che tu faccia altro: il semplice essere consapevole è sufficiente.

é venuta la primavera. All’improvviso i boccioli iniziano ad aprirsi, spuntano i fiori, a migliaia… il mondo interiore è ricolmo di fragranza.

Ma l’uomo è assolutamente addormentato.

Mulla Nasruddin, notando un pappagallo appollaiato su di una finestra, in una fattoria, attratto dal ricco piumaggio dell’uccello, corse ad afferrare una scala, e salì fino alla finestra. Stava per mettere il suo cappello sopra all’uccello quando questi, che lo fissava con occhio torvo, gli chiese: “Cosa pensi di fare?”

“Mi scusi, mi scusi, signorina,” mormorò il povero Mulla, “pensavo fosse un uccello!”

La gente non è in sé! Tu pensi di essere consapevole, e questo è uno degli errori più grandi che tu possa fare: ti mantiene inconsapevole. L’idea stessa di essere consapevole è un inganno. Se pensi di essere già consapevole, non è più necessario fare altro, per risvegliarsi.

Devi renderti conto di essere ubriaco, ubriaco di molte cose: di avidità, di lussuria, di rabbia, di ambizione, di ego. Tutte queste sono droghe!

é un mondo veramente strano: le droghe comuni, che non sono così pericolose, sono proibite. La gente continuamente parla contro il fumo, che non è molto pericoloso. é una sorta di “pranayama”: si inspira e si espira, certo, è un po’ sciocco, perché potresti respirare aria pura, e invece respiri fumo sporco, e paghi pure per farlo… ma non è nulla di cui preoccuparsi.

Oppure, la gente è contraria all’alcol. Ma ogni tanto un pò di alcol non fa male, fa divertire! Ed è assolutamente vegetariano! Non fai del male a nessuno… ma contro queste cose esiste un forte rifiuto.

E le nuove droghe sono molto meglio dell’alcol. Ad esempio, l’LSD è migliore, meno dannoso dell’alcol: preso nelle giuste dosi, con la giusta guida, nella giusta atmosfera, ti può rivelare molte cose. Può diventare un metodo per incontrare te stesso. Ti può dare visioni nuove, nuove intuizioni nel tuo essere e nell’esistenza stessa. Ma la gente è contraria, mentre non è contro l’avidità, non è contro i giochi egoici, non è contro l’ambizione.

Ad esempio, fino a pochi mesi fa Morarji Desai era il Primo Ministro dell’India. Egli è profondamente contrario all’alcol, è una vera ossessione per lui: voleva imporre un assoluto proibizionismo. Ma non si rende conto di essere più alcolizzato di chiunque altro. é un egoista così raro, ed è così pieno di avidità e di ambizione… per tutta la sua vita ha cercato di occupare un posto o l’altro. E ancor oggi, a ottantacinque anni, ha appena dichiarato: “Se la gente mi vuole, mi presenterò alle elezioni”. Ed è risaputo che è perfino disposto a diventare il primo ministro di uno qualsiasi degli stati dell’Unione indiana, il Gujarat ad esempio… persone veramente affamate di potere!

Nessuno pensa che si tratta di sostanze intossicanti: ma ambizione, avidità, fame di potere, tengono l’umanità nel caos. Questa gente non è sola: siamo tutti nella stessa barca. Alcuni impazziscono per il potere, altri non impazziscono come loro, ma tutti pensano in termini di potere, denaro, prestigio, rispettabilità. Queste cose continuano a tenerti in uno stato di ebbrezza. In queste condizioni una persona può fare di tutto.

Morarji Desai vuole vivere il più a lungo possibile. Forse, in cuor suo, pensa di poter diventare fisicamente immortale, bevendo la propria urina! é contro l’alcol, ma non contro questa pratica. L’alcol è succo di frutta raffinato, di gran lunga migliore dell’urina! Ma lui non la chiama così, la definisce: “acqua di vita”…

Questa gente ha dominato l’umanità, ed è ambiziosa. E ora egli vuole vivere ancora… per cosa? Solo per avere più potere, per avere più potere per un periodo di tempo più lungo.

L’uomo non è distrutto dalle altre piccole cose — marijuana, LSD, e così via — è distrutto da qualcosa di molto più profondo: l’ambizione è la cosa più velenosa che esista. E ne siamo inconsapevoli.

Se non diventiamo coscienti dei nostri veleni interiori, non saremo in grado di trasformare i nostri esseri dall’oscurità alla luce. Rimarremo buchi neri, e abbiamo la capacità di diventare luce eterna.

Tre irlandesi, nessuno dei tre molto sobrio, parlavano tra di loro alla stazione degli autobus di una piccola città del Nord dell’Irlanda. La conversazione li coinvolse al punto che non si resero conto che l’autobus che aspettavano era arrivato. Quando l’autista urlò: “Tutti in vettura!” Si guardarono allibiti e corsero verso la vettura. Due dei tre riuscirono a salire, ma il terzo rimase a terra.

Mentre guardava tristemente la vettura allontanarsi, fu avvicinato da uno straniero che per rincuorarlo gli disse: “Non si dovrebbe sentire triste. In fondo, due su tre è una buona media…”.

Sconsolato, l’irlandese disse: “Loro erano venuti ad accompagnarmi…”.

E tutto questo è vero non solo per le persone ubriache, non solo per i politici, ebbri di potere, ma anche per le cosiddette persone religiose. Coloro che pensano di aiutare l’umanità, i grandi missionari, quanti fanno assistenza sociale… queste persone sono le più maligne, per il semplice motivo che esse stesse vivono nel caos, eppure tentano di aiutare gli altri. Esse non fanno che raddoppiare il loro caos, moltiplicarlo all’infinito.

Il mondo sarebbe di gran lunga più felice e più sano se non esistessero i missionari, se non esistessero gli assistenti sociali. Se la gente venisse lasciata a se stessa, rinsavirebbe molto più velocemente. Ma esistono tanti assistenti sociali… nessuno di loro vuole lasciarti in pace, nessuno riesce a lasciarti solo.

Un uomo stava picchiando una vecchietta, in mezzo alla strada. Si riunì una folla che prese coraggio e chiese a quell’energumeno perché si accanisse tanto su una povera vecchia.

E l’altro spiegò: “Voglio aiutarla ad attraversare la strada, ma lei continua a insistere che non vuole attraversarla… e io ho il compito di aiutare i vecchi ad attraversare la strada. Il traffico è pericoloso!”

Ecco cosa succede. E tutti questi missionari, questi benefattori dell’umanità sono piegati in avanti, per aiutarti!

Jake il barbiere, passando di fianco a una casa nelle prime ore del mattino, vide un uomo aggrappato a un portone.

“Cosa succede?” Chiese comprensivo, “è ubriaco?”

“Scì, temo di scì!”

“Abita qui?”

“Scì!”

“Vuole che l’aiuti a salire?”

“Scì, grascie!”

“A che piano abita?”

“Scecondo!”

Con difficoltà il buon Jake, un po’ tirando e un po’ strattonando, aiutò l’uomo a salire fino al secondo piano. E, di fronte a una porta chiusa, chiese se quella fosse la sua casa. Un cenno dell’uomo convinse Jake di essere alla fine della sua fatica… spinse dentro l’uomo, chiuse la porta, e scese al pianterreno.

Ma qui, alla debole luce di una lampada, vide un altro uomo, in apparenza più malconcio del primo, che si appoggiava a un muro.

“Anche lei ubriaco?” Chiese.

“Scì,” disse una flebile voce.

“E vive qui?”

“Scì!”

“E non mi dica che anche lei vive al secondo piano!”

“Scì!”

E di nuovo il buon Jake portò quello sconosciuto fino al secondo piano. Di fronte alla stessa porta, un gesto dell’ubriaco gli fece capire che anche lui abitava lì… lo spinse dentro e ridiscese.

Al pianterreno, con sua sorpresa, trovò un terzo uomo, anche lui evidentemente ubriaco, ma in condizioni pessime: era pieno di graffi, sanguinava, e il volto era ridotto a una maschera. Stava per avvicinarsi a lui, quando l’uomo prese a correre fuori dalla casa, dove cadde nelle braccia di un poliziotto di ronda.

“Scignora guardia,” iniziò disperato, puntando il dito contro il buon Jake, e poi proseguì con voce sorprendentemente lucida: “mi aiuti… è tutta la notte che quell’uomo continua a buttarmi giù dalla tromba dell’ascensore!”

No, la domanda non è sapere di quanto altro caos l’uomo ha bisogno per risvegliarsi; l’uomo ha semplicemente bisogno di risvegliarsi. E il solo modo per risvegliarsi è la meditazione. Non esiste altra via. Lo Zen è la sola via… camminare in Zen, stare seduti in Zen!

Osho, Tratto da: “Walking in Zen, Sitting in Zen”, pag. 9
Tratto da: “All’Origine”

Di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza

É inevitabile che il ricercatore spirituale debba soffrire lungo il sentiero?
Dipende: di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza; soffrire nasce dalla tua resistenza alla crescita. Crei sofferenza perché continui a resistere, non ti permetti di crescere. Hai paura di vivere la crescita totalmente, ti accompagni a lei senza passione.

Per questo soffri, perché ti dividi, ti dissoci. Una parte di te coopera e una parte di te oppone resistenza, è contraria. Questo conflitto interiore crea in te la sofferenza.

Quindi, lascia perdere questa idea, molte persone credono che si debba soffrire per crescere. é un’assurdità bella e buona! Se cooperi totalmente, non c’è affatto sofferenza. Se sei in uno stato di abbandono, invece di soffrire sarai felice. Ogni istante sarà un istante di beatitudine e di benedizione.

Dunque, non scaricare la responsabilità sulla crescita. La nostra mente è molto astuta e ingannatrice: dà sempre la responsabilità a qualcuno, a qualcosa, non si assume mai la responsabilità in prima persona. Tu sei la causa della sofferenza.

Se ti è possibile, ricorda tre cose.

La prima: se vuoi crescere lascia cadere il passato, perché ogni resistenza deriva dal passato. Continui a giudicare riferendoti al passato, ma il passato non è più, è del tutto irrilevante, eppure continua a interferire.

Continui a giudicare in base a quello, continui a dire: “Questo è giusto e quello è sbagliato”, e tutte queste idee di giusto e sbagliato, tutti questi giudizi, derivano da qualcosa che è morto.

Il tuo passato cadaverico pesa su di te al punto che ti impedisce di muoverti. Lascialo cadere completamente, e rimarrai sorpreso: la maggior parte della sofferenza scompare.

La seconda cosa da ricordare è: non crearti aspettative per il futuro. Se ti aspetti qualcosa, di nuovo creerai dolore, perché le cose non accadono conformandosi a te; le cose accadono in conformità col Tutto.

L’onda, una piccola onda nell’oceano, non può essere il fattore decisivo: l’oceano decide. L’onda deve restare in uno stato di abbandono. Se l’onda vuole andare verso Oriente, inevitabilmente nasceranno dei problemi, e in questo caso, la sofferenza sarà inevitabile.

Se i venti non vanno verso Oriente, se l’oceano non lo vuole, cosa farà l’onda? Soffrirà. Lo chiamerà destino, dirà che sono le circostanze, le condizioni sociali, la struttura economica, la società capitalista, la cultura borghese, l’inconscio freudiano… ora le chiami “le sofferenze della crescita”. Ma non stai facendo altro che spostare la responsabilità.

In realtà soffri a causa delle tue aspettative. Quando non sono appagate — e non lo saranno mai! — ne deriva frustrazione, ne consegue il fallimento, e tu ti senti rifiutato, come se l’esistenza non si curasse di te.

Lascia cadere le aspettative per il futuro. Rimani aperto, rimani disponibile a qualsiasi cosa accada, ma non programmare il futuro. Non fabbricare nessuna idea psicologica, nessuna fissazione sul futuro, su come dovrebbero andare le cose: allora vedrai scomparire un’altra porzione rilevante di sofferenza. Queste sono le due cause fondamentali della sofferenza.

E la terza cosa: al “Movimento per lo Sviluppo delle Potenzialità dell’Uomo” manca una cosa essenziale. Esso cerca di aiutarvi a crescere, ma ancora non è riuscito a creare in voi uno spazio meditativo. Per cui rimane una lotta costante, uno sforzo di volontà, ma non è rilassamento, non è riposo.

Quindi, resta da ricordare una terza cosa, e tutta la sofferenza scomparirà: crea energia meditativa, crea dentro di te uno spazio di meditazione. Ai metodi occidentali questo manca, ed è una cosa essenziale.

Ecco perché nella mia comune lo sforzo consiste nell’usare tutti i metodi occidentali di psicoterapia, affiancati da tutti i metodi orientali di meditazione.

Forse, oggi questo è l’unico posto in tutto il mondo, in cui l’Oriente e l’Occidente si stanno veramente incontrando, e non è un incontro diplomatico come accade all’ONU. Qui, questi due emisferi si stanno veramente fondendo, e non politicamente, non in modo diplomatico, perché un incontro diplomatico non è un incontro, è solo una facciata, una finzione.

Qui sta accadendo un incontro d’amore: l’Occidente e l’Oriente, per la prima volta, vivono una storia d’amore.

L’Occidente ha sviluppato tecniche molto importanti: la Gestalt, l’Encounter, la Primal, la Bioenergetica, e molte altre. E anche l’Oriente ha sviluppato molti metodi: Zazen, Vipassana, la danza Sufi, lo Yoga, il Tantra. Il loro approccio è diverso, così diverso che entrambi rappresentano solo una metà del Tutto, per cui a entrambi manca qualcosa.

I metodi orientali sono in grado di creare uno spazio meditativo, ma ti rendono introverso al punto che inizi a fuggire dalla vita; in passato tutti i metodi orientali si sono dimostrati essere un’evasione dalla realtà. Si arriva a desiderare di ritirarsi in un monastero, vuoi andare sull’Himalaya, vuoi andare in una caverna chissà dove, e vivere da solo. Questi metodi ti insegnano come stare da solo, felicemente solo: ma a questo punto, qualcosa viene a mancare.

La vita è anche relazione, la vita è anche stare insieme, la vita è anche comunione. é bellissimo essere beati in solitudine, ma questa è solo metà della storia: dovreste essere beati anche quando siete insieme a qualcuno.

E quando siete beati con qualcuno, la beatitudine raggiunge una vetta ancor più alta. In solitudine sei come un suonatore di flauto, un solista; quando sei beato in un rapporto, la musica assomiglia a un’orchestra.

L’Occidente ha creato metodi che vi danno un impulso maggiore verso l’essere estroversi. Vi forniscono sistemi, tecniche per imparare a essere in relazione, per stare bene nei rapporti con gli altri. Sono metodi d’amore, ma manca loro qualcosa.

Arrivi ad apprezzare le relazioni, ma ogni volta che sei solo… e, essenzialmente, tu sei solo. Sei nato solo e morirai solo; nel centro più profondo del tuo essere, sei sempre solo. Per cui, in superficie sei felice, ma in profondità persiste una sottile corrente di infelicità. Non sei in grado di incontrare te stesso, non riesci a stare di fronte a te stesso, non riesci a vederti.

L’Occidente ha fallito perché ha sviluppato solo l’estroversione; l’Oriente ha fallito perché ha sviluppato solo l’introversione. E l’uomo non è né estroverso né introverso.

Vorrei che venisse scritto a caratteri cubitali che la tipologia ideata da Carl Gustav Jung è assolutamente sbagliata.

L’uomo non può essere diviso così facilmente in categorie — non si può dire che qualcuno sia un introverso e qualcuno un estroverso — perché l’uomo è una totalità, un essere integro. Possiede una sfera interiore e una sfera esteriore, ed entrambe devono essere nutrite, entrambe devono essere appagate.

Quindi, se ti limiti a seguire i metodi occidentali soffrirai molto, perché attraverso di essi non sarai in grado di creare uno spazio meditativo. Se segui solo i metodi orientali, potrai creare uno spazio meditativo, ma diventerai assolutamente inutile nel mondo e ti mancherà l’arricchimento che deriva dalla comunione con altri esseri umani.

Qui io mi sforzo di creare la prima sintesi tra estroversione e introversione, e di aiutare l’uomo perché diventi abile in entrambe, simultaneamente. In questo modo, l’essere umano potrà spostarsi con facilità dall’estroversione all’introversione, e dall’introversione all’estroversione, non è necessario dividere l’uomo in categorie stagne. L’uomo può diventare pura fluidità.

é tanto semplice quanto l’uscire di casa. Quando esci di casa, non pensi di diventare un estroverso. Quando in casa senti che l’aria si è raffreddata e all’esterno non ci sono nuvole e il sole può scaldarti, esci: non ci pensi su due volte. Non decidi: “Adesso voglio essere un estroverso”.

Viceversa, se il sole scotta troppo e la calura ti soffoca, non prendi una decisione ferrea: “Devo rientrare. Ora voglio essere un introverso”. Niente affatto! Quando il sole è troppo caldo, non fai altro che entrare in casa, e quando all’interno è troppo freddo, esci. Uscire di casa oppure entrare in casa non è affatto un problema, perché tu non sei legato né all’interno né all’esterno.

Il mio sforzo qui è aiutarvi a essere liberi sia all’interno che all’esterno, perché voi non siete né la sfera interiore né quella esteriore, siete qualcosa che trascende entrambe.

La sfera interiore e la sfera esteriore non sono altro che parti della vostra personalità; è la casa in cui vivete ad avere un interno e un esterno. Ma la vostra consapevolezza non ha alcun “interno” né alcun “esterno”.

Dunque, ricorda queste tre cose: lascia perdere il passato, lascia perdere le aspettative sul futuro, e crea una sintesi tra introversione ed estroversione. E tutte le sofferenze scompariranno.

No, il ricercatore spirituale non deve necessariamente soffrire, lungo il sentiero. Soffri perché non sei consapevole delle tue responsabilità. Non soffri a causa della tua crescita. Soffri perché non sei cosciente delle tue resistenze, del tuo orientamento al passato, delle tue aspettative verso il futuro, e non sei consapevole del fatto che in te manca uno spazio meditativo.

Osho, Tratto da: “The Book of the Books”, 12 aprile 1980

Tratto da: “All’Origine”

Diventa consapevole che il caos e’ solo dentro…quando dentro sei in pace tutto il resto diventa pace.

Il Sutra del Cuore di Osho

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Il sutra del cuore di Osho

Tutto questo silenzio, questa quiete, questa pace, tutto questo infinito Niente che sei, è così vuoto che contiene ogni cosa, ed è così pieno…da Esso ogni cosa sorge e in Esso ogni cosa fa ritorno.

Che sollievo scoprire che senza che ci sia nessuno ad agire, a fare il più piccolo sforzo, tutto continua ad accadere ugualmente! “Sei tu la verità! Ma la verità può accadere soltanto nel silenzio totale, quando neppure un pensiero si muove, quando la mente non ha niente da dire, quando non esiste la benché minima increspatura sulla tua consapevolezza.”

Sprechiamo la vita nell’illusione che ci sia qualcosa di giusto o di sbagliato, nei giudizi, nell’idea di separazione.

In questa riflessione ci libereremo di molti di questi equivoci che creano paura, ansia, competizione, ecc. Non c’è niente che possa farci paura, non c’è niente che possa farci male, non c’è niente che possa farci niente. Siamo liberi, siamo consapevolezza. Siamo il substrato di tutta l’esistenza.

Conosci te stesso e sii libero!: un essere umano completo, spontaneo e rilassato.

“Se lo chiedi, l’esistenza ti può aiutare, ti aiuta solo se lo chiedi. Se non lo chiedi, rimane in disparte, non interferisce. Ma se chiedi, se ti apri, l’esistenza comincia a riversarsi in te.

Dipende da quanto ti apri: se ti apri totalmente, allora la parte è il Tutto, in questo caso l’uomo è magico come lo è il Tutto.” Non essere teso, rilassati, sii soltanto. In questa consapevolezza, quando esisti semplicemente e sei seduto senza fare niente, la primavera viene e l’erba cresce da sola. Da parte tua non c’è bisogno di fare niente; semplicemente sii e lascia che le cose accadano. Non cercare di dirigere, non cercare di manipolare. Lascia che la brezza passi, lascia che i raggi di sole arrivino, lascia che la vita danzi, e lascia che la morte arrivi e danzi dentro di te.

Chi sei tu per fare? Sei soltanto un’onda in questo oceano. Un giorno ci sei, e il giorno dopo scompari; l’oceano continua a esistere. Perché devi preoccuparti tanto? Arrivi, scompari.

E nel frattempo, in questo così breve intervallo, sei così preoccupato e teso, e prendi tutto il peso sulle tue spalle e porti pietre sul cuore, per nessun motivo alcuno. Tu sei libero in questo stesso momento! In questo stesso momento io ti dichiaro illuminato. Ma tu non ti fidi…

L’illuminazione non è una meta da raggiungere, è la vita più ordinaria, questa semplice vita che ti circonda. Ma quando non ti sforzi, questa vita ordinaria diventa straordinaria: allora gli alberi sono più verdi, allora gli uccelli cantano nei toni più svariati, allora tutto ciò che accade intorno è prezioso…allora i semplici sassi sono diamanti. Accetta questa semplice vita ordinaria.”

Chiudi gli occhi e guarda dentro,
con lo stesso sguardo assente,
senza cercare nulla.
I pensieri fluiscono, ma tu li cerchi e non li osservi:
ti limiti a guardare.
Se vengono, va bene; se non vengono, va bene ugualmente.
Allora sei in grado di cogliere gli intervalli: un pensiero se va, un altro e’ in arrivo, e, fra uno e l’atro, un intervallo.
Poi vedrai che a poco a poco, il pensiero diviene trasparente:
allora, anche mentre un pensiero sta passando di fronte a te,
continui a essere cosciente dell’ìntervallo;
continui a vedere il cielo che si nasconde dietro la nuvola.

(Osho)

“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti.
Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo.

Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”

Osho

….. “Mi chiedi: “Cos’è il sesso e cos’è l’amore?”

Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l’incontro di due anime. E questo è l’Amore!

Ma non sto parlando dell’amore convenzionale! … Non parlo dell’amore di cui parla il mondo! … Non parlo dell’amore di cui il mondo ha paura!

La gente ha paura di essere amata e di amare perché quell’amore porta infelicità! … Quell’amore porta con sé bugie, porta con sé prigionia, comporta schiavitù, distrugge la libertà. Per questo la gente ne ha paura. E questo accade poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi … si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale.
Uno dei miei messaggi fondamentali è: se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.
Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.
L’amore di cui io parlo è la vera trasformazione dell’energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l’amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso … Hanno evitato di conoscere l’energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d’amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell’amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E mentre l’amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose… ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell’energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: “Taglia le radici, perché non sono belle!” Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo Amore.
Se penetrerete in profondità il mistero del sesso, l’amore nascerà spontaneamente. Diventerete più amorevoli e la vostra sessualità si ridurrà sino a divenire una fiamma di puro amore, mentre i fumi del sesso svaniranno.
La rozza energia del sesso si é trasformata in un profumo delicato, il profumo dell’amore!
Il sesso è energia! … E non dico energia sessuale, perché non c’è altra energia. Il sesso è l’unica energia che avete. Questa energia può venire trasformata, può diventare un’energia più elevata. E più in alto si muove meno rimane sessualità. Alla fine vi è un culmine, dove questa energia diventa compassione e amore. Nel suo supremo fiore possiamo chiamarla energia divina, ma la base, la radice, è nel sesso. Per cui il sesso è il più basso, il primo livello dell’energia ed il divino il livello più alto, ma è la stessa energia a fluire. La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una volta che hai diviso hai creato conflitto, ogni volta che dividi l’energia tu stesso ne risulti diviso e allora sarai o contro il sesso o a suo favore. Io non sono né a favore né contro, perché io non divido. Dico che il sesso è energia, sesso è il nome dell’energia: chiamala energia X. Sesso è il nome di questa energia X, questa energia sconosciuta quando la usi solo come forza biologica ma diventa divina una volta che è liberata dalla schiavitù della biologia, una volta che va al di là del corpo. E allora è l’amore di Gesù o la compassione di Buddha! … Il sesso va trasformato, e l’unico modo possibile per trasformarlo è essere sessuali con una profonda consapevolezza: fare del sesso una meditazione. Vivi la tua sessualità, ma con attenzione, con consapevolezza, con presenza totale dell’essere. Non permettere che diventi una forza inconsapevole. Non lasciarti trascinare o trattenere. Sperimentalo con comprensione e saggezza, in amore. Trasforma l’esperienza del sesso in un’esperienza di meditazione. E una volta che sei meditativo, la qualità dell’esperienza sessuale inizia a cambiare. La stessa energia che fluiva nella sessualità, inizia a fluire verso la consapevolezza. E quando diventi meditativo giungi a realizzare un fatto nuovo: non è il sesso a darti beatitudine, non è il sesso che dà l’estasi. E’ piuttosto uno stato della mente privo di pensieri, il coinvolgimento totale nell’atto che ti rendono beato … la consapevolezza è il ponte, il ponte d’oro da questo mondo a quell’altro, dall’inferno al regno dei cieli, dall’ego al divino.” …..

Namaste.

Vi auguro di trovare quest’anno la vostra vera Essenza….Il Divino interiore che da sempre vive in voi….Auguri!

“Un amore elevato richiede il tuo essere vulnerabile. Devi abbandonare la tua corazza, e questo è doloroso, devi smetterla di essere costantemente sulla difensiva, devi disfarti della tua mente calcolatrice, devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti: per questo si ha paura di essere vulnerabili. L’altro può respingerti: per questo hai paura di innamorarti. Vedrai la tua immagine riflessa nell’altro, e potrebbe essere qualcosa di orrendo. Ma evitando le esperienze che la vita ti offre non crescerai mai. Devi accettare la sfida.”